Gli eroi non muoiono, dicevano gli antichi. Vengono rapiti in cielo al culmine della loro gloria [...] Sotto di loro uno strapiombo e, infine, la spianata dove giocano i più bravi fra i comuni mortali.
In questa poesia giornalistica con cui Franco Arturi salutava l'addio al calcio giocato di Marco Van Basten, c'è tanto della meravigliosa storia sportiva di Conegliano. Partiamo da una data: 12 dicembre 2019. Al Pala Barton di Perugia, trascinate dai 48 punti della coppia brasiliana Bidias-Rosamaria, le padrone di casa infliggono l'ultimo k.o. all'Imoco dopo un match risoltosi solamente al tie-break (15-10). Tra le Pantere c'è ancora Indre Sorokaite, ma soprattutto a quel tempo non è arrivata Paola Egonu: con lei in campo, Conegliano non ha ancora perso una partita in tutte le competizioni, aspetto non da poco quando si decide di valutare una delle giocatrici più iconiche nella storia della pallavolo italiana, nonostante i soli ventidue anni d'età. A distanza di quasi due anni da quella sconfitta, per la squadra allenata da Daniele Santarelli c'è una striscia aperta di 73 successi consecutivi, utile a pareggiare il record mondiale stabilito dal Vakifbank Istanbul di Giovanni Guidetti tra l'ottobre 2012 e il gennaio 2014.
Serie A1 femminile
Conegliano nella storia: 73 vittorie di fila, è record!
14/11/2021 A 18:29
Un record frutto del disarmante - per le avversarie - lavoro di un club che, in soli nove anni, è passato dal fardello della raccolta del testimone, dopo il fallimento della Spes nell'inverno 2012, alla gioia di poter conquistare qualsiasi trofeo disponibile. Al culmine della loro gloria, le Pantere sembrano esserci arrivate proprio ieri, anche se in casa Imoco i trofei contano più di qualsiasi record. L'intenzione è però quella di non fermarsi più, rimanendo coi piedi ben saldati all'interno del rettangolo di gioco, per replicare un 2020-21 magistrale e rendere ancora più alto e sporgente quello strapiombo che le separa dalle più brave fra le pallavoliste. Perchè il gruppo di Santarelli, così cambiato nel corso degli anni, avrà pure in Egonu la sua punta di diamante, ma fa della coesione un'arma imprescindibile e talmente affilata da non lasciare scampo a chiunque altro tenti di gettarsi nella battaglia dei set.

Questione di stimoli

Per una squadra che fa del successo sportivo il proprio mantra, la motivazione è pressoché tutto. Specie nel momento in cui la sorte sembra voltarle le spalle, con infortuni a catena che mettono k.o. alcune delle migliori al mondo nei rispettivi ruoli. Monica De Gennaro, Sarah Fahr e Miriam Sylla sono state infatti fermate da diversi problemi fisici e ora sembrano in procinto di tornare a pieno regime, per ampliare ulteriormente le rotazioni di un gruppo fenomenale. La centrale azzurra necessiterà invece di più tempo, ma il futuro è totalmente dalla sua parte: non smetteremo mai di ringraziare papà Florian per essersi fermato all'Isola d'Elba nel suo giro d'Europa in trimarano e aver deciso di trasferirsi a tempo pieno dalla Germania nell'arcipelago toscano; e neppure la crescita repentina, che ha privato Sarah del suo vero amore infantile, la ginnastica artistica, facendole abbracciare la pallavolo quasi per caso. Ritornando agli stimoli, bisogna trovarne davvero tanti e di impensabili per contendere ad altre squadre ben cinque trofei stagionali.
Sono stremato: la verità è che questi 73 successi ce li hanno fatti sudare tutti. Gli ultimi ancora di più. A Cuneo è stata un'altra battaglia in cui forse ho commesso anche alcuni errori, perché quando guidi una macchina come quella di Conegliano devi tenere conto di tanti aspetti differenti.
Questo è uno dei commenti rilasciati a caldo da coach Santarelli dopo la vittoria su Cuneo ed è impossibile non trovarsi in sintonia con tali parole. Il capolavoro dell'allenatore di Foligno risiede anzitutto nel lavoro mentale, senza ovviamente dimenticare gli aspetti tecnici. Gestire un gruppo così talentuoso, profondo e versatile non è cosa da tutti, neppure nello sport professionistico. Si legge spesso del fantomatico "pilota automatico", con cui alcune squadre potrebbero veleggiare verso porti sicuri, ma chi ha fatto sport ad alti livelli sa benissimo quanto conti, nei dettagli che fanno la differenza tra vittoria e sconfitta, la capacità di un coach di tenere tese, come quelle di uno Stradivari, le corde dei propri atleti e atlete.

