La rivincita, Aleksander Aamodt Kilde rende il favore a Marco Odermatt. Con un altro spettacolare testa a testa tra i due a Wengen, stavolta il norvegese ha la meglio nella prima delle due discese in programma sulla Lauberhorn, secondo appuntamento in due giorni di Coppa del Mondo di sci alpino. Ancora una volta due elvetici sul podio ma non sul gradino più alto: dietro a Odermatt torna al terzo posto Beat Feuz. Dominik Paris si conferma in top-10 in una pista che non ha mai gradito, ma perde il pettorale rosso proprio a discapito del trionfatore di giornata.

Kilde pennella sul Lauberhorn: rivivi la sua discesa

Si rinnova il duello tra Aleksander Aamodt Kilde e Marco Odermatt a Wengen, ma a parti invertite. Il norvegese scende prima e si porta al comando con una prestazione quasi fotocopia del giorno precedente in Super G, stavolta però cambia il registro su quella “S” finale che gli è costato il quarto sigillo consecutivo nella specialità: ultime curve tirate alla grande e leadership soffiata a Feuz per tre decimi. Risponde Odermatt con un’altra meravigliosa prova, all’esordio in discesa sulla Lauberhorn: è alla pari con il norvegese all’uscita della Kernen-S, ma da lì in poi paga qualche piccola imprecisione tipica del non discesista puro, finendo dietro di 19 centesimi. E menomale che l'attuale leader della classifica generale non è un vero e proprio specialista della velocità, secondo piazzamento d’onore consecutivo dopo Bormio. Sempre più fenomenale.
Wengen
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La top-10

Dietro alla Norvegia rappresentata dal solo Kilde, che festeggia comunque sulla Lauberhorn sei anni dopo Svindal, si piazzano in ordine Svizzera, Austria e Stati Uniti davanti all'Italia con Dominik Paris. Continua la costanza di Beat Feuz nella discesa di Wengen, ottenendo il quarto podio consecutivo e tornando finalmente a sciare "alla Feuz". Finiscono ai piedi del podio tre uomini del Wunderteam, con un ottimo Daniel Hemetsberger che eguaglia il suo miglior risultato in carriera precedendo Max Franz e Matthias Mayer. Proprio quest'ultimo avrebbe inizialmente sfilato il pettorale rosso a Paris con l'inserimento tra i due di Bryce Bennett e Cochran-Siegle. Ma, come si dice, tra i due litiganti il terzo gode e dopo le discese più veloci di Marco Odermatt e Max Franz, alla fine la leadership della discesa libera torna sulle spalle del 29enne norvegese. L'azzurro invece si piazza in nona posizione ad un secondo esatto dal vincitore: un'ottima prima parte condita però da qualche lungo rispetto alla linea ideale da metà in giù.
Completa la graduatoria dei primi dieci a sorpresa lo sloveno Martin Cater, che torna in top-10 per la prima volta dal clamoroso successo della scorsa stagione in Val d'Isere. Da segnalare all'undicesimo posto il breve ritorno di Carlo Janka nel circo bianco, che domani gareggerà per l'ultima volta prima di appendere gli sci al chiodo.
1. A.A. KILDE (NOR)1:42.42
2. M. ODERMATT (SUI)+0.19
3. B. FEUZ (SUI)+0.30
4. D. HEMETSBERGER (AUT) +0.46
5. M. FRANZ (AUT)+0.66
6. M. MAYER (AUT)+0.78
7. B. BENNETT (USA)+0.95
8. R. COCHRAN-SIEGLE (USA)+0.96
9. D. PARIS (ITA)+1.00
10. M. CATER (SLO)+1.15

Polemiche per la partecipazione di Kriechmayr

Termina solo dodicesimo il tanto contestato Vincent Kriechmayr: il campione del mondo in carica non avrebbe dovuto prendere parte alle due discese dato che da regolamento non aveva disputato le prove cronometrate previste qualche giorno prima a causa di una falsa positività al Covid, tuttavia la direzione gara gli ha concesso una sessione di allenamento la mattina stessa della prima discesa, nel quale ha aperto il cancelletto di partenza fermandosi immediatamente dopo.

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Gli altri azzurri

Nel complesso un'altra discreta prova per la nazionale italiana, anche se non arriva un piazzamento di spessore, con il miglior risultato di Dominik Paris in top-10. Christof Innerhofer si è trovato provvisoriamente al comando all'uscita dalla Kernen-S (uno dei punti cruciali del tracciato), ma un errore subito dopo lo ha fatto scivolare al 13° posto. Mattia Casse è il terzo azzurro in top-20, restando sotto al mezzo secondo (17° a +1.48), mentre Marsaglia chiude 22°, dando spettacolo con un numero incredibile in alto. Tutti gli altri lontani dalla zona punti, ma sabato le possibilità di fare meglio aumentano, dato che si corre lungo l'intero tracciato di quattro chilometri e mezzo, anziché con partenza abbassata.
Matteo Marsaglia
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