Andy van der Meyde, ex giocatore dell'Ajax che segnò alla Roma in Champions League nel 2003 dopo 36 secondi dal fischio d'inizio del match, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. L'ex Inter ha parlato della partita di questa sera, che vedrà i giallorossi scendere in campo alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, e delle scorribande con Ibra. Queste le sue parole.

La partita dell'Olimpico

"Impossibile dimenticare, ero immarcabile (ride ancora). Marzo 2003, seconda fase a gironi. Io, Maxwell, Pienaar, Chivu, Van der Vaart, Ibra. Ci chiamavano i ragazzi terribili, sfrontati e forti. Bei tempi. Ogni tanto prendevano le auto e ci sfidavano ad alta velocità. Zlatan aveva una Mercedes, Mido una BMW. Facevamo delle corse in macchina per Amsterdam ad alta velocità."
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Questo Ajax le ricorda il suo?

"Un po' sì. È pieno di talento. Pensi a Antony e Neres, quante altre squadre hanno due ali così? Poi Brobbey, Tadic, Martinez, Klaassen. Ten Hag ha plasmato una sorta di Barça all’olandese."

La Roma ha poche speranze?

"L’Ajax è favorito, può vincere l’Europa League. La sua miglior qualità è il gioco di posizione: i giocatori occupano tutto il campo e l’idea di base è quella di dominare il gioco. Tanti tocchi, pressing costante e palla agli esterni, imprevedibili, dribblomani e veloci."

Il maggior talento?

"Ryan Gravenberch. 18 anni, tuttocampista, se fossi una big lo prenderei subito."

Pronostico secco?

"Vince l’Ajax, ma senza goleade. Anche la Roma è tosta."

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