Nella finale del Welsh Open tutti si aspettavano il primo titolo in stagione per il campione del mondoRonnie O’Sullivan, strafavorito nei confronti del sorprendente Jordan Brown. Invece il trentatreenne nordirlandese ha scritto il lieto fine del suo torneo da favola, sovvertendo tutti i pronostici e andando a vincere il titolo battendo 9-8 il grande Ronnie. Brown, che fino a tre anni fa lavorava in un distributore di benzina, non era mai andato oltre ai sedicesimi di finale di un torneo prima del German Masters di fine gennaio, dove era arrivato ai quarti ottenendo un risultato già di altissimo livello per i suoi precedenti standard. Ma al Celtic Manor Resort di Newport ha fatto l’impensabile andando ad aggiudicarsi il torneo, un risultato che rappresenta sicuramente un punto di svolta nella sua carriera. Non sappiamo cosa farà da qui in poi il rosso di Antrim, quel che è certo è che ricorderemo per sempre la sua impresa, che resterà scolpita nei libri di storia dello snooker.

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Tutto lasciava pensare a una finale dominata sin dall’inizio da Ronnie O’Sullivan ma, come spesso succede, lo sport ci ricorda che non bisogna mai dare niente per scontato. In effetti è stato Jordan Brown a giocare meglio nella prima sessione, chiusa con un meritato vantaggio di 5-3 contro un avversario che nei precedenti cinque match giocati nel torneo aveva perso appena due frame. A inizio incontro il nordirlandese ha dimostrato nervosismo ma ha comunque vinto un primo frame molto spezzettato in cui la serie migliore è stata da appena 16 punti e nel quale O’Sullivan ha commesso ben tre falli con la bianca in buca. L’inglese ha avuto un altro incidente di percorso della stessa tipologia all’inizio del secondo frame, vinto poi da Brown con un mezzo centone per il sorprendente 2-0 in suo favore. O’Sullivan è riuscito a trovare un po’ di ritmo in attacco nel terzo frame, nel quale ha realizzato una serie da 74 aiutato anche da un clamoroso fluke, quasi una compensazione per gli episodi sfortunati avuti in precedenza. Nel quarto frame Brown ha imbucato subito una rossa dalla distanza e poi ha calato uno snooker, dal quale l’inglese ha fatto fatica ad uscire concedendo all’avversario 19 punti di fallo. Da lì il nordirlandese ha piazzato una serie da 39 e poi un’altra da 79 per andare alla pausa avanti 3-1.

Brown non si lascia intimidire da O'Sullivan: ecco un centone

Al rientro Brown è sembrato più tranquillo e, partendo da una delle numerose difese approssimative di O’Sullivan, ha alzato il livello del gioco d’attacco con un break da 107 per portarsi sul 4-1 e garantirsi almeno il pareggio al termine della sessione. Ma il vecchio detto “Non svegliare il can che dorme” funziona anche nello snooker e al centone dell’avversario il campione del mondo ha risposto con due magnifiche serie, una da 135 e l’altra da 121, per ridurre lo svantaggio e portarsi a meno uno. L’ultimo frame del pomeriggio ha ricalcato il primo con uno sviluppo frammentario e anche questo è stato vinto da Brown, che così è andato alla pausa lunga avanti 5-3. Nella prima sessione entrambi i giocatori hanno avuto percentuali in attacco molto buone, 90% per Brown e 92% per O’Sullivan, ma la differenza l’ha fatta il gioco tattico, nel quale il campione del mondo non è stato preciso come nelle sue ultime uscite.

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La favola a lieto fine

All’inizio della sessione serale la musica è cambiata, con O’Sullivan che dopo essersi aggiudicato un combattuto nono frame ha dominato i due successivi, vinti con serie da 68 e 61 per il suo primo vantaggio nel match sul 6-5. Il frame prima della pausa è diventato quindi fondamentale per Brown, che è andato avanti prendendo un buon vantaggio ma ha rischiato di subire lo steal di O’Sullivan. Però il campione del mondo ha sbagliato alcune giocate non da lui in una fase del match con gioco di scarsa qualità da parte di entrambi, quindi il nordirlandese ha potuto salvare la mini-sessione nella quale ha giocato decisamente peggio che al pomeriggio e si è portato alla pausa sul 6-6, un risultato sicuramente inatteso alla viglia ma tutto sommato giusto per quello che si è visto nel complesso dei primi due terzi della finale. Dopo l’intervallo Brown si è riportato avanti vincendo un frame nel quale O’Sullivan ha alternato grandi giocate ad errori clamorosi, dando anche segnali negativi dal punto di vista mentale quando ha perso la pazienza in un’uscita difensiva giocata in malo modo sparacchiando senza costrutto. Ma l’inglese si è ricomposto immediatamente andando a vincere il quattordicesimo frame con un difficile mezzo centone giocato quasi tutto sulla blu, per un 7-7 che lasciava presagire un grande finale di match.
Nel frame successivo Brown si è portato avanti di 13 ma O’Sullivan ha preso in mano il gioco con una disposizione delle bilie decisamente favorevole, però ha confermato di non essere in giornata sbagliando a quota 25 una rosa relativamente agevole e permettendo al nordirlandese di vincere il frame con una serie da 56 per portarsi a uno dal match e dal titolo. Ma nel momento più delicato e con le spalle al muro, O’Sullivan ha realizzato una magistrale ripulitura totale da 119 nella quale non ha potuto giocare la nera per gran parte del break. Una serie capolavoro che ha portato il match al frame decisivo, l’esito più giusto per quello che si è visto durante tutto il giorno. E il decider di un match che si è sviluppato in questo modo non poteva che iniziare in maniera sportivamente drammatica, con O’Sullivan che ha trovato un clamoroso fluke sulla prima rossa. Ma invece di giocare in difesa non avendo trovato posizione sui colori principali, l’inglese ha tentato un’improbabile imbucata della blu. Il suo errore ha messo in moto Brown, il quale ha realizzato una serie da 74 di grande qualità ma soprattutto di estrema difficoltà visto il momento. E dopo un Welsh Open rocambolesco nel quale ha vinto 5 dei 7 match al decider, finale compresa, la favola dell’ex benzinaio Jordan Brown ha trovato il suo lieto fine con la vittoria del torneo.

Jordan Brown non trema: batte O'Sullivan al Welsh Open

Delusione ovviamente per Ronnie O’Sullivan, cui ancora manca l’acuto in una stagione comunque positiva che l’ha visto arrivare tre volte in finale. E per il campione del mondo questo Welsh Open resta un torneo giocato alla grande, anche se ovviamente il passo falso in una finale nella quale ha giocato bene solo a tratti sarà un boccone difficile da mandare giù. Ma la sua forma nel complesso sembra molto buona e per lui c’è comunque la soddisfazione di aver scavalcato Neil Robertson al numero due del ranking mondiale, un dato che potrebbe rivelarsi importante per i tabelloni dei prossimi tornei, Mondiale in primis.

Ronnie O'Sullivan | Welsh Open 2021

Credit Foto Eurosport

Tiriamo le somme

Oltre a sollevare al cielo il Ray Reardon Trophy, con questo successo Jordan Brown intasca 70 mila sterline, un premio da capogiro per un giocatore che in tutta la carriera da professionista ne aveva finora incassate poco più di 110 mila. Inoltre il nordirlandese ha vinto il torneo, nel quale era quotato 750/1 dai bookmaker, essendo il numero 81 della classifica mondiale, una cosa assolutamente inusuale per lo snooker. Bisogna infatti andare indietro di 28 anni per trovare un giocatore di classifica più bassa vincitore di un torneo full ranking, per la precisione al marzo 1993 quando l’inglese Dave Harold vinse l’Asian Open da numero 93 del mondo. Parlando di ranking, con questo risultato Brown diventa il numero 45 della classifica mondiale, nettamente il suo miglior piazzamento in carriera. Ma gli effetti del suo successo non finiscono qui, perché dopo aver conquisto con l’approdo in finale un posto per il Players Championship della prossima settimana, vincendola si è qualificato anche per il Champion of Champions del prossimo autunno. E parliamo di due tornei ad inviti che hanno sostanziosi premi garantiti per i partecipanti, con ovviamente la possibilità di vincere somme anche più importanti avanzando nel tabellone. Davvero niente male, per un trentatreenne che fino a tre anni orsono faceva il benzinaio in una stazione di servizio.

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