L’audace scelta di design apposta dall’Ucraina sulle divise per Euro 2020 continua a provocare scalpore e dibattiti non solo lungo la sterminata superficie del cyberspazio, ma anche nelle apposite sedi legali. Ma perché cotanto fervore attorno a un design sportivo? I motivi sono essenzialmente due.

Karavaev, Ucraina

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1: La Crimea sul petto

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17/11/2020 A 14:31
Innanzitutto, la Federcalcio ucraina ha deciso di esporre un ricamo al centro della casacca, raffigurante la silhouette del territorio ucraino. Tale perimetro però, include anche la Crimea, il Donetsk e il Lugansk; la prima zona è considerata dalla Russia come territorio proprio, mentre le ultime due sono occupate dai separatisti. La scelta di includere queste aree nel disegno della maglia è stata considerata chiaramente come un segnale politico. A rincarare questi presentimenti ci ha pensato il presidente della Federcalcio ucraina Andriy Pavelko, che subito dopo il lancio delle maglie ha dichiarato:
Crediamo che il disegno della forma dell'Ucraina darà forza ai giocatori perché lotteranno per tutto il Paese. E tutta l'Ucraina, da Sebastopoli e Simferopol a Kiev, da Donetsk e Lugansk a Uzhgorod, li sosterrà in ogni partita.
La scelta ha già riscosso forti reazioni politiche in territorio russo, con Mosca che ha subito notificato l’Uefa a riguardo.

2: Lo slogan anti-russo

Il secondo motivo di tanto fermento mediatico, riguarda un altro messaggio cucito sulla maglia; quest’ultimo è più piccolo, meno visibile rispetto alla sagoma del territorio, ma ha provocato un impatto politico forse ancor più imponente.
'Gloria all'Ucraina! Gloria agli eroi' recita una scritta stampata sul colletto della divisa gialla. Si tratta di un motto invocato spesso durante l’insurrezione popolare anti-russa di Maidan del 2014.

La risposta dell'Uefa

Ebbene a far intervenire l’Uefa non è stato il ricamo del “liquido” territorio ucraino, bensì quest’ultimo slogan, che secondo gli organizzatori di Euro 2020 ha decisamente oltrepassato la linea.
"Dopo aver svolto una analisi più approfondita, questo slogan, utilizzato in occasione della ribellione popolare antirussa di Maidan, nel 2014, è chiaramente di natura politica e deve quindi essere ritirato in vista delle partite di competizione dell'Uefa".
Così si è espressa l’Uefa a riguardo della contesa. Ma la polemica non sembra destinata a sopirsi presto.

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