In-gio-ca-bi-le. Ingiocabile. Semplicemente intoccabile al servizio. E non solo. Alexander Zverev completa l’opera e dopo essersi preso lo scalpo del n°1 del mondo in semifinale, riserba stessa sorte anche al n°2 del mondo Daniil Medvedev nell’ultimo atto. E’ il tennista tedesco il Maestro del 2021, bissando così un titolo conquistato per la prima volta 3 anni fa a Londra.
Una partita semplicemente devastante del tedesco, che è andato come un treno proseguendo, di fatto, quanto già aveva messo in mostra sullo stesso campo solo qualche ora prima contro Novak Djokovic.
Un servizio intoccabile, in primis. Medvedev, in tutto l’arco della partita, non ha conquistato una singola palla break ed è finito una sola volta ai vantaggi. Ma non solo. Rispetto a qualche tempo fa, Zverev ha dimostrato di essere sostanzialmente esploso anche sul lato del dritto. Oggi con Medvedev, così come ieri sera con Djokovic, è stato solidissimo, ottenendo tanti punti in spinta ma anche sapendosi difendere quando ce n’è stato bisogno; il tutto sbagliando, ovviamente, pochissimo. E poi si è mosso in maniera brillante, rapida, agilissima quando è stato chiamato a verticalizzare verso rete o lateralmente a prodursi in qualche recupero. D’altra parte non si battono a caso, in meno di 24 ore, sia Djokovic che Medvedev, ovvero i protagonisti dell’ultima finale slam a New York e dell’ultimo torneo più importante su questa superficie prima delle Finals, ovvero Parigi Bercy.
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Zverev l’ha fatto mostrando un tennis brillantissimo, solidissimo e concedendo le briciole al servizio. In una parola, appunto, ingiocabile.
Dal canto suo forse Medvedev ha pagato un po’ le fatiche di una settimana in cui è stato chiamato spesso alla battaglia. Le 2 ore e mezza spese per vincere proprio contro Zverev nel round robin; le stesse praticamente spese con Sinner. Forse un po’ più di brillantezza avrebbe fatto comodo oggi se non altro per provare a mettere su un po’ più di resistenza su questa partita. Ma contro questo tipo di Zverev, ovvero contro un tennista così ispirato, forse non sarebbe bastato.

Zverev: il 2022 a cui manca solo l'ultimo tassello

Il tedesco chiude quindi il suo personale 2021 da sogno, in cui è mancato ancora una volta solo il sigillo a livello slam. Con Acapulco, Madrid, l’oro a Tokyo, Cincinatti, Vienna e le ATP Finals nessuno però ha vinto più titoli di lui in stagione; e soprattutto nessuno ha fatto meglio come performace statistica: 6 finali, 6 vittorie. Un filotto che ne giustifica in qualche modo i gradi di ‘Maestro’ appena conquistati a Torino; e che conferma quanto il margine tra il “vecchio” – Novak Djokovic – e il “nuovo – lui e Daniil Medvedev, si sia davvero assottigliato. Il 2022, per Zverev, sarà l’anno in cui compiere davvero l’ultimo passo. Magari già in Australia. Dove senza Djokovic, a meno di improbabili deroghe o passi indietro del diretto interessato, Zverev insieme a Medvedev sarà certamente l’uomo da battere.

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