Verso il clasico

Già, è vero, non c'è clasico al mondo che valga Argentina-Brasile. A Maracaibo andrà in scena il 91mo atto di una sfida fra stili, tradizioni e fuoriclasse

Eurosport

Credit Foto Eurosport

Sarà l'Argentina più brasiliana dai tempi di Usa '94, anche allora Basile in panchina, ieri come oggi campioni da favola, Maradona, Riquelme, Messi. Di fronte, il Brasile più argentino degli ultimi anni, molta sostanza e meno qualità.
Sondaggi e pronostici in ogni angolo del continente dicono Selecciòn: perchè è la nazionale che ha segnato di più e subito di meno in questa Copa America; perché Zanetti, Ayala, Veròn, Aimàr, Abbondanzieri vogliono scrollarsi di dosso la scomoda etichetta di "generazione di perdenti"; perché nessun giocatore, negli ultimi anni, è stato decisivo con tale continuità nel calcio sudamericano, come JR Riquelme.
Il Brasile, senza lo squalificato capitano Gilberto Silva e in attesa della definitiva deflagrazione di Robinho, ha nel frattempo fissato il premio per il successo assoluto. Un milione di dollari da dividere tra i ventidue della rosa, per una vittoria che sarebbe eccezionale per la vigilia (i gran rifiuti delle stelle) e l'inizio del torneo (ko con il Messico).
Poche ore e sapremo. Se l'Argentina si impossesserà del trono continentale o se il Brasile furente di Dunga scriverà un'altra pagina memorabile della sua recente superiorità sugli "hermanos" i fratelli argentini, cari, carissimi nemici...
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