"C'è un giorno, forse due, in cui non ci penso. Non di più. È diventato parte di noi". Con queste parole, rilasciate nel corso di un'intervista a Sport Bild, il difensore danese del Milan Simon Kjaer torna su quel drammatico 12 giugno quando, sul finire del primo tempo del match tra Danimarca e Finlandia valido per la fase finale di Euro 2020, il compagno di Nazionale Christian Eriksen accusò un malore accasciandosi improvvisamente a terra tra il terrore generale.
"Quando c'è stata la partita contro la Scozia per le qualificazioni ai Mondiali - prosegue Kjaer - siamo entrati al Parkenstadion (lo stadio di Copenaghen, ndr) in circostanze normali, ma poi sono riaffiorati i brutti ricordi. Ho dovuto procedere passo dopo passo. Prima durante il riscaldamento, poi durante l'esecuzione, poi con l'inno, tutto mi ha scioccato un po'. Ma quando abbiamo iniziato a giocare, la sensazione era simile a quella che abbiamo visto contro Belgio e Russia agli Europei: in questo stadio ti sentirai al sicuro e protetto come in nessun'altra parte del mondo".

Uno striscione dei tifosi dell'Inter dedicato a Christian Eriksen

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"Giocare ancora insieme? Conta solo che stia bene"

E sull'eventualità in futuro di giocare ancora insieme a Eriksen, Kjaer non ha dubbi: "L'ho detto centinaia di volte e lo dirò altre centinaia di volte, l'unica cosa che conta è che Christian stia bene. Tutto il resto non è importante per me".

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