Non avrebbe mai potuto deludere quello che ha sempre considerato uno dei suo mentori, simbolo di lealtà, costanza e perseveranza, e infatti Giannis Antetokounmpo è riuscito ad andare ancora una volta oltre i propri limiti e ha vinto le sfide che gli aveva posto Kobe Bryant. Il "Black Mamba" non c'è più, ma il fenomeno greco ha vinto le "challenge" che aveva richiesto e ottenuto dall'ex stella dei Lakers: MVP della Lega? Fatto, due volte di fila nel 2019 e 2020. Campione NBA? Fatto, la scorsa notte coi Milwaukee Bucks, la franchigia che lo ha scelto al Draft del 2013 e con la quale è cresciuto fino a salire sul trono.
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Nell'estate 2017 Bryant aveva sfidato Antetokounmpo chiedendogli di diventare MVP della Lega, due anni dopo, nel giugno 2019, dopo il primo dei due premi di miglior giocatore della regular season, aveva alzato l'asticella invocando l'anello: assalto fallito nel 2019 e nel 2020, non stavolta, coi Bucks partiti un po' a fari spenti ma usciti alla distanza.
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Ho pensato tra me e me: Kobe Bryant pensa che posso farcela, che posso giocare ad alto livello, costruire un roster di livello e poter vincere un trofeo MVP? Dovevo farlo. Ho dovuto lavorare sodo. E non deluderlo. Ho dovuto lavorare sodo perché la gente credeva che potessi farcela
"Significa molto per me. All’inizio è cominciato tutto quasi come uno scherzo. È stata una sfida tra giocatori e io gli ho chiesto 'ok, dimmi qual è la challenge' e lui ha detto: 'MVP'. Ma all’inizio, io stavo solo scherzando. Non pensavo che mi avrebbe risposto. Ma quando lo fece, mi ha dato la carica giusta. Ho pensato tra me e me: Kobe Bryant pensa che posso farcela, che posso giocare ad alto livello, costruire un roster di livello e poter vincere un trofeo MVP? Dovevo farlo. Ho dovuto lavorare sodo. E non deluderlo. Ho dovuto lavorare sodo perché la gente credeva che potessi farcela. Quello è il problema. Mi piace rendere felici le persone. Non mi piace deluderli. Quando ho firmato per Milwaukee, questo è stato il motivo principale per cui ho firmato: non volevo deludere le persone e far pensare loro che non avevo lavorato molto duramente, cosa che cerco di fare sempre. Ma essere in grado di fare queste cose è pazzesco. È irreale. È fottutamente irreale. Non posso crederci", le parole di Giannis ricordando Kobe.
Toccante, molto, anche il tweet di Pau Gasol, il leggendario spagnolo che è con la sua nazionale ai Giochi di Tokyo, che è stato brevemente compagno di Giannis ai Bucks e per molti anni al fianco di Kobe Bryant in maglia Lakers: "Ce l'ha fatta, fratello", rivolgendosi al "Black Mamba" e citando proprio il messaggio in cui invogliava il greco ad andare all'assalto del titolo. Un risvolto da film, da Walt Disney, come se la vita di Antetokounmpo già non lo fosse abbastanza.

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