Dopo un silenzio stampa lunghissimo, che si protraeva addirittura dallo scorso 21 febbraio, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare davanti ai microfoni per illustrare il nuovo progetto tecnico della sua squadra, intrapreso al fianco del neo-tecnico azzurro Luciano Spalletti. Tanti i temi trattati, con alcune uscite forti sul Covid e sulla gestione delle competizioni in questo periodo così complicato.

Giovanni Carnevali of US Sassuolo talks with Aurelio De Laurentiis of SSC Napoli

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LA GESTIONE DEL COVID

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Il patron ha aperto subito in maniera polemica: "Nello scorso campionato avevo detto, visto che c'era il Covid, che non aveva senso programmare i campionati europei. Ci hanno costretti a giocare, non avendo potuto fare un ritiro vero ed un mercato vero, dobbiamo fare la corsa per creare degli assist agli istituzionalisti? A quelli che stanno nel calcio senza investire denaro, invece di essere al nostro servizio per tutelarci ci creano problemi non da poco".
"Leggevo del problema del Premier inglese, che ha castigato i protagonisti della Superlega, ma variante o non variante si accorda la finale a Londra con gli spettatori. Una settimana prima del lockdown mi è stato chiesto di giocare in Spagna, dissi, "Ma come facciamo a muoverci?", e mi dissero di arrivare a Parigi e poi spostarci in pullman. E' più importante una partita che la salute dei popoli? Tra poco pubblicheremo i calendari, ma chi ci garantisce che andrà tutto bene?"

Fabian Ruiz, Di Lorenzo e Zielinski esultano - Napoli-Udinese Serie A 2020-21

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LA STOCCATA A DRAGHI

Stoccata poi al Premier Draghi, per De Laurentiis altrettanto colpevole: "Lo lo chiederei a Draghi, ma deve prendere atto che ci sono più di 30mln di italiani che trovano nel calcio una valvola di sfogo, l'80% di loro, sono uomini che lavorano per il Paese. Perché allora tu ti disinteressi completamente? Hai una grande credibilità in Europa, perché non convinci i tuoi colleghi a resettare tutte le partenze dei campionati posticipandone l'inizio ad una data per avere più serenità vaccinale? Perché in Europa non è nata una obbligatorietà ai vaccini e sento tanta gente che non vuole vaccinarsi. Perchè Draghi trascura il primo sport italiano?. Nel calcio nessuno ha mai fatto nulla! Sono quarant'anni che c'è una legge sbagliata, si dice sempre ci deve pensare il governo ma il governo non fa nulla".

Aurelio De Laurentiis, Napoli, Getty Images

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LA DEBACLE DI NAPOLI-VERONA

Stuzzicato su Napoli-Verona, ha poi aggiunto: "Con il Covid le partite sembrano quasi giocate in un acquario, dove questa impetuosa presenza fonica delle voci degli allenatori sembrano stordenti. Come in un acquario c'era una situazione irreale, le voci degli allenatori diventavano protagoniste. Rimproverarmi qualcosa? Non credo, è stato un campionato falsato per tutti. Nell'intervallo sono andato negli spogliato per suonare la carica e mi sono sentito quasi rilassato dopo la rete del vantaggio. Arrivi alla fine di un campionato così negativo e complesso, dove anche il risultato degli altri conta, dove sei già stato bastonato durante l'anno in delle partite in cui forse meritavi di più. Poi c'è l'episodio del Cagliari che già ci aveva creato dei patemi d'animo, quindi voglio dire che non ho nulla da recriminare. Ripeto, è stato un campionato molto falsato. Vorrei tanto che alcuni colleghi direbbero 'Aurelio hai ragione, convinciamo 7/8 squadre a non partire"

IL FALLIMENTO DELLA SUPERLEGA

"Dovrebbe prevalere il buon senso, la cosa più auspicabile è che tutti gli attori del sistema si possano sedere intorno a un tavolo. Se io faccio giocare la Juventus col Crotone, è difficile che il Crotone possa battere la Juventus. C'è una democraticità che va rispettata, è vero, ma è altrettanto vero che Veltroni nel '96 disse che le società di calcio non sono dei club, ma delle società con finalità lucrative."

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SPALLETTI ED IL RINNOVO DI INSIGNE

"Luciano lo avevo incontrato una volta a Roma, e noi virammo in quell'occasione su Benitez o Sarri, non lo ricordo. Credo che sia uno che sappia allenare molto bene le sue squadre, non è mai stato semplice giocare contro di lui. Ha gestito situazioni difficili a Roma e Milano, in una società che magari non metteva le cose in chiaro. Con Lorenzo non ci siamo proprio visti. Ci siamo dati appuntamento a fine del campionato europeo, Ci siederemo, ci parleremo e sarà quel che sarà"

L'ESONERO DI GATTUSO

"Convocai una riunione con il medico Lombardo, l'amministratore delegato e tutta la squadra dicendo 'Vi potrei pagare in ritardo, invece vi pago in anticipo lo stipendio di gennaio. Però vi dico l'allenatore rimane, quindi non fate storie". Poi ho detto Rino: "Tu resta che ti devo dire alcune cose". Io non ho mai voluto esonerare Gattuso, l'ho visto dolente con degli occhiali e non presente effettivamente in panchina. Ad un certo punto mi son dovuto preoccupare, se magari la situazione poteva precipitare e diventasse necessario intervenire."

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