Lo Scudetto sostenibile. Lo hanno ribattezzato così anche i componenti del trio manageriale che ha reso possibile questa impresa. Maldini, Massara e Gazidis hanno spiegato a turno il lavoro svolto dal club rossonero in questi anni, un progetto oculato per tornare a competere e vincere senza spendere cifre astronomiche. Il Milan ha trionfato nel campionato di Serie A 2021/22 con indiscutibili meriti e avendo meno budget a disposizione di Juventus, Inter e Napoli, le altre squadre accreditate all’inizio per la vittoria finale. Ovviamente per alzare il livello e imporsi anche in Europa, servirà qualche sforzo ulteriore, ma se si analizza il punto di partenza del Milan dopo il fallimento del progetto Fassone-Mirabelli, si capisce subito la portata di un successo del genere. Un cambiamento di rotta evidente e una nuova strada intrapresa, che comincia con la gestione dei costi e prosegue con investimenti ponderati.

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Investimenti mirati: la rosa rossonera vale il doppio

Calciomercato
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Rafael Leao, pagato 28 milioni, ora ne vale almeno tra gli 80 e i 100. Sandro Tonali? Costato 17 milioni, ora il suo prezzo si aggira sui 40/50. Theo Hernandez, voluto fortemente da Maldini, che lo ha prelevato dal Real Madrid per 21 milioni di euro. Adesso il cartellini costa tra i 50 e i 60. E poi Maignan, Bennacer, Kalulu: tutti colpi poco reclamizzati, ma pensati grazie ad un ottimo scouting e che ora stanno dando i loro frutti. La rosa rossonera nel suo complesso ora vale tra i 450 e i 500 milioni di euro, ma se guardiamo quanto è stato speso per allestirla (e cioé meno di 200 milioni) ci accorgiamo dell’enorme crescita economica complessiva.

Theo Hernandez portato in trionfo da Rafael Leao

Credit Foto Getty Images

Monte ingaggi controllato e ridotto: il quarto del campionato

L’aumento del valore del cartellino di tanti giocatori rossoneri va in antitesi con la progressiva riduzione del monte ingaggi adoperata dal Milan. Tra le prime quattro forze del nostro campionato, nessuno spende meno dei rossoneri per gli stipendi dei giocatori: la rosa del Napoli “pesa” 110 milioni di euro in termini di ingaggi, dieci in più di quella milanista; quella dell’Inter si aggira sui 130 milioni, mentre la Juventus stacca tutti con 170 milioni lordi all’anno per i suoi giocatori. Ibrahimovic risulta il più pagato (7 milioni netti di stipendio), ma Hernandez, Giroud, Rebic, Tomori o Maignan hanno tutti stipendi coerenti con la politica del club. E anche per Leao e Tonali, che probabilmente otterranno un rinnovo con adeguamento, non verranno elargite somme folli.

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La ricostruzione di Elliott: 700 milioni di euro ben investiti

Il Fondo Elliott ha iniziato la sua storia con il Milan nella seconda metà del 2017. Nei due anni successivi, il 2018 e il 2019, tra finanziamenti, prestiti e rata iniziale all’ex presidente Yonghong Li, ha prima acquisito la maggioranza del club e poi speso denaro per ridare competitività e valore alla storica società rossonera. L’investimento complessivo di Elliott, al netto del rimborso dei due bond emessi in questo quadriennio, ammonta a circa 705,65 milioni di euro. Il Milan, però, come spiegato nei paragrafi precedenti, ha migliorato la sua condizione economica, ha ridotto i debiti, è tornato a giocare la Champions League e ha sistemato il monte ingaggi, riempiendo la rosa di giocatori dal potenziale alto con i quali in futuro ottenere delle evidenti plusvalenze.

In arrivo la cessione a Red Bird: valore quasi raddoppiato

Tanto è che, dopo che Inverstcorp si è defilato dalla possibile acquisizione del club, il fondo americano Red Bird ha offerto 1,3 miliardi al momento della firma per poter rilevare le quote di Elliott e diventare nuovo proprietario. Nella trattativa ballano anche altri 500 milioni che sarebbero collegati a bonus relativi ai piazzamenti dei prossimi cinque anni e all’espansione nel mondo del brand Milan. In totale superiamo il doppio di quanto versato dal fondo Elliot da fine 2017 ad oggi. Ad ulteriore testimonianza dell’eccellente lavoro svolto a 360 gradi in queste ultime stagioni. Il futuro rossonero è tutto da scrivere, ma il presente ha già portato risultati concreti.

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