Partiamo da un dato di fatto: è stata una cronometro olimpica di livello eccelso, una delle più avvincenti degli ultimi anni. Una sfida tra i signori delle prove contro il tempo, dove Filippo Ganna, da buon campione del mondo in carica, ha recitato alla grande la sua parte. Su un percorso ostico per le sue caratteristiche, l'azzurro vede sfumare il podio solo sul traguardo, beffato per una manciata di secondi nella guerra all'arma bianca per argento e bronzo. Già, perchè la corsa all'oro è stato un magnifico assolo di Primoz Roglic, tornato fenomeno dopo le sfortune del Tour e imbattibile per gli abitanti di questo pianeta nella prova odierna. Alle sue spalle, a più di un minuto, il rinascimento d'argento di Tom Dumoulin e il bronzo dell'australiano Rohan Dennis.

GANNA, NIENTE PODIO PER UN SOFFIO: GLI HIGHLIGHTS DELLA SUA CRONOMETRO

La top 10

Tokyo 2020
Il ciclismo su strada a Tokyo 2020: gare, percorso e calendario
10/03/2020 A 15:04
1. P. ROGLICSlovenia55'04'19''
2. T. DUMOULINPaesi Bassi+1'01''
3. R. DENNISAustralia+1'03''
4. S. KUNGSvizzera+1'04''
5. F. GANNAItalia+1'05''
6. W. VAN AERTBelgio+1'40''
7. K. ASGREENDanimarca+1'48''
8. R. URANColombia+2'14''
9. R. EVENEPOELBelgio+2'17''
10. P. BEVINNuova Zelanda+2'20''
Su un tracciato di 44 chilometri e 846 metri di dislivello, il favorito più acclamato dagli addetti ai lavori è Wout van Aert. Come al solito i big sono lasciati in fondo alla startlist, che prevede due pause di circa mezz'ora per evitare sovraffollamenti sul circuito intorno al Monte Fuji. Il primo corridore a segnare un tempo interessante è il canadese Hugo Houle (che farà meglio di gente come Cavagna e Almeida). Poi tocca a Remco Evenepoel, che scende in strada con largo anticipo sugli altri grossi calibri. Il belga parte con calma e disputa una prova in crescendo, pur senza incantare. Ne nasce un triello con Rigoberto Uran e il nostro Alberto Bettiol, autore di una buona crono, che si conclude sul traguardo in favore del colombiano.
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I favoriti cominciano a lasciare il cancelletto di partenza e inizia completamente un'altra gara. Tom Dumoulin alza di tre toni il livello della contesa, cancellando il tempo di Uran al primo intermedio (9,7 km). Dopo di lui c'è Primoz Roglic, davanti all'olandese per un'incollatura. Arrivano tutti e la questione si fa tremendamente equilibrata. Roglic, Dumoulin, Dennis, Kung, Cavagna, van Aert e infine Ganna, che accende luce verde. Sette uomini in pochi secondi, mentre Asgreen e Thomas fanno già fatica. Gara ancora lunghissima, comunque. Il passaggio di metà gara è già un riferimento più attendibile. Il migliore è già Roglic, anche se i distacchi sono ancora minimi. Rispondono tutti tranne Cavagna, restano in sei per le medaglie.
Qui inizia la progressione irresistibile di Roglic. Lo sloveno è una macchina da guerra e va a riprendere Asgreen, che era partito prima di lui. Al terzo intermedio il suo vantaggio su Dumoulin, secondo, supera i 40 secondi. Ganna, Dennis e Kung restano in scia del 31enne di Maastricht, mentre la pedalata di van Aert si fa sempre più pesante. La strada sale, prima dell'infinito rettilineo verso il traguardo. Dumoulin va al comando nettamente, ma sa già di avere il destino segnato. Perchè arriva Roglic come un treno, abbassando il tempo dell'olandese di oltre un minuto. Folle. Focalizzato a mille sull'obiettivo, tanto da continuare a pedalare per diversi metri dopo la linea bianca.

Primoz Roglic festeggia l'oro a cronometro

Credit Foto Getty Images

È lotta a quattro per due medaglie, l'oro è già a Trbovlje. Il finale è drammatico quanto equilibrato (per ciò che è rimasto in palio). Arriva Dennis: terzo, due secondi e mezzo dietro Dumoulin. Arriva Kung, quarto a mezzo secondo da Dennis. E dopo un van Aert in ombra arriva Ganna, tiratissimo e a bocca aperta verso il traguardo. Ma non basta: quinto. Rimpianti soprattutto per i distacchi, perchè il podio non era affatto scontato. Appuntamento alla prossima settimana, dove in pista potrà prendersi la medaglia sfumata a cronometro.

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