Se n'è parlato tanto durante le ultime settimane, e forse al semaforo verde del Gp del Giappone a Suzuka si è visto ciò a cui può portare un eccesso di competizione interna e di accumulo di tensioni fra i due piloti. Vettel e Leclerc, probabilmente troppo concentrati l'uno sull'altro, hanno gettato alle ortiche la prima fila e lasciato via libera alla Mercedes, abile con un Valtteri Bottas sorprendentemente in forma ad approfittarne ed a gestire poi la gara con un miglior passo gara. Il tutto dopo che le qualifiche svolte in mattinata avevano premiato la velocità della rossa e rispolverato un Sebastian Vettel nuovamente in grado di stare davanti al giovane team mate, contribuendo paradossalmente a rialzare la temperatura interna.
GP Giappone
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Doppio errore

Che Seb e Charles siano partiti con la testa non sufficientemente sgombra sembra più che probabile. Le libere di venerdì avevano sentenziato di una Mercedes nettamente più consistente, ed il lampo del tedesco nelle inedite qualifiche mattutine aveva presumibilmente riacceso qualche spia di troppo nella competizione interna fra i due. Che da tempo vedeva Charles prevalere in qualifica. Così, allo spegnersi dei semafori, Vettel si è lasciato prendere dal nervosismo con il jump start che non è stato poi punito dai commissari ma che ha comunque aperto la strada a Bottas, partito a fionda, mentre Charles è stato probabilmente tratto in inganno dalla doppia partenza del compagno ma si è reso comunque colpevole nel contatto con Verstappen, speronato mentre attaccava all'esterno. Una frittata nel solco della tradizione Ferrari a Suzuka, dove il Cavallino vinse la prima edizione con Gerhard Berger nel 1987 ma non vince da tre lustri, anno di grazia 2004.

Passo gara pro Mercedes

Conservando i primi due posti in partenza, la rossa avrebbe potuto interrompere la tradizione negativa, come confermato dalle difficoltà di Hamilton nel finale ad attaccare la SF90 di Vettel sul dritto. Ma è anche vero che se in qualifica la Ferrari aveva trovato il guizzo (e l'assetto) vincente, il bilanciamento per la gara non è stato ottimale. Il degrado gomme è stato decisamente più elevato rispetto a quello degli avversari, e di conseguenza il ritmo gara è risultato deficitario rispetto a quello Mercedes, che ha potuto costruire da subito un buon gap e gestirlo nel resto della gara. Il nuovo pacchetto aerodinamico introdotto a Singapore ha portato il carico aerodinamico mancante e facilitato la ricerca di un bilanciamento che favorisse un miglior sfruttamento delle gomme. A Suzuka ciò è accaduto solo in parte, e a Maranello dovranno capire perché.

Mercedes premia Bottas

Da sottolineare come Mercedes abbia volto premiare fino in fondo Valtteri Bottas, tornato al successo dopo una parte centrale di stagione in cui era stato costretto a ridimensionare le proprie velleità. Non fermando per la seconda sosta Lewis Hamilton, e avrebbero potuto farlo senza alcun rischio, sarebbe stato l'inglese a vincere. Ma Bottas era stato più veloce già il venerdì e soprattutto in qualifica, dove era riuscito a mettersi alle spalle il compagno. La super partenza ha fatto il resto, e nemmeno Toto Wolff se l'è sentita di negargli una vittoria meritatissima.

Cappotto frecce d'argento

Suzuka ha celebrato il sesto titolo Costruttori consecutivo della Mercedes, che eguaglia in questo senso la Ferrari. Certo, un 'cappotto' che nasce in primis da una superiorità tecnica oggettiva nell'era ibrida, ma anche da capacità gestionali indiscutibili. Nella stagione in corso, per fare un esempio, la Ferrari ha avuto delle occasioni per vincere durante la prima parte di stagione dominata da Mercedes (Bahrain, Canada, Hockenheim, forse Baku), e non le ha sfruttate. Nella seconda parte, in cui è la ritrovata SF90 a dettare spesso e volentieri il passo, le frecce d'argento hanno avuto due occasioni per fare bottino pieno, Sochi e Suzuka, e non si sono fatte pregare. I titoli Mondiali si vincono anche e soprattutto così.
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