Che Gregorio Paltrinieri sia una certezza del nuoto italiano ormai si sa da diverso tempo; che Gregorio Paltrinieri sia ancora in grado di stupire tutti è un po’ meno scontato. Il nuotatore carpigiano, nello “sfortunato” giorno in cui la Divina Federica Pellegrini gli ha un po’ rubato la scena con l'oro nel 200 sl, ha scritto una nuova pagina dello sport italiano con un’impresa che ha quasi dell’incredibile.
Era praticamente impossibile prevedere, infatti, quello che è poi accaduto nella gara degli 800 sl ai Mondiali di Gwangju. Greg si è imposto con il nuovo record europeo, 7:39.27, un tempo inimmaginabile soprattutto per come si è concretizzato.
Mondiali
Paltrinieri si gode la medaglia d'oro: "Prima o poi l'avrei vinta, è la gara più difficile per me"
24/07/2019 A 13:32

Una gara magistrale sulla distanza più congeniale a Detti

Partiamo dal fondo: la finale degli 800 sl maschili è stata bellissima, con Greg bravissimo ad amministrare le forze e in grado di allungare nelle ultime vasche, rifilando 2 secondi a Henrik Christiansen e quasi tre a David Aubry. Una gara condotta con grande sapienza e che poteva creare qualche tensione, visto che in vasca c’erano tanti pretendenti al titolo e ovviamente includiamo il contestatissimo Sun Yang (poi sesto), Mykhailo Romanchuk (addirittura ultimo), senza dimenticare il “gemello diverso” Gabriele Detti, che era reduce dal bronzo nei 400 sl e che storicamente è sempre stato più performante del suo grande amico negli 800. Era il livornese, infatti, il detentore del titolo dopo la vittoria (con record europeo) ai Mondiali di Budapest 2017, e invece questa volta Detti ha abdicato arrivando quinto.

Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti, Rio 2016, LaPresse

Credit Foto LaPresse

Il bel paradosso di Greg: dalle acque libere all’oro nella gara più difficile

Non è un mistero per chi segue il nuoto: Paltrinieri ha sempre fatto fatica negli 800 sl. Finché nuotava soltanto in vasca, non ha mai nascosto la sua difficoltà nel gestire le forze nella mezza distanza, sentendosi più in comfort zone nel 1500 sl. Ora le cose sono un po’ cambiate: con gli allenamenti in acque libere, la distanza breve sarebbe dovuta essere ancora più proibitiva e in effetti il carpigiano aveva anche pensato di abbandonare la disciplina. Ma per uno che nasce vincente nella testa, prima ancora che nei risultati, la prospettiva di una nuova possibilità olimpica non può che fare gola: a Tokyo 2020 entreranno nel programma nuove gare, infatti, tra cui anche gli 800 che prima agli uomini erano preclusi. Quindi via sul blocco di partenza, archiviata la qualificazione olimpica per la 10 km e messo al collo l’argento nella staffetta mista: con la certezza di esserci a Tokyo per nuotare tra i grandi dell’open water, il tuffo verso l’oro degli 800 è stata una vera consacrazione. Inaspettata, bellissima e del tutto legittima perché di campioni così ne nascono pochi e Greg continua a superare se stesso.
La volevo. Avevo vinto l'argento a Kazan. Avevo vinto il bronzo a Budapest e mi mancava solo l'oro. Prima o poi avrei dovuto vincerlo anche nell'800 che è la gara più difficile da gestire per me. Seppur abbiamo cominciato da poco perfino la 10 chilometri di fondo la sento più mia

Gregorio Paltrinieri, Gianmarco Tamberi e le loro fidanzate

Credit Foto Instagram

Per Paltrinieri l’asticella sale (la prendiamo in prestito da Tamberi)

Manca un anno preciso ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e a questo punto è lecito sognare in grande. Paltrinieri è il primo a continuare a ritoccare verso l’alto i suoi obiettivi, ad alzare l’asticella come farebbe il suo amico saltatore in alto Gianmarco Tamberi: tempo fa aveva dichiarato che gli piacerebbe riuscire a stabilire il record del mondo nei 1500 sl, ma ora i sogni diventano ancora più in grande: da un lato ci sarà la ricerca della conferma dell’oro appunto nei 1500, dall’altro la sfida in acque libere sulla 10 km, ma ora nel bouquet di gare da acquolina in bocca si inseriscono di prepotenza anche gli 800 sl, nella speranza che anche Gabry Detti possa tornare a dire la sua per una bellissima doppietta italiana sul podio, che già avevamo visto a Rio 2016 e che ci piacerebbe tanto tornare a gustarci. Perché l’appetito vien mangiando e qui hanno tutti fame, dai nuotatori stessi ai loro tifosi, che non possono non amare due atleti così. E intanto a Gwanju i 1500 sl non si sono ancora disputati: appuntamento a sabato per le qualificazioni e a domenica per le medaglie.
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