Comunque fosse finita, sarebbe stata una prima volta. Norvegia e Russia non avevano infatti mai vinto una medaglia nel beach volley ai Giochi Olimpici, figurarsi un oro. Nella storia ci entrano però Anders Berntsen Mol e Christian Sandlie Sorum, capaci di superare 2-0 (21-17; 21-18) Viacheslav Krasilnikov e Oleg Stoyanovskyi e di centrare il bersaglio grosso alla prima esperienza olimpica. Una partita giocata su livelli tecnici spaziali e, spesso, ad altezze siderali, con Mol in totale controllo - e pensare che a inizio Giochi veniva considerato in netta fase calante - ma anche con due grandissimi difensori, capaci di obbligare i giocatori di muro a dover sempre e comunque tirare a tutto braccio per evitare rigiocate o free-ball. La coppia novergese arricchisce così un palmarès che contava già tre titoli europei, peraltro consecutivi (2018-2020, terza coppia nella storia a riuscirci), mentre per i campioni del mondo in carica arriva comunque uno stupendo argento. Bellissimo a fine match lo scambio di canotte tra Sorum e Krasilnikov, a testimonianza di un reciproco rispetto che nel beach volley è aspetto fondante, oltre che fondamentale.
Il medagliere | Il calendario completo | Gli Azzurri

Lupo e Nicolai da circo: ecco il punto più bello del torneo

Tokyo 2020
Il beach volley a Tokyo 2020: formula, partecipanti, calendario
19/04/2021 A 21:08
Come all'Europeo di Jūrmala 2020, ma anche come a quello di Mosca 2019. Quando la coppia Mol-Sorum affronta due alfieri della Russia - stavolta del ROC, per essere precisi - si esalta e riesce sempre a offrire prestazioni incredibili. A soli 24 e 25 anni, rispettivamente, i due norvegesi sono già riusciti a mettersi al collo una medaglia in ognuno dei tre eventi principali: 3 ori europei consecutivi, già ricordati, il bronzo mondiale ad Amburgo nel 2019, e ora l'affermazione olimpica, aggiungendo un altro capitolo al libro della stupenda rivalità sportiva con la coppia russa, specie Krasilnikov. E pensare che il ROC aveva cominciato decisamente meglio, apparendo più sciolto e libero dalla pressione, ma anche più centrato a livello di colpi. Registrata la ricezione e iniziato a forzare un po' il servizio in salto-flot, è poi toccato a Mol salire in cattedra a muro. Il boxscore ufficiale dei Giochi gli assegna solamente 5 muri-punto, ma rivedendo la partita si noterà bene come tale cifra sia stata messa per terra quasi solamente nel 1° set. Impressionante la capacità di invadere a rete e di aggiustare la direzione delle mani anche all'ultimo minuto. Altrettanto incredibile l'abilità nel trovare linee strettissime in attacco, con extra-rotazione o intra-rotazione del polso. Proprio Mol è il nostro MVP di questa finale, anche se Sorum ci mette tanto del suo per contenere le bordate di Stoyanovskyi e realizzare punti fondamentali verso la corsa all'oro. Unico rimpianto di questa partita è il colpo subito praticamente a inizio match da Krasilnikov. In un scontro fortuito a rete, con Mol, il fenomeno russo si è infortunato alla caviglia destra ed è poi apparso limitato per tutto il resto della sfida, ricorrendo sempre a fasciature e ghiaccio in occasione di ogni timeout. L'atleta russo è comunque riuscito a migliorare il 4° posto di Rio de Janeiro 2016 (ottenuto in coppia con Konstantin Semenov e a causa dell'epica rimonta in semifinale subita dagli Azzurri Lupo-Nicolai) e a mettere in bacheca anche l'unica medaglia mancante, quella olimpica.

Cherif-Ahmed di bronzo, 2-0 a Plavins-Tocs

Nella finale per il terzo gradino del podio, la coppia qatariota formata da Cherif Younousse e Ahmed Tijan ha la meglio su quella lettone Martins Plavins - Egdars Tocs. La differenza è fatta, quasi completamente, dalle abilità a muro di Cherif, veramente insuperabile nel momento in cui decide di realizzare un break personale e chiudere il 1° set. Il numero 1 qatariota riesce a murare anche gli attacchi di seconda, uno dei punti di forza della coppia lettone, che tanto ha fatto male nel corso di questi Giochi, e quando non arriva sulla palla ci pensano gli errori del duo avversario a regalare punti su punti, per il 21-12 finale. Un punteggio davvero impressionante in una finale di beach volley, così come incredibile è il dominio atletico, ma non solo, mostrato da Cherif. Nel set successivo, il gioco della Lettonia migliora molto in termini qualitativi, ma lo strapotere di Cherif è lampante. Lo strappo decisivo è realizzato, ancora una volta, tramite il fondamentale a muro, perché Plavins e Tocs vedono il sole oscurato dalle mani del gigante qatariota e non riescono più a superare la rete. Tijan fa il resto, posizionandosi benissimo per le coperture sulle diagonali e salvando in bagher una palla fondamentale sul 13-13, trasformata poi in punto dal solito muro del compagno. Finisce 21-18 e con le lacrime di Cherif, uno dei migliori giocatori al mondo e già presente a Rio de Jainero 2016, ma in coppia con Jefferson Pereira ed eliminato agli ottavi dal russo Krasilnikov, sua bestia nera anche qui a Tokyo. La "reunion" con Tijan, dal quale si era separato sportivamente nel 2014, è infatti avvenuta solo nel 2017 e oggi ha coronato la propria storia con una medaglia importantissima, la prima per il Qatar nel beach volley, disciplina a cinque cerchi da Atlanta 1996, e la sesta complessiva per l'emirato ai Giochi.
Guarda tutte le gare delle Olimpiadi di Tokyo 2020 abbonandoti a Discovery+: 3000 le ore live, fino a 30 canali in contemporanea dedicati a tutte le 48 discipline e a tutti i 339 eventi previsti. E potrai rivedere quando vuoi tutte le gare nella sezione VOD. Abbonati ora su discoveryplus.it!

SPORT EXPLAINER: Beach volley

Tokyo 2020
MOL/SORUM SCHIANTANO I RUSSI: PRIMO ORO PER LA NORVEGIA DEL BEACH
07/08/2021 A 07:46
Tokyo 2020
Tokyo 2020 - Qatar (2) vs Latvia (0) - Beach Volley – Highlights delle Olimpiadi
07/08/2021 A 03:53