Con la vittoria dell'Ucraina di Shevchenko ai danni della Svezia di Emil Forsberg, gli ottavi di finale di Euro 2020 sono andati ufficialmente in archivio. Le uscite di scena dell’Olanda contro la Repubblica Ceca e soprattutto della Francia campione del mondo contro la Svizzera, aprono il tabellone a tantissime outsider .Però, prima di catapultarci sulle sfide che prenderanno vita nella giornata di venerdì (giorno degli azzurri e della Spagna), facciamo un passo indietro e parliamo della top11 degli ottavi di finale. Tra nomi scontati e altri a sorpresa, questi sono stati i migliori interpreti della prima partita ad eliminazione diretta dell'Europeo.

Yann Sommer

L'uomo del miracolo. Nella serata di Francia-Svizzera, Yann Sommer si è travestito da supereroe. Il portiere del Borussia Mönchengladbach, dopo aver parato molto bene nel corso dei 120 minuti, ha tirato fuori il coniglio dal cilindro nella lotteria dei calci di rigori. Intuendo il destro a mezza altezza di Kylian Mbappé, ha trascinato la piccola Svizzera tra le migliori 8 del torneo. Clutch.
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César Azpilicueta

Forse, il 3-5 di Croazia-Spagna è stata la partita più divertente dell'Europeo. Le furie rosse hanno centrato l'accesso tra le prime otto, e uno degli autori più silenziosi di questa vittoria è stato César Azpilicueta. Panchinato nelle prime due, il difensore del Chelsea, che un mese fa sollevava la Champions League, si è preso la titolarità a forza di gol e prestazioni convincenti. Con lui in campo, 10 gol fatti e 3 subiti: Luis Enrique non lo toglierà più.

Simon Kjaer

(L'unica conferma). Dopo una stagione clamorosamente sopra le righe con la maglia del Milan, Simon Kjaer non ha ancora smesso di stupire. La sua Danimarca, dopo la doppia paura Eriksen-eliminazione, sta vivendo un sogno. Una specie di 1992 in formato 2.0. Simon è il condottiero con cui Hjulmand andrebbe anche in guerra, e alla voce "gol presi", negli ultimi 180 minuti, i danesi ne vedono solo uno (su rigore). Non si passa.

Francesco Acerbi

Chiamato come backup di Giorgio Chiellini, il centrale della Lazio ha giocato due partite di grandissimo spessore. Sempre preciso, sempre pulito, sempre decisivo. Contro l'Austria, dopo aver ripulito l'area a forza di spazzate ed interventi, si è anche concesso il lusso di mettere a referto un assist (da terra, a Pessina). Un sostituto di lusso.

Oleksandr Zinchenko

Chiamarlo terzino, o sistemarlo nella posizione di terzino, è parecchio riduttivo. Oleksandr Zinchenko è molto di più di un semplice laterale, e la serata contro la Svezia ce lo ha confermato. 119 tocchi, tanti duelli vinti, un passaggio chiave, un gol. La sua prestazione ha trascinato l'Ucraina ai quarti, facendolo scoppiare il lacrime dopo il fischio finale. Una serata così la sognava da una vita - anche se ha solo 26 anni -, e il talento che possiede gli ha permesso di conquistarla.

Thorgan Hazard

Non ci piace vederlo così basso occupato ad aiutare la linea difensiva, ma quando tocca la palla rivolto verso la porta avversaria nasce la magia. Thorgan Hazard ha deciso la sfida contro il Portogallo grazie ad un siluro "effettato" come una maledetta di Andrea Pirlo e, in generale, attraverso la connessione con il fratello Eden, diventa sinonimo di pericolo. Un giocatore prezioso.

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Paul Pogba

Francia eliminata con disonore, ma la "persa" di Paul Labile Pogba sul gol del 3-3 non macchia la prestazione memorabile dell’ex Juventus. Lanci radiocomandati da quarterback extra lusso, lo stupendo (anche se illusorio) destro a giro nel "sette" e tanta qualità distribuita nel match contro la Svizzera. Nessuno come lui, al mondo.

Matteo Pessina

Il ragazzo promette bene, eccome. Dentro e fuori dal campo, studia per diventare grande uomo e grande giocatore. Contro l’Austria il suo ingresso ha contribuito a rivoltare il match come un calzino: suo il mortifero inserimento del 2-0, con sinistro recapitato all’angolino. Risorsa preziosa per il Mancio, incursore di livello assoluto.

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Kasper Dolberg

C’era una volta il talentone smarrito dell’Ajax: ora l’attaccante danese in forza all’ambizioso Nizza pare avere messo la testa a posto e chissà che la fantastica doppietta agli ottavi di finale contro il Galles non sia la prova definitiva della sua maturazione. MVP di una Danimarca che non smette di stupire, come fosse in missione.

Federico Chiesa

L’uomo giusto al momento giusto, buono per spaccare l’ottavo di finale con l’Austria e trascinarci ai quarti. Con un gol da poesia: controllo di testa, dribbling di destro e sinistro letale. Coefficiente di difficoltà: 3.0. Il vero top player dell’attacco azzurro, candidato a una maglia da titolare contro il Belgio. Fortemente.

Haris Seferovic

Eroe di Svizzera. L’ex attaccante della Fiorentina si è clamorosamente preso la scena contro la Francia favoritissima per il titolo grazie a una doppietta da bomber consumato, implacabile. Due inzuccate a tramortire i transalpini, sorta di rivincita personale di un attaccante mai del tutto esploso. Che sia giunto il suo momento?

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