L'anno scorso, la Virtus si regalò un +32 a Natale. Quest'anno, in un periodo leggermente anticipato dell'anno, arriva un +20 che, in certi aspetti, ricalca quella stessa prova di forza. Serviva il clima derby, unico nel suo genere anche in una partita tristemente giocata a porte chiuse, per risvegliare quel fuoco sacro che la squadra di Djordjevic non ha fatto brillare con la stessa continuità e violenza in questo inizio di campionato.

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Esperienza e chimica: il blocco Virtus fa crescere l'Italia
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L'MVP va al ragazzo che incarna lo spirito Virtus al massimo livello. Alessandro Pajola risplende con quella che, molto probabilmente, è la sua miglior prestazione della carriera in Serie A: ai 14 punti (record personale), si affianca un lavoro difensivo strepitoso su Adrian Banks, totalmente eliminato dal ritmo-partita in una serata in cui la Fortitudo ha enorme necessità della sua vena offensiva, dovendo già affrontare le assenze di Aradori, Fantinelli e la scarsa condizione fisica di Ethan Happ, appena rientrato. La carica energetica di Pajola è talmente debordante da far accodare anche la partita magica di Milos Teodosic, straordinario nell'oculata gestione dei possessi per imbeccare ogni singola bocca da fuoco della squadra: i 7 punti sono quasi una seccatura d'ufficio di fronte ai 14 assist (suo career-high in Italia), con cui illumina il parquet dell'Unipol Arena, compresa quella palla in no-look per Pippo Ricci che si candida già per il premio di miglior giocata dell'anno (vedi il video qui sotto).

Milos Teodosic con l'assist dell'anno, no look per Ricci

Sorpresa dall'avvio fiammante della Fortitudo, brava nell'aggredire la partita con gran ritmo e corsa per ovviare all'inferiorità dell'organico, la Virtus si ricompone con l'ingresso di Teodosic, l'inizio ispirato di Kyle Weems e un break di 0-11 costruito alla metà del secondo periodo (28-38), quando difesa e fisicità mettono in difficoltà le seconde linee avversarie. La Effe ricuce parzialmente il gap ritrovando fluidità offensiva con Wesley Saunders (20 punti con 7/11 al tiro, top-scorer biancoblù), ma l'aggressività delle Vu nere a inizio ripresa infligge una seconda, violentissima spallata: una tripla di Ricci e una serie di giocate al ferro di puro agonismo di Pajola riaprono la forbice in doppia cifra (45-56) e permettono alla Virtus di controllare l'infernale sfuriata di Ethan Happ (17 punti e 7 rimbalzi in 26' nonostante due soli allenamenti nelle gambe), cavalcato in post-basso come ultima ratio di un attacco che fatica in maniera evidente ad affrontare la difesa schierata.

All'ultimo intervallo (58-67) la Fortitudo è ancora aggrappata nonostante un'inerzia ormai da tempo tenuta saldamente in mano dagli avversari, e il break decisivo, nell'aria da diversi minuti, si concretizza con una scarica di triple che lanciano la Virtus sul +16 (60-76) in avvio di quarto periodo. Nonostante il risultato ormai acquisito, intensità, fisicità e aggressività non calano, alimentando il desiderio di lanciare un chiaro segnale anche alle dirette rivali in campionato: la difesa blinda l'area (44-27 il contro il rimbalzi pro-Virtus), Teodosic rifornisce i lunghi di cioccolatini a raffica (11 punti per Julian Gamble, 10 per Vince Hunter), Josh Adams brucia retine (13) e il parziale si allarga fino a un mostruoso 6-22 (64-89) prima di una leggera flessione nel finale.

Milos Teodosic, che delizia: assist al tabellone per Hunter

Mentre la Virtus inanella la quinta vittoria stagionale in trasferta (curiosamente è però 0-3 in casa), la Fortitudo incassa il quinto ko in fila e resta inchiodata sul fondo della classifica (1-7) in una partita che, nel complesso, ha però poco da recriminare considerando le difficoltà di organico con cui era giunta a uno degli appuntamenti più importanti della stagione. La Effe regge finché riesce a tenere il ritmo alto sfruttando le possibilità in transizione, ma il fisiologico calo di energie rende poi complesso l'attacco contro la difesa schierata, dove la Virtus fa la differenza. Detto di Saunders (appassito però nella ripresa) e di Happ, manca la produttività offensiva di Adrian Banks, perfettamente controllato da Pajola e dalla staffetta Adams-Markovic: i suoi 9 punti con 4/15 dal campo non possono bastare per un giocatore acquistato per essere il faro della squadra.

Fortitudo Lavoropiù Bologna-Virtus Segafredo Bologna 71-91

  • Fortitudo: Sabatini, Banks 9, Saunders 20, Withers 10, Totè; Cusin, Fletcher 13, Palumbo, Mancinelli 2, Happ 17. N.e.: Dellosto, Fantinelli. All.: Sacchetti.
  • Virtus: Pajola 14, Adams 13, Weems 10, Ricci 9, Tessitori 2; Markovic 5, Hunter 10, Gamble 11, Alibegovic 10, Teodosic 7, Deri, Barbieri. All.: Djordjevic.

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Fortitudo Lavoropiù Bologna - Segafredo Virtus Bologna

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