Siviglia-Inter molto probabilmente è stata l’ultima partita in cui Antonio Conte si è seduto sulla panchina della formazione nerazzurra. Il tecnico leccese si prenderà un paio di giorni per analizzare a mente fredda la situazione e parlare con la società ma appare una persona al passo d’addio. Svuotato mentalmente da un’annata durissima nella quale ha dato tanto, ha ricevuto altrettanto da un gruppo di ragazzi che lo ha seguito in maniera totale ma si è anche scontrato con una serie di cose e di politiche societarie che non gli sono andate giù e che sembrano averlo fatto capire che non ne vale più la pena...

Parole che sanno d’addio

Europa League
Zhang: "Inter, il bilancio è positivo. Conte sta facendo un buon lavoro, pianificheremo futuro"
21/08/2020 A 21:32
Il mio futuro? Adesso dobbiamo rientrare a Milano, ci prenderemo 2-3 giorni di vacanza e poi a mente fredda ci incontreremo ed è giusto così. Si farà una disamina della stagione, di tutto e in maniera molto serena cercheremo di pianificare eventualmente il futuro dell’Inter, con o senza di me. È stata una stagione dura sotto tutti i punti di vista, bisognerà prendere due giorni di pausa e poi prendere la decisione per il bene dell’Inter, sempre nella massima cordialità. Non c’è assolutamente astio, ci sono delle vedute che possono essere diverse o meno, si faranno delle valutazioni. Capiremo in maniera molto serena. Per me è stata un’annata bellissima, ringrazio chi mi ha dato la possibilità di allenare l’Inter e di fare un’esperienza davvero bella. Se devo dire una cosa, ne è valsa la pena e ringrazierò sempre.
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"Se resto all’Inter? Devo capire se la priorità è il campo o la famiglia"

Il mio punto di vista non lo conoscete e non lo posso dire, eventualmente lo dirò quando ci sarà l’occasione di confrontarsi a mente fredda. E giusto costruire qualcosa di importante, ma farlo in armonia è la cosa migliore. A prescindere da tutto per me è stata un’esperienza incredibile e ne è valsa la pena, questo vuol dire tutto e niente. Penso di aver dato anche tanto al di là delle più rosee aspettative, ho ricevuto anche tanto, ecco perché dico che ne è valsa la pena. Bisogna riposare, poi è giusto che si facciano valutazioni anche a mente fredda. Non c’è nessun rancore nei confronti di niente e nessuno, non penso che qualcuno nella dirigenza abbia rancore nei miei confronti né io nei loro. È questione di punti di vista e di alcune situazioni che comunque quest’anno ho affrontato e non mi sono piaciute. Io ho anche una famiglia, devo capire se la priorità diventa il calcio oppure la famiglia. Se alcune situazioni devono influire anche sul discorso della famiglia allora non va più bene. A tutto c’è un limite, devo capire dove arriva il mio e in base a determinate situazioni chiariremo, senza alcun rancore. Io sarò sempre grato a chi mi ha dato l’opportunità di fare un’annata bella, ma al tempo stesso è stato molto tosto. Ho già detto quello che pensavo, se pensate che io faccia marcia indietro non lo faccio. Se si potrà migliorare, si migliorerà.

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"Valutazioni serene e tranquille, non porto rancore e ringrazierò sempre tutti"

Qualcosa è successo, inutile girarci intorno. Bisogna capire se c’è la volontà e la voglia di tutti di non passare un’altra annata in questa maniera per quel che riguarda il sottoscritto. Ci sono tante situazioni che andrò a valutare, giusto che il presidente le valuti, ma in maniera molto serena e pacifica. Io a queste persone sarò sempre molto grato, anche a Marotta per cui penso di essere una sua scelta. Passa un anno, capitano delle cose ed è giusto capire perché comunque è stata un’annata durissima. So che all’Inter le annate sono dure, ma a tutto c’è un limite. Ci sono anche risvolti che se devono andare a intaccare la vita privata non va più bene

Steven Zhang, Antonio Conte, Siviglia-Inter, Getty Images

Credit Foto Getty Images

"Questi ragazzi hanno certezze di essere cresciuti tanto"

La partita è stata dura, equilibrata dove comunque nel secondo tempo l’episodio poteva spostare la partita. L’avevamo avute noi un paio di situazioni, poi c’è stato quell’episodio sfortunato di Romelu ed è inevitabile che poi lì diventa difficile. Il Siviglia stava anche abbassando l’intensità nel palleggio. Il rimpianto arriva fino a un certo punto, i calciatori hanno dato tutto contro giocatori abituati a questo tipo di finali. penso che questo abbia spostato l’ago della bilancia. Certezze per il futuro? Questi ragazzi devono avere la certezza che hanno lavorato tanto e sono cresciuti in maniera importante, sono arrivati a giocarsi una finale di Europa League, tanti erano alla prima esperienza, tanti giovani hanno fatto una buona esperienza per il futuro e per continuare a giocare queste competizioni, sapendo che hanno giocato una finale che è tanta roba per il futuro

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