Una boccata d’aria dopo alcune notizie sconfortanti, come la storia raccontata al mondo da Lara Lugli, la pallavolista citata per danni dopo essere rimasta incinta. Un sorriso ce l’ha strappato Alice Pignagnoli, portiere del Cesena Femminile, società che milita nel campionato di Serie B.

“Leggendo quanto successo a Lara Lugli – ha raccontato alla Gazzetta di Reggio Emilia - sono rimasta molto amareggiata nel sapere che in uno sport come la pallavolo, dove il movimento femminile è di spicco, siamo ancora fermi a questo punto. Le lotte non sono mai abbastanza. C'è ancora molto da fare".
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Un riconoscimento professionale che purtroppo, in Italia, non è ancora nella sfera della normalità: ad Alice, incinta di sette mesi, l'estate scorsa è stato rinnovato il contratto.
"Scoprii di essere incinta di sei settimane – ha spiegato - smettere temporaneamente di giocare, per me che mi allenavo tutti i giorni, è stato uno shock. La prassi in quel periodo per le calciatrici prevedeva una risoluzione consensuale del contratto. Mi sono trovata con una bambina nella pancia e senza avere un guadagno. La società però decise di tenermi, rimborsandomi le trasferte e facendomi partecipare alla vita della squadra. Per me è stato un gesto fondamentale. Hanno riconosciuto il valore umano della persona. Devo ringraziare la lungimiranza e il coraggio della nostra team manager, Manuela Vincenzi, e di suo marito, il presidente della società Massimo Magnani. Mi dicevano che con la nascita di Eva avrebbero avuto una giocatrice in più, l'Alice calciatrice e l'Alice mamma".
Quello fu il preludio di una svolta importante nel calcio femminile: negli accordi economici fra club e giocatrici è stato successivamente inserito l’articolo 8, nel quale è messo nero su bianco che in caso di gravidanza quegli accordi economici non possono essere risolti. Quando si dice essere lungimiranti.

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