Un inizio complicato, poi la scossa. Christian Eriksen racconta la sua prima stagione all'Inter ai microfoni di Sport Tv2 definendola "la più dura e impegnativa della sua carriera". Il danese si confessa a 360°, spaziando dal suo rapporto con Milano al futuro fino al gol che ha rappresentato la svolta della sua avventura in nerazzurro, la punizione contro il Milan nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia.

Sulla possibilità di lasciare l'Inter a gennaio

"Non volevo scappare, volevo davvero lottare per il mio posto e l'ho sempre fatto. Ero sicuro che se fosse arrivata la mia occasione, probabilmente, avrei provato a coglierla. È stato mentalmente difficile. Sono venuto all'Inter per giocare a calcio e quando non ti è permesso farlo è fastidioso. Fuori dal campo è stato assolutamente fantastico. Milano è una bella città e la famiglia sta bene. È stato solo sul campo che mancava qualcosa. Essere un giocatore dell'Inter è sempre stato bello ma, ovviamente, il momento più bello è poter giocare di più. Sto vivendo un momento bellissimo, sono stato bravo a isolarmi e concentrarmi. Per un numero incredibile di giorni, dopo l'allenamento e le partite, mi sono allenato di più. Un calcio di punizione, un tiro in porta, avevo la possibilità di allenarmi di più perché non giocavo molto".
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Sulla punizione nel derby di Coppa Italia

"Sono stato un po' fortunato, ma si è trattato di un nuovo inizio, la gente ha iniziato a guardarmi con occhi diversi. Sono migliorato di partita in partita e sono contento che le cose siano andate così. Penso che quella punizione mi abbia aiutato tanto, ha aiutato il modo in cui le persone guardavano le cose dall'esterno e ho avuto la prova che posso ancora giocare bene a calcio e che posso anche calciare una punizione se c'è l'opportunità. Sento ancora che ci sono molte cose che posso dimostrare. Mi sento ancora come se ci fossero molte cose dentro di me. Ho scoperto quanto va veloce il calcio, lo vivo davvero giorno per giorno. Ora vediamo come va e cosa porta il futuro".

Conte: "Eriksen? C'è voluto tempo ma ha capito calcio italiano"

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