PALASPORT TALIERCIO, MESTRE (VE) - Sono trascorsi tre giorni dal weekend di Colonia, e Milano è rientrata in Italia più affamata che mai. E la frustrazione scaturita da quella tripla di Kevin Punter sputata dal ferro della Lanxess Arena si è trasformata in una delle partite esterne più solide di quest'ultima parte di stagione. Veterani ed esperienza sono le parole chiave per descrivere una serata che l'Olimpia agguanta attingendo a piene mani dalla qualità delle sue punte di diamante: rotazione corta, a soli nove uomini, ma in grado di esprimere al massimo la forza e la superiorità di quel core che ha già firmato tante grandi imprese in stagione, Eurolega compresa. Equilibri e chimica perfetta, unita a una difesa imperniata come sempre sul triangolo Delaney-Shields-Hines, producono una pallacanestro corale di alto livello su entrambe le metacampo, accesa da un attacco capace di sprigionarsi al meglio con grande alternanza di interpreti, rebus irrisolvibile sul lungo periodo anche per una squadra organizzata, solida e compatta come la Reyer.

Hines cancella il tentativo di poster di Watt

Già, perché finché Venezia riesce a giocare la sua partita, fatta di difesa, fisico (ottima la marcatura di Stone su Shields) ritmo compassato e sfruttamento di un avvio frizzante di Mitchell Watt, l'equilibrio resta sovrano, come testimoniato dal 38-38 di fine primo tempo. Il break arriva nel terzo periodo, quando la Reyer inizia a pagare le percentuali iniziali scadenti nel tiro dall'arco, frutto di un attacco smontato pezzo per pezzo come in gara-2, e, di contro, si ritrova bucata e bruciata in continuazione dalle folate e spingardate dei top-player biancorossi. L'Olimpia balza sul +17 (65-82) a 6' dalla sirena, ma il pilota automatico innestato per risparmiare energie in vista della serie delle Finals contro la Virtus Bologna (si partirà sabato sera anziché lunedì) non fornisce garanzie assolute. L'esplosione di Austin Daye (top-scorer con 22 punti) costruisce un contro-break violento per ricucire fino al -6, ma una brutta palla persa di Watt a una trentina di secondi dalla fine e la freddezza in lunetta dell'Olimpia strozzano una rimonta che avrebbe avuto dell'incredibile.
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Come detto, Milano fa quadrato sulla forza dei suoi grandi veterani, godendosi una serata brillante da tutti quei giocatori che saranno chiamati a fare la differenza anche e soprattutto contro la Virtus, in quella grande finale attesa tra due squadre ancora imbattute nella post-season. Il carattere di Kevin Punter non mostra la minima incrinatura dopo la tripla decisiva sbagliata a Colonia. Anzi. La sua è una prestazione da leader offensivo puro, fatta di una lunga serie di grandi giocate offensive unite a una precisione balistica chirurgica: 19 punti, 4/4 da due, 3/6 dall'arco e la sensazione di essere in grado di risolvere qualsiasi situazione di stallo. Discorso molto simile per Shavon Shields, che, una volta liberatosi dalle grinfie iniziali di Stone, può scatenare le sue qualità straordinarie di giocatore all-around: 16 punti, 6 falli subiti, capacità di spezzare la prima linea dal palleggio con enorme facilità unita alla solita tenuta difensiva di tenacia spettacolare. Ma il perimetro è anche e soprattutto terra di Sergio Rodriguez (11 punti, 5 assist), lucido e brillante nel guidare l'attacco in una serata meno incisiva del consueto di Malcolm Delaney (innervosito dai falli), e bravo nel fornire quelle risposte attese nell'ormai classica alternanza tra playmaker con caratteristiche complementari che ha fatto le fortune della gestione Messina in stagione.
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Ma anche il verniciato parla biancorosso, soprattutto nel secondo periodo, quando le scintille sprigionate da Mitchell Watt tendono a perdere intensità. E, allora, può salire di colpi un Kyle Hines cattedratico sotto entrambi i ferri, in grado non soltanto di guidare, come sempre, la linea difensiva da grandissimo generale in campo, ma anche di sbisciolare a ripetizione tra le maglie avversarie, sfruttando i vantaggi di velocità e sui cambi difensivi nelle situazioni di pick'n'roll (17 punti, season-high). In ripresa anche Zach LeDay (14 punti, 7 rimbalzi), emerso nella ripresa e autore dei due canestri consecutivi con cui Milano respinge in maniera semi-definitiva il grande tentativo di rimonta ispirato dalla classe immensa di Austin Daye, e solido, come accade da molto tempo a questa parte, Paul Biligha, in grado di fornire fisicità, atletismo e presenza dalla panchina.
Il doppio 3-0 che ha mandato le semifinali già in archivio permetterà di anticipare l'inizio delle Finals ed evitare così il doppio back-to-back che avrebbe appesantito ancora di più un calendario di una stagione già durissima. Gara-1 è in programma sabato sera al Forum, e si proseguirà a giorni alternati fino all'eventuale gara-7 del 17 giugno. Tutte le partite saranno trasmesse LIVE in TV su Eurosport 2 e in LIVE-Streaming su Eurosport Player e Discovery Plus.

Umana Reyer Venezia-AX Armani Exchange Milano 83-93

  • Venezia: Stone 3, Tonut 11, Chappell 12, Mazzola 3, Watt 19; Jerrells 9, De Nicolao 3, Daye 22, Casarin 1, Vidmar, Cerella. N.e.: Possamai. All.: De Raffaele.
  • Milano: Delaney 2, Shields 16, Datome 4, LeDay 16, Hines 17; Punter 19, Moraschini 2, Rodriguez 11, Biigha 6. N.e.: Cinciarini, Wojeciechowski, Moretti. All.: Messina.

Highlights: Reyer Venezia-Olimpia Milano 83-93

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