Donnarumma-Milan, il divorzio tanto preannunciato sta per essere alfine ufficializzato. A meno di clamorosi scossoni. Già, perché il 25enne Campione di Francia Mike Maignan non conserva esattamente la fisionomia del “secondo”: e nemmeno cartellino e ingaggio, a ben vedere, per quanto contenuti. Il suo arrivo rappresenta una sorta di dichiarazione d’intenti per modalità e tempistiche: all’indomani della conclusione del campionato e della conseguente qualificazione alla prossima Champions League il Milan accoglie il nuovo portiere. Il gioiello più fulgido della cantera rossonera sta dunque per dire addio al club che lo ha lanciato in Serie A a parametro zero, mestamente: un finale per nulla degno di Hollywood…

Lo strappo

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25/05/2021 A 04:56
Si è consumato sotto la luce del sole: il Milan ha proposto in tempi non sospetti un rinnovo di contratto a otto milioni a stagione per il portiere, offerta a più riprese rispedita al mittente dell’entourage guidato da Mino Raiola. Che per il 22enne nativo di Castellammare chiedeva 12 milioni a stagione, da addizionare alla maxi commissione destinata al super procuratore (radiomercato vociferava di una cifra oscillante tra i 15 e i 20 milioni di euro). Paolo Maldini, direttore dell’area tecnica rossonera, di concerto con la sua task force di mercato ha preso atto del rifiuto del portiere e, stufo dei suoi tentennamenti, ha deciso di tutelarsi puntando con forza su un altro “numero uno”. Troppo onerose le richieste di Raiola per un Milan che di fatto avrebbe dovuto ricomprare il giocatore. A cifre insostenibili per i propri forzieri.

Il divorzio si poteva evitare?

Perdere a zero il proprio top player non è mai una buona notizia, ma difficilmente il Milan avrebbe potuto oltrepassare una certa soglia. Poteva muoversi prima, dall’ultimo rinnovo di contratto datato 2017? Nell'estate del 2019 la neonata dirigenza rossonera sull'asse Gazidis-Maldini non riuscì a persuadere il portiere rossonero, ma non è dato sapere se in camera caritatis siano intercorsi confronti tra le parti. Con ogni probabilità, se Gigio Donnarumma avesse voluto davvero restare al Milan con ogni cellula del suo corpo avrebbe dovuto separarsi da Mino Raiola, ma non se l’è sentita.
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Legittimo così come è assolutamente legittimo da parte sua rifiutare una proposta di rinnovo, per accasarsi altrove. Legittimo, tuttavia, anche il fatto che Milan tuteli i propri interessi, senza (di)pendere dalle labbra di nessuno: anche a un super procuratore si può dire di no, lanciando un messaggio chiaro in una congiuntura dove questi "attori" del calciomercato sembrano detenere il coltello dalla parte del manico sempre e comunque. Tutto il resto è solo retorica: le bandiere sono state ammainate da tempo…

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