I nuvoloni sono sempre neri e minacciosi nel cielo sopra Torino. La stagione della Juventus e dell’Allegri-bis è iniziata nel peggiore dei modi e quando l’autunno non ha ancora fatto capolino, Chiellini e compagni si trovano già a otto punti dalla vetta in campionato. Una squadra smarrita, un cantiere aperto e dove i lavori in corso sembrano appena cominciati. Ma tra le assortite situazioni che fanno penare il mondo bianconero (l’addio di Ronaldo e la mancanza di un riferimento offensivo credibile, l’annosa questione centrocampo), emerge un problema numero 1. Di ruolo e di importanza.

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Wojciech Szczesny è arrivato alla Juventus nel 2017, come alternativa al leggendario ma crepuscolare Gigi Buffon. Titolare dalla stagione successiva, il classe ’90 polacco si è dimostrato un portiere affidabile, contribuendo ad onorare la tradizione di un reparto che ha fatto storicamente le fortune della causa bianconera (quasi sempre, in tanti ricorderanno la doppia sfida col Porto in primavera). Non un fenomeno assoluto, ma certamente da Juve. Un giocatore nemmeno lontano parente di quello sceso in campo in questo primo scampolo di stagione. Ai due errori marchiani contro l’Udinese in un match che sembrava già vinto si è sommata la papera contro il Napoli in occasione dell’1-1 e i bianconeri hanno lasciato almeno 3 punti per strada. In generale, Szczesny si è dimostrato insicuro, spaesato, pensieroso. Segnato dalle voci di un possibile arrivo di Donnarumma in estate? Chissà, di certo la situazione è complessa.

Wojciech Szczęsny

Credit Foto Getty Images

In un ambiente che non perdona nulla, Tek è entrato in un baleno nell’occhio del ciclone. Orde di tifosi ne hanno chiesto la testa (o almeno una spedizione in panchina) e alcuni lo hanno paragonato a Edwin van der Sar, protagonista di un dimenticabile biennio a Torino tra le parentesi gloriose in Olanda e Inghilterra. A provare a fare da parafulmine ci ha pensato proprio Massimiliano Allegri, che ha ribadito la fiducia nel portiere con cui ha vinto due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. "Nel calcio non puoi immaginare che Szczesny, portiere di livello europeo la cui qualità maggiore è l’affidabilità, faccia tre-quattro errori in tre partite. Tek però è di valore assoluto e col Malmoe giocherà ancora” ha detto l’allenatore nella conferenza stampa alla vigilia del debutto in Champions League.

Allegri e Bonucci in coro: "Fiducia a Szczesny"

Già il fatto che si parli di titolarità è indicativo e in questi giorni cominciano a salire le quotazioni di Mattia Perin. Il portiere di Latina ha vestito il bianconero già nel 2018/19, collezionando 9 presenze proprio all’ombra di Szczesny. Da lì il ritorno al Genoa, dove ha trovato un’ottima continuità di rendimento e quest’anno il rientro a Torino. Un eventuale avvicendamento sarebbe la scelta giusta? Un’alternanza a ripetizione avrebbe poco senso, i numeri 1 devono avere continuità e quando si sceglie la titolarità di un portiere lo si fa in maniera abbastanza definitiva, non per qualche partita. E Perin, che a quasi 29 anni non ha mai giocato una partita europea, avrebbe il physique du rôle per reggere la pressione di questo ruolo?
CHI DEV'ESSERE IL PORTIERE TITOLARE DELLA JUVENTUS?
Szczesny al momento conserva il posto, ma la poca serenità mentale potrebbe compromettere una stagione già in salita. Dall’altra parte, confinare in panchina un giocatore che percepisce 7 milioni di euro annui (dopo il corposo aumento nel rinnovo del 2020) e ha un contratto fino al 2024 potrebbe avere effetti molto deleteri: bruciare un giocatore che ha appena” 31 anni e quindi con del potenziale mercato in futuro, ma anche mantenere a monte ingaggi uno stipendio pesante di un giocatore inutilizzato che impedirebbe alla società di trovare un sostituto di livello internazionale. La situazione ideale sarebbe ritrovare la fiducia mentale del polacco. Una scintilla, una parata decisiva, magari in una partita importante. La speranza, per la Juventus, è che ciò avvenga il prima possibile.

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