Riquelme e il Brasile

La sfida nella sfida: fra le mille sfaccettature dell’infinito duello fra Argentina e Brasile, la figura di Riquelme presenta una storia chiaramente particolare

Eurosport

Credit Foto Eurosport

Per lui, che oggi come nessuno rappresenta il volto del bulldozer albiceleste, i precedenti parlano di un destino altalenante: il suo astro illuminò il Monumental nelle qualificazioni a Germania 2006, quando infilzò la Seleçao nella notte della rivincita argentina dopo il Ronaldo-show di Belo Horizonte.
All'opposto, c'è invece quanto Romàn propose nella finale di Confederations Cup appena una ventina di giorni dopo: nel sublime concerto dell'attacco verdeoro, Riquelme naufragò, subissato dal trattamento ruvidissimo (8 falli subiti) riservatogli in mediana, e apparendo sempre troppo lontano dalla zona del campo in cui lui può incidere come nessun'altro.
Ancor peggio andò nel settembre scorso a Londra, nel giorno dell'esordio di Basile, nel pomeriggio che palesò l'utopia dei pensieri rivoluzionari del Coco e che spinse il numero 10 ad abbandonare la Selecciòn.
Oggi, però, è tutta un'altra storia: il 2007 gli ha restituito, oltre che la nazionale, quelle doti di continuità e concretezza che sublimano il suo genio, e a sancire la rinascita è servita la doppia finale di Libertadores, griffata con 3 reti, arrivata a rompere l'egemonìa brasiliana proprio contro una squadra brasiliana.
Il destino che scherza, più prosaicamente la posizione tattica regalatagli da Russo e Basile, ovvero immediatamente a ridosso delle punte, gli permette di innescare liberamente i suoi piedi morbidi e letali; a Maracaibo, dove ha già rifilato una doppietta alla Colombia, Riquelme può finalmente far quadrare il cerchio, anche se fra Brasile ed Argentina, lo dice la storia, nulla può mai considerarsi chiuso.
Più di 3 milioni di utenti stanno già utilizzando l'app
Resta sempre aggiornato con le ultime notizie, risultati ed eventi live
Scaricala
Condividi questo articolo
Pubblicità
Pubblicità