Gian Piero GASPERINI (all. Atalanta)

Capienza di San Siro allargata. Sono attese 43mila persone a Milano per l’andata degli ottavi di finale di Champions contro il Valencia.
Questo è già un primo grande successo, riuscire a spostare così tanta gente, può essere record anche per noi. Non abbiamo giocato con così tanto pubblico in casa, è un bel traguardo. Non ci accontentiamo di questo, è una partita che aspettiamo da tanto tempo, con fiducia, pur sapendo della difficoltà della gara. La giochiamo in 180 minuti, questo sarà il primo round, ci sarà un'attenzione massima per ottenere il miglior risultato possibile
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Il Valencia non arriva da un buon momento

La Spagna è un calcio d'élite, non ci sono solo Barcellona e Real Madrid, basti pensare ai risultati delle Nazionali. Si affrontano due squadre, l'Atalanta è arrivata terza l'anno scorso, il Valencia non è ai primissimi posti, ma è pur sempre in un ottavo di Europa. Sappiamo che hanno qualche defezione, ma ci puntiamo veramente poco, le rose di chi affronta questo tipo di partite sono sicuramente qualificate. Abbiamo studiato il Valencia come loro hanno fatto con noi. Spero di avere un vantaggio per presentarci a Valencia con due risultati

Vedremo un’Atalanta diversa dopo i ko del Valencia?

Tengo sempre in considerazione come gioca l'avversario, ha dei valori importanti e qualche difetto. Cercheremo di avere qualche accorgimento, qualche variante. È una partita che va vista in 180 minuti, i primi sono importanti, ma non fondamentali, dovremo giocare con equilibrio e sfruttare le nostre caratteristiche

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Vorrebbe un 1-0?

Nonostante le assenze, il Valencia giocherà in 11, proprio come noi. Dobbiamo stare attenti a fare questo tipo di discorsi. Ha vinto sul campo dell'Ajax, del Chelsea, è arrivato primo nel girone. Possiamo fare tante chiacchiere, ma poi dovremo affrontare la realtà. Sarei molto contento di arrivare a Valencia con un vantaggio

E allora che faccia avrà l'Atalanta?

La sua, quella di sempre. Dev'essere molto libera, sapendo che essere qui è un grande successo. Ora ce la giocheremo al meglio. Sabato con la Roma era decisiva, poi non lo è perché ci sono altre 14 partite. Ora ne abbiamo giocate molte di importanti negli anni, dall'Europa League allo Shakhtar, dove lì era dentro o fuori

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