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Ezpeleta: “Il calendario? Ancora da decidere le gare fuori dall'Europa"

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Carmelo Ezpeleta

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DaOAsport
03/06/2020 A 15:33 | Aggiornato 03/06/2020 A 15:33

Dal nostro partner OAsport.it

Il Circus della MotoGP è in attesa di conoscere il calendario 2020. Teoricamente il campionato della classe regina dovrebbe iniziare a Jerez de la Frontera (Spagna) il 19 luglio e una settimana dopo si dovrebbe correre sempre sul tracciato andaluso. Il CEO di Dorna Sports Carmelo Ezpeleta ha quindi fatto il punto della situazione.

“Abbiamo avuto molti proficui incontri con le Case, presentando loro il protocollo sanitario prima di sottoporlo agli spagnoli e alle altre autorità. Abbiamo concordato alcune cose, ci siamo confrontati e abbiamo anche approvato il numero di motori a seconda del numero di gare che avremo in questa stagione, numero concordato all’unanimità da tutti. Queste erano le basi“, le parole del manager spagnolo. A questo punto si attende solo di ufficializzare l’elenco dei GP nei quali si dovrebbe gareggiare. Nella lista potrebbe esserci anche un doppio appuntamento a Misano il 13 e il 20 settembre.

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Speriamo di presentare il calendario la settimana prossima: se tutto va bene inizierà il 19 luglio a Jerez e l’ultima gara sarà a inizio novembre, con 12 o 13 round, ma le gare fuori dall’Europa vanno ancora decise. Ci sono alcuni GP extraeuropei non ancora cancellati, Thailandia, Malesia, Americhe e Argentina, e ci siamo dati la scadenza di fine luglio per dire a tutti se continueremo con loro o meno: dopo le prime due corse vedremo insomma se il calendario sarà di 12, 14 o al massimo 16 round

Come è logico, la Dorna ha anche stabilito un protocollo da seguire, volto a prevenire ogni rischio legato ai contagi: “Qualsiasi pilota avrà un controllo medico prima e se il medico decide che deve sottoporsi a un test, lo farà prima di arrivare alla prima gara in Spagna. Poi, prima di entrare nel paddock ci sarà un altro test e poi un protocollo da seguire ogni giorno con tante cose: l’isolamento tra le squadre, i posti dove mangiare, gli spostamenti dall’hotel al circuito e viceversa. Ovviamente questa è la situazione attuale: se tra oggi e luglio le cose dovessero migliorare, daremo più flessibilità. Di base vogliamo isolare il paddock, senza creare nemmeno contatti tra chi lavora stabilmente nel circuito e la famiglia della MotoGP, che sarà di circa 1.300 persone”

Facendo un po’ i conti, vi potranno essere 40 persone per i team ufficiali in MotoGP, 25 per quelli clienti, mentre ne saranno consentite appena 12 per le squadre di Moto2 e di Moto3.

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