Dolomiti Energia Trentino-AX Armani Exchange Milano 61-60

Di Daniele Fantini. La partita di Kelvin Martin non è di quelle che si possono descrivere con i numeri, perché zeppa di quelle piccole cose che, pur non finendo a referto, risultano poi determinanti al momento della stesura dei conti. Un solo canestro segnato dal campo, uno solo in quasi 28 minuti di parquet, arrivato con una zampata nel mezzo della bolgia a rimbalzo d'attacco a una manciata di secondi dalla sirena. Uno solo, ma quello decisivo, quello che permette a Trento di spezzare quella maledizione di otto sconfitte consecutive che, dopo un inizio stagionale da grande outsider, l'aveva fatta precipitare nel gruppetto all'ultimo posto in classifica, stridente con le potenzialità del roster e di una campagna europea che la vede, invece, svettare in cima al proprio gruppo nelle Top 16 di Eurocup, con la trasferta decisiva per la qualificazione ai playoff in arrivo, fra tre giorni, sul parquet del Lokomotiv Kuban.
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Serie A
Varese ferma la striscia di Sassari, la Virtus piega Venezia
06/03/2021 A 19:56

Tap-in di Kelvin Martin! La giocata che regala a Trento il successo su Milano

Tre anni fa, Trento e Milano si affrontavano in finale scudetto. Oggi, gli interpreti sono quasi completamente cambiati (quello principale, Shavon Shields, ha cambiato casacca), ma il clima della partita è lo stesso, quello di un'arena, di una battaglia all'ultimo sangue di una partita di playoff. L'interpretazione della gara dell'Aquila è perfetta: reduce dall'ennesimo doppio turno di Eurolega, sfiancata dalla durissima trasferta di Kaunas e azzoppata dalle assenze importanti di Zach LeDay e Malcolm Delaney, Milano va assaltata, aggredita, pugnalata sin dalla palla a due, per spremere via le ultimissime energie residue di un serbatoio in riserva. Fisica, intensa, mobile, attenta sul lato debole e aggressiva con gli show dei lunghi nelle situazioni di pick'n'roll, Trento spezza la fluidità e gli automatismi del miglior attacco del campionato, trasformando ogni azione in una lotta senza quartiere.

JaCorey Williams vola a schiacciare in contropiede

L'Olimpia ammassa 12 palle perse nel solo primo tempo (saranno 16 alla fine), fatica a entrare in area (36%) e sparacchia dall'arco (10/33) con percentuali in picchiata rispetto allo show balistico dello scorso weekend contro la Fortitudo, vedendosi spesso respinta dai ferri durissimi e inclementi della BLM Group Arena: i 60 punti realizzati valgono la peggior prestazione in una stagione dove Milano ha sempre superato ampiamente gli 80, eccezion fatta per la trasferta di Bologna, comunque vinta. Balzata su un immediato +9 (14-5) presto riassorbito, Trento riesce a far sempre gara di testa, spinta dalle invenzioni di Gary Browne (20 punti, 7 assist) e dalle sbisciolate di JaCorey Williams (15 punti, 12 rimbalzi), straripante sotto i tabelloni. Ma Milano, pur zoppa in attacco, mantiene la sua quadratura e solidità difensiva, rispondendo ai continui mini-allunghi avversari e tenendo altissima la pressione su una squadra invischiata in un brutto momento psicologico. L'Aquila non apre il campo (3/18 dall'arco) e regala palle perse in quantità in un primo tempo di basso livello qualitativo (11 delle 14 finali) e, quando Williams e Maye sono costretti alla panchina in contemporanea per problemi di falli, l'Olimpia tenta un fugace sorpasso (38-40), presto tamponato da Browne.

Luke Maye inchioda in contropiede in testa a Datome

Si prosegue seguendo un fragile equilibrio per l'intero quarto periodo. Milano ammassa errori inusuali dall'arco raccogliendo poco dalla panchina e da uno Shavon Shields stranamente impreciso (9 punti con 4/11), ma cavalca una fiammata di Sergio Rodriguez (18 punti, 4 assist), scaldatosi dopo un inizio gelido, per rimettere la testa avanti a un minuto dalla sirena (59-60). Kevin Punter (14) ha in mano il tiro che potrebbe ammazzare la partita, ma la sua tripla, comodissima, scheggia appena il ferro, lasciando a Martin la chance per replicare. E il canestro, questa volta, arriva. Trento torna respirare (7-13), Milano incassa invece la terza sconfitta in campionato (16-3), indolore, al momento, per la classifica. La testa ora va a un'altra partita tremenda di Eurolega: giovedì 11 marzo, alle ore 18.00, l'Olimpia sarà a Mosca per affrontare il CSKA dell'ex, Mike James.
  • Trento: Browne 20, Forray 3, Martin 3, Maye 6, Williams 15; Morgan 5, Sanders 7, Ladurner 2, Mezzanotte. N.e.: Pascolo, Conti, Mezzanotte. All.: Molin.
  • Milano: Rodriguez 18, Punter 14, Shields 9, Datome 3, Tarczewski 3; Brooks, Cinciarini, Moraschini 4, Micov 4, Biligha 2, Roll 3. N.e.: Wojciechowski. All.: Messina.

