3 cartellini gialli, tanto dialogo e soprattutto sempre determinata a stare vicino all’azione e a non farsi mettersi in piedi in testa da nessuno. E’ buona la prima direzione di gara in Champions League di Stephanie Frappart, la prima donna ad arbitrare una partita di Champions League maschile.
La 36enne francese, che già vantava il primato di prima arbitro donna ad arbitrare nel campionato francese e prima donna arbitro a dirigere una finale di una competizione UEFA (la finale di Supercoppa europea nel 2019 tra Liverpool e Chelsea) ha passato alla grande il primo stress test nella Coppa dalle grandi orecchie riuscendo sempre a tenere in pugno la partita, fischiando solo quando strettamente necessario, mostrando grande temporamento e ottima capacità di districarsi nelle situazioni più accese con garbo e grande personalità.
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Esordio convincente

Coadiuvata dai guardalinee transalpini Hicham Zakrani e Mehdi Rahmouni, Frappart sventola la prima ammonizione ai danni di Bentancur al 10' per un fallo in gioco pericoloso ai danni di un giocatore della Dinamo Kiev. Poche proteste da parte dell’uruguagio e decisione corretta. Poco prima della mezzora arriva anche il secondo cartellino giallo, questa volta comminato all’ucraino Zabarnyi, reo di aver allargato il braccio colpendo al viso di Morata dopo un contrasto aereo nei pressi del cerchio di centrocampo. Altra decisione corretta ed accettata di buon grado dal difensore della Dinamo. Al 36’ la Dinamo Kiev chiede timidamente un calcio di rigore per un contatto in area di rigore fra Verbic e Bonucci. Il difensore della Juve va a contatto con l’attaccante che proteggeva palla e crolla a terra. Frappart non ha esitazioni e lascia correre l’azione e anche dai replay si nota come non ci siano gli estremi per concedere la massima punizione.

Stephanie Frappart ammonisce Zabarnyi, Juventus-Dinamo Kiev, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Nella ripresa la partita corre via veloce, fino al minuto 56 quando Cristiano Ronaldo da due passi insacca il 2-0 e per qualche istante ci si guarda intorno perché non si capisce se il portoghese è in offside oppure in gioco. A chiarire i dubbi è il check VAR che invita Frappart a convolidare la rete e placa istantaneamente gli animi. All’80’ Frappart si vede costretta a tirare fuori il terzo cartellino giallo del suo match, un’ammonizione comminata ai danni di Shaparenko, che non si vede fischiare un fallo e poi protesta eccessivamente per il mancato fischio. Frappart non gradisce i modi e sventola il terzo giallo della sua direzione storica e assolutamente convincente. Bene, brava, bis.

Chi è Stephanie Frappart: la donna che dirigerà la Juve

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