Solo numeri?

Da quel 12 dicembre 2019, sono ben sei i trofei alzati al cielo dalle Pantere: la Coppa Italia 2020 - unico alloro della stagione, a causa dello stop forzato imposto dalla pandemia -, il poker nel 2021 (Supercoppa, Coppa Italia, Scudetto e Champions League) e la Supercoppa, la quarta consecutiva, vinta poco più di un mese fa contro una delle rivali di sempre, l'Igor Gorgonzola Novara. A livello statistico, lo sport di squadra è pieno di esempi di strisce vincenti. Per restare all'Italia, il Simmenthal Milano allenato dal Principe, Cesare Rubini, riuscì a centrare 47 vittorie consecutive nella Serie A di pallacanestro, col campionato 1962 da 26 successi in altrettante gare. La Pro Recco arrivò invece a quota 60, dominando pallanuotisticamente in qualsiasi vasca dal 2014 al gennaio 2017, mentre oltre oceano la UCLA del maestro John Wooden ne mise in fila 88 nel basket collegiale statunitense. A star and stripes sono anche i 53 successi consecutivi - nell'arco di dieci anni - che il Team USA di Mike Krzyzewski è riuscito a inanellare dopo il bronzo mondiale del 2006. Infine, nuovamente in termini pallavolistici, le 72 messe insieme, tra il 15 marzo 1985 e l'8 dicembre 1987, dall'Olimpia Teodora Ravenna, che ieri sera ha visto scivolare via un record italiano durato quasi 34 anni. Chissà poi quale altro dream team sportivo stia portando avanti il proprio record.
Solo e soltanto numeri, direbbe qualcuno. Verissimo, per carità, perché poi nello sport professionistico la differenza, oltre che i dettagli, la fanno anzitutto i trofei. Eppure, 73 vittorie consecutive sono un qualcosa di impensabile, specie se ottenute in competizioni differenti ed entro il miglior campionato del mondo. Sì, perchè Superlega e Serie A1 femminile sono, da anni, le top-leghe pallavolistiche per eccellenza, con buona pace di Russia e Turchia e senza alcun campanilismo di sorta. La critica dei detrattori riguarda ovviamente lo spazio sottratto agli atleti italiani dall'apertura - a loro dire - indiscriminata - verso gli stranieri. Una scelta che invece fa solamente lievitare verso l'alto il livello generale, permettendo alle giovani promesse azzurre di affrontare subito i duri banchi di prova della scuola pallavolistica, senza perdere tempo in inutili trafile giovanili in cui l'estro viene quasi sempre soffocato dalla tattica di squadra, dimenticandosi però dell'essenza anche individuale dello sport. Nella Conegliano dei record c'è tantissima Italia, nonostante in copertina ci siano spesso Megan Courtney, Robin De Kruijff, Joanna Wolosz e, fino allo scorso anno, Kimberly Hill insieme a Lucille Gicquel.

Il peso di un fardello

Il pericolo della sazietà è dietro l'angolo. E la retorica sportiva italiana è pronta a mettere in croce qualsiasi squadra, qualsiasi atleta, al primo momento di difficoltà. La parte più complessa, per Conegliano, viene ora. Non si tratta unicamente di ampliare ancor più questa meravigliosa striscia vincente, bensì di apportare una sorta di cambiamento culturale nello sport italiano. Riducendo il tutto alla mera dicotomia vittoria-sconfitta, si perdono completamente le sfumature che rendono uniche le discipline sportive, ma soprattutto si nega un assioma: nello sport, si può anche perdere. Questo articolo diventerà allora ancor più utile, in termini di memoria storica, nel momento in cui l'epopea di Conejàn troverà ostacoli insormontabili - com'è nella ciclica logica dello sport - e l'Imoco cederà lo scettro del volley. Perchè proprio da una sconfitta sono nati un gruppo e un record che rimarrano scolpiti nella pietra pallavolistica.

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