AX Armani Exchange Milano-Dolomiti Energia Trentino 88-62

Di Daniele Fantini. Il mese più lungo dell'Olimpia Milano, con vista sulle Final Four di Colonia del 28-30 maggio, si apre con un pesante attestato di forza. Il +26 su Trento è lo specchio di una gara-1 controllata in maniera solida, corale e convincente, sulla falsariga delle grandi prestazioni delle Final Eight di Coppa Italia di metà febbraio, quando la squadra di Messina, chiamata alla massima performance in territorio anche esterno all'Eurolega, aveva dimostrato una superiorità nettissima rispetto alla concorrenza cavalcando anche il solo "zoccolo duro" del reparto stranieri. Le rotazioni, ampie e ben gestite da un Messina attento e puntuale, funzionano anche in maniera conservativa, con sguardo già a domani sera, quando si tornerà in campo per un insolito back-to-back in gara-2: l'unica nota stonata è il problema all'anca sofferto nel finale da Shavon Shields, top-scorer biancorosso (16 punti) in una serata molto emotiva per la sfida alla squadra che lo ha lanciato, due anni fa, sul grande palcoscenico internazionale proprio in una mitica serie playoff contro la stessa Olimpia.

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Milano vince con le sue armi da Eurolega: forza difensiva, esplosa una volta assorbita la sfuriata avversaria iniziale, con Trento capace di sparare 14 punti nei primi 5 minuti volando sulla leggerezza di chi non ha nulla da perdere, potenza di fuoco dall'arco (12/22 contro il risicato 6/25 dell'Aquila), panchina lunga e possibilità di impostare il gioco d'attacco su una lunga alternanza di protagonisti. Perché al già citato Shields, tenace e coriaceo anche in difesa e a rimbalzo, si uniscono la saggezza di Kyle Hines (12 punti, 6/6 al tiro), bravo nello sfruttare i tanti vantaggi derivanti dai mismatch sui cambi difensivi, la mano morbida di Gigi Datome (9), l'ottima regia della coppia Delaney-Rodriguez e il contributo robusto degli italiani dalla panchina: Paul Biligha controlla il verniciato con presenza e atletismo (8 punti, 3 rimbalzi, una stoppata) e Riccardo Moraschini (9 punti, 7 rimbalzi) fornisce sul perimetro quella qualità e quantità un po' mancate da Kevin Punter, autore sì di 13 punti ma raccolti in gran parte nel lungo garbage-time del quarto periodo.

Dalla difesa all'attacco: che azione di Punter, Shields e LeDay

A differenza delle partite di regular-season, dove Trento era riuscita a frenare la qualità generale dell'Olimpia con prestazioni fisiche, solide e di grande impatto difensivo, manca la pressione sul pallone e la coordinazione tra reparti nelle situazioni di cambio, aiuto e recupero, con l'area spesso aperta dalle ottime esecuzioni offensive avversarie, perfette in timing e spaziature. Gary Browne e JaCorey Williams, fumanti in un grande avvio che lascia presagire un andamento di gara molto differente, si spengono presto, stritolati dalla difesa biancorossa sul perimetro, con Delaney tornato grande protagonista, e dalla durezza di Kyle Hines sotto canestro, visto dominare come nelle sue migliori serate di Eurolega. Il resto del gruppo produce poco o nulla, con scarso apporto della panchina: Victor Sanders e Luke Maye si fermano con soli 4 punti a testa e un orrido 3/16 combinato dal campo.

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La partita "vera", come detto, dura una decina di minuti, il tempo necessario all'Olimpia di rispondere all'avvio lanciato avversario e di allungare le mani sull'inerzia sfruttando la profondità delle rotazioni e l'ottimo apporto della panchina. Il break decisivo si concretizza nella parte finale del secondo periodo, quando Milano azzanna la gara volando sul +15 all'intervallo lungo (49-34), spinta dai canestri di Hines, Shields, Datome e Moraschini. La reazione dell'Aquila, attesa al rientro dagli spogliatoi, non si concretizza, con l'Olimpia in grado di mantenere le mani in maniera solida sul volante, senza la minima sbandata. Il divario si amplia presto sui 20 punti di margine aprendo a un lungo garbage-time in cui l'Olimpia tocca anche il +29. Domani si ritorna in campo, ore 19.00 in LIVE-Streaming su Eurosport Player e Discovery Plus.

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  • Milano: Delaney 4, Punter 13, Shields 16, LeDay 8, Hines 12; Moraschini 9, Cinciarini, Biligha 8, Wojciechowski 2, Datome 9, Rodriguez 5, Brooks 2. All.: Messina.
  • Trento: Browne 16, Morgan 10, Martin 10, Maye 4, Williams 12; Sanders 4, Conti 2, Ladurner 4, Forray 6, Mezzanotte 2. N.e.: Pascolo, Jovanovic. All.: Molin.

Highlights: Olimpia Milano-Trento 88-62

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Umana Reyer Venezia - Banco di Sardegna Sassari 92-91 d1ts

A cura di Davide Fumagalli. Ci si attendeva equilibrio fin da gara 1 ed equilibrio è stato al Taliercio dove l'Umana Reyer Venezia piega 92-91 dopo un tempo supplementare il Banco di Sardegna Sassari nella sfida tra teste di serie 4 e 5. Match deciso nei secondi conclusivi del supplementare, con Austin Daye che risponde a Marco Spissu, sempre dalla lunetta, e regala l'1-0 alla formazione orogranata: domani, venerdì 15 maggio, si replica per gara 2 sempre al Taliercio, prima di spostarsi in Sardegna per il terzo e, se servirà, il quarto episodio della serie dei quarti di finale dei playoff Scudetto.
Venezia, sempre senza capitan Michael Bramos, ha 19 punti con 4 triple da Chappell, 15 a testa da De Nicolao e Stone, e 12 punti da Daye, compresi i liberi della vittoria. La Reyer soffre a rimbalzo, 36 a 42, ma la spunta grazie anche ai 24 assist e al contenimento delle perse, 13. Per la Dinamo invece le perse sono addirittura 18, e non bastano il 67% da due e soprattutto il 24 su 30 ai liberi, quasi il doppio di quelli tentati dai lagunari (8 su 16). Il box score è dominato da Miro Bilan, 19 punti e 11 rimbalzi, in doppia cifra anche Bendzius, 15 punti, Gentile, 14, Kruslin e Spissu, 12, e Ethan Happ, 10 punti.
Il via di gara 1 è tutto di Sassari che, al netto dell'assenza in panchina di coach Pozzecco (dovrebbe rientrare dalla sospensione per gara 3, ndr), parte forte, tocca il +10 e alla prima pausa conduce 24-14 coi canestri di Bendzius e Happ. In avvio di secondo periodo la Dinamo vola via e doppia gli avversari sul 28-14 (+14 massimo vantaggio di serata), Venezia però reagisce presa per mano da Daye, Stone, e dalla solidità di Chappell e Fotu. La Reyer risale fino a -3 (35-38), ma Sassari chiude meglio la prima frazione e va all'intervallo avanti 43-35.
La ripresa inizia con un 7-0 della Reyer firmato Tonut-Stone che chiude il gap, la squadra di De Raffaele mette anche il naso avanti sul 52-49 con Watt, ma l'equilibrio regna sovrano a Mestre: al 30' è 63-62 per gli ospiti, poi da lì è un botta e risposta fino al termine. Chappell impatta sul 77-77 con una tripla, poi segna altri due canestri per l'81-79 cui replica Gentile per la parità: da lì non segna più nessuno, Bilan sbaglia, poi stoppa Watt, e così si va in overtime. Nel prolungamento la Reyer sembra averne di più, va a +5 e poi De Nicolao mette la tripla del 90-86. Finita? Per nulla. Bilan fa -2, poi Spissu subisce fallo e realizza tre tiri liberi per il 91-90. A meno di due secondi la Reyer rimette in campo, Daye va per il tiro da tre ma viene murato fallosamente da Gentile: 2 su 3 e Venezia di nuovo avanti, questa volta definitivamente per l'1-0!
  • Venezia: Tonut 8, Stone 15, De Nicolao 15, Chappell 19, Watt 8, Daye, Mazzola 2, Campogrande, Casarin, Fotu 7, Clark 6, Cerella ne. All. De Raffaele.
  • Sassari: Bendzius 15, Burnell 5, Kruslin 12, Bilan 19, Spissu 12, Happ 10, Katic 2, S. Gentile 14, Chessa ne, Re ne, Gandini ne, Treier 2. All. Casalone.

Highlights: Venezia-Sassari 92-91 d.t.s.

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