Highlights: Trento-Olimpia Milano 61-60

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Vanoli Basket Cremona-Carpegna Prosciutto Pesaro 100-78

Di Marco Arcari. Spettacolare Vanoli Cremona! La squadra di coach Galbiati domina la sfida contro la Carpegna Prosciutto Pesaro, indirizzandola già nel 1° quarto grazie allo show balistico di Fabio Mian (6/7 da 3 nel quarto). I pick&roll di Tyler Cain si confermano arma fondamentale per l’attacco pesarese, ma Mian spara 3 bombe da distanze siderali e a metà 1° quarto i padroni di casa tentano già un approccio di fuga (15-7). Il tiratore della Vanoli arriva a 6/7 da oltre l’arco dei 6.75 e lancia la squadra allenata da Paolo Galbiati sul primo vantaggio in doppia cifra di serata (21-11). Marko Filipovity si carica allora sulle spalle tutta la fase offensiva ospite, calamitando qualsiasi possesso e segnando i canestri che tengono comunque a contatto la Carpegna Prosciutto a fine 1° quarto (24-16).

Incredibile show balistico di Fabio Mian! 6 triple nel 1° quarto contro Pesaro

Pesaro continua a lavorare meglio a rimbalzo offensivo, garantendosi extra-possessi fondamentali per mettere punti a referto e accorciare ulteriormente le distanze (26-22 al 13’). Simone Zanotti impatta bene col match, realizzando 7 punti in pochi minuti e mettendo in mostra tutto il proprio repertorio offensivo, ma Cremona, registrate le palle perse, rimane ampiamente in controllo della partita. Daulton Hommes realizza un 5-0 personale, Giuseppe Poeta lo supporta coi classici floater da centro area e con la bomba che brucia la sirena e che vale il +15 (46-31) a metà gara. Hommes prosegue nel fare a fette la difesa biancorossa anche in apertura di ripresa, mentre Jarvis Williams spadroneggia a rimbalzo e la Vanoli ritocca il massimo vantaggio (56-38 al 24’).

Jarvis Williams decolla per la schiacciatona contro Pesaro

Matteo Tambone (8 nel 3° quarto) emerge quale go-to-guy della Carpegna Prosciutto, ma la differenza tra le due formazioni continua a essere lampante e a tutto vantaggio di quella di casa, che tocca in più occasioni i 20 punti di margine fino al 73-53 di fine 3° periodo. L’inizio dell’ultima frazione di gara è un concentrato di alley-oop e spettacolo, specie sull’asse Poeta-Lee, ma anche di triple, con un infuocato Ariel Filloy. Pesaro rientra fino al -13 (77-64), ma la differenza d’intensità e di agonismo è evidente e Cremona riallunga subito, annichilendo gli avversari con una grandissima prova di squadra. Mian MVP (23, con 4 rimbalzi e altrettanti assist), ma grandi prove anche di David Reginald Cournooh (12, con 6 rimbalzi e 5 assist) e dell’intramontabile Poeta (16 e 6 assist). Cain sfiora l’ennesima doppia-doppia in LBA, chiudendo con 9 e 15 rimbalzi.
  • Cremona: Barford 9, T.J. Williams 12, Gallo, J. Williams 7, Poeta 16, Mian 23, Lee 9, Cournooh 12, Hommes 12, Donda. All. Galbiati.
  • Pesaro: Drell 4, Filloy 8, Cain 9, Robinson 16, Tambone 13, Mujakovic n.e., Basso n.e., Serpilli n.e., Filipovity 15, Zanotti 9, Delfino 4. All. Calbini.

Highlights: Cremona-Pesaro 100-78

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De'Longhi Treviso-UnaHotels Reggio Emilia 78-72

Di Daniele Fantini. Il palleggio-arresto e tiro dai quattro metri sarà anche un movimento old-school, ma quando serve, nei finali in volata, è forse ancora oggi il modo migliore per attaccare difese che collassano in area. Dewayne Russell prima e Matteo Imbrò ne segnano due consecutivi d'autore negli ultimi 40 secondi, e Treviso beffa la Reggiana sul traguardo coronando una grande rimonta dal -12 quasi impensabile nella peggior serata stagionale di David Logan (soltanto 3 punti per il cannoniere biancoblù, frenato da problemi di tendinite). E mentre la De'Longhi spezza una mini-striscia negativa di due sconfitte ripresentandosi a ridosso della zona playoff (nono posto con un record di 9-11), la crisi della UnaHotels (7-13) si fa sempre più critica e pesante: quattro ko in fila, nove nelle ultime dieci uscite e un rotolio costante verso i bassifondi della classifica ora distanti soltanto due miseri punti.

Matteo Imbrò dalla media: il canestro che vale il successo su Reggio

Eppure, come detto, la Reggiana sembra mettersi la partita in tasca quando, dopo un primo tempo equilibrato (38-39), piazza una spallata fortissima tenendo Treviso a soli 3 punti in sette minuti abbondanti di terzo periodo (41-53, break di 3-14), frutto sì di una buona difesa e dei problemi di falli che costringono Christian Mekowulu alla panchina, ma anche e soprattutto di una De'Longhi che ha necessità di tempo per capire come ristrutturare il proprio attacco senza i soliti e robusti apporti del già citato Logan e Michal Sokolowski, emerso soltanto nel finale, soprattutto in lunetta, dopo tre periodi chiusi a quota 0. A svoltare la situazione ci pensa, quasi in solitaria, DeWayne Russell, semi-incontenibile dal palleggio: 24 punti (14 nel solo quarto periodo), 6 assist e una lunga serie di giocate acrobatiche nel traffico da puro attaccante di razza e grande leader carismatico. Il ritorno di Mekowulu (12 punti, 8 rimbalzi) restituisce peso in vernice contro una Reggiana che schiera per lunghi tratti un assetto con il doppio lungo Elegar-Sims, Matteo Imbrò dà sostanza sul perimetro, e la difesa, complice anche qualche brano di zona match-up, manda in totale confusione l'attacco biancorosso, alterando e spezzando i fragili equilibri di una squadra ancora alla ricerca di una nuova identità dopo l'ennesima rivoluzione a roster post-Coppa Italia.

Dewayne Russell fa volare Christian Mekowulu: alley-oop e schiacciata

E così, si rivede lo stesso scenario del secondo periodo, ma a parti invertite. Dopo aver nuovamente toccato il massimo vantaggio con Lemar in avvio di ultimo quarto (49-61), Reggio si impantana per cinque lunghissimi minuti subendo un pesantissimo contro-parziale di 17-0 (66-61 al 36') che ribalta l'andamento emotivo del match. Preso il controllo, Treviso non lo abbandona più, complice anche lo strano e improvviso appassimento di tutti i protagonisti biancorossi, da Brandon Taylor (16 punti, 9 assist, devastante per i primi tre periodi) a Henry Sims, deragliato verso un modesto 2/10 al tiro dopo un buon impatto nella prima parte di gara. Gli ultimi squilli arrivano da Leo Candi e Brynton Lemar (15 punti con un avvio bruciante al suo esordio in maglia UnaHotels) ma in maniera tardiva: Treviso ha la partita in mano e, con l'esperienza di Sokolowski, utilissimo nel lucrare falli con le sue giocate in post-up, e i due canestroni di personalità di Russell e Imbrò fa calare il sipario. Il +6 finale non ribalta, però, la situazione nel doppio confronto: Reggio Emilia vinse largamente la gara di andata 98-74, ma erano altri tempi, altra squadra, altro morale e altra classifica.

Frank Elegar scuote il ferro con una gran schiacciata in controtempo

  • Treviso: Russell 24, Logan 3, Sokolowski 7, Akele 5, Mekowulu 12; Vildera 2, Imbrò 17, Chillo 5, Lockett 3. N.e.: Piccin, Bartoli. All.: Menetti.
  • Reggio Emilia: Taylor 16, Lemar 15, Kyzlink 4, Baldi Rossi 6, Elegar 10; Koponen 8, Candi 6, Sims 6, Diouf 1. N.e.: Porfilio, Giannini, Bonacini. All.: Martino.

Highlights: Treviso-Reggio Emilia 78-72

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Allianz Pallacanestro Trieste-Acqua S.Bernardo Cantù 82-79

Di Davide Fumagalli. Vittoria in rimonta per l'Allianz Trieste che supera l'Acqua S.Bernardo Cantù 82-79 nel posticipo della 21esima giornata. Un successo prezioso per la squadra di Eugenio Dalmasson che ferma una striscia di due sconfitte, tre con la Coppa Italia, e sale a 20 punti al sesto posto solitario in classifica: bravi a giuliani a non arrendersi, nè sul -13 del secondo quarto, nè sul -9 del terzo, e poi ad imporsi nella volata finale grazie ad una tripla e a una schiacciata in contropiede di Alviti, autore di 9 punti. L'Allianz, che ha anche 20 punti da Henry, 13 da Fernandez e Delia, e 12 da Laquintana, la spunta grazie al dominio a rimbalzo, 44 a 31, e alle 11 palle recuperate. Viceversa la squadra di Piero Bucchi può solo rammaricarsi per l'occasione persa, un match in cui Jaime Smith ha firmato il proprio career high in A con 30 punti, e dove tutta la squadra ha tirato bene come si nota dal 54% da due, il 12 su 30 da tre, e il 15 su 15 ai liberi. L'inferiorità a rimbalzo e le 19 palle perse, un'enormità, sono state però letali.

Sha'Markus Kennedy vola a inchiodare sull'alzata di Jaime Smith

All'Allianz Dome parte bene Trieste, Da Ros fa +7, Henry schiaccia il 16-11, poi Cantù si desta, Johnson segna il canestro del 19-16 a fine primo quarto, e poi nel secondo periodo l'Acqua S.Bernardo cambia marcia e scappa via, arrivando a +13 sul 35-22 con le bombe di Procida, Johnson, Leunen e di un ispiratissimo Smith, già a 16 punti all'intervallo. L'Allianz balla pericolosamente ma lì arriva in soccorso l'esperto Fernandez che segna 7 punti in fila, dimezza lo scarto, e poi è Henry a firmare due canestri per il -1 sul 40-41. Al rientro negli spogliatoi è 45-40 per gli ospiti.

Mike Henry capisce tutto: anticipo, rubata e schiacciata in contropiede

Nel terzo periodo due bombe di Smith danno il nuovo +7 a Cantù, poi è addirittura +9 sul 60-51 con Pecchia che schiaccia in contropiede. L'Acqua S.Bernardo però non riesce a dare il colpo di grazia a Trieste che infatti risale la china con Peric e con Laquintana, bravo a segnare 5 punti di fila prima della sirena del terzo quarto per il 61-65. L'ultimo periodo è un lungo inseguimento dell'Allianz, gli ospiti toccano ancora il +6 un paio di volte, ma Delia segna due canestri in fila per il -2 e poi, sul 72-75, Fernandez si inventa un ribaltamente pazzesco nell'angolo opposto per Alviti che mette la bomba della parità.

Tripla e rubata decisiva: Davide Alviti firma il finale contro Cantù

Nell'ultimo minuto succede di tutto, il "Lobito" mette i liberi del +2, poi Da Ros e Alviti propiziano la rubata che vale il +4 a 10" dal termine. Finita? Per nulla perchè Da Ros prima regala tre liberi a Gaines che completa per il nuovo -1 (78-79), e poi ne regala un altro sul +3 perchè invade la linea di fondo nel tentativo di ostacolare la rimessa di Leunen (fallo tecnico). La rimessa poi viene fatta, Leunen lancia lungo per Pecchia che sfiora il canestro del pareggio; a chiudere il discorso è Da Ros con l'1 su 2 ai liberi del definitivo 82-79, visto che il tempo è praticamente finito e sull'ennesimo lancio di Leunen dalla rimessa stavolta è Alviti a intercettare.
Nel prossimo turno, 22esima giornata, Trieste giocherà a Bologna contro Reggio Emilia (sabato alle 19) mentre Cantù domenica alle 19 riceverà la Vanoli Cremona.
  • Trieste: Da Ros 4, Cavaliero, Fernandez 15, Alviti 7, Peric 7, Laquintana 12, Doyle, Upson 4, Delia 13, Henry 20, Coronica ne, Arnaldo ne. All. Dalmasson
  • Cantù: Procida 5, Smith 30, Johnson 9, Pecchia 4, Leunen 8, Gaines 14, Thomas 5, Bayehe, Kennedy 4, Baparapè ne, La Torre ne, Caglio ne. All. Bucchi

Highlights: Trieste-Cantù 82-79

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