Tra Tokyo e New York, a Torino, è finita come in Giappone. Il terzo incrocio ravvicinato nel giro di 4 mesi tra Alexander Zverev e Novak Djokovic premia nuovamente il giocatore tedesco. Nella seconda semifinale delle ATP Finals 2021 il n°3 del mondo fa saltare il n°1 al termine di una partita di altissimo livello, conclusa col punteggio di 7-6 4-6 6-3.
E’ stato un match notevole, in cui a lungo, lunghissimo, ha inciso il rendimento al servizio. Sascha Zverev infatti ha tirato fuori una partita praticamente impeccabile con questo fondamentale, sfruttando così al meglio un tappeto super veloce, eccellente per esaltare le caratteristiche in battuta del giocatore tedesco. Nemmeno Djokovic – che resta ancora oggi il miglior risponditore del circuito – è riuscito a fare un granché in risposta.
Uno Zverev veramente ispirato. E non solo nel suo esercizio balistico in battuta. La crescita del tedesco in questo finale di 2021 – e messa in mostra a lungo stasera – si è vista nella capacità di saper reggere anche il palleggio dal fondo, difendendosi spesso in maniera superlativa contro colui che della difesa superlativa ne ha fatto un’arte, Djokovic appunto. Perché al di là delle incredibili statistiche col rendimento al servizio, c’è stato anche tanto Zverev dentro questo match. Un giocatore capace di esaltarsi in recuperi; o di costringere ai miracoli Djokovic per ottenere un punto.
Australian Open Maschile
Nadal rassegnato: "Slam vinti in carriera? Djokovic può battere tutti"
IERI A 16:15
Un leitmotiv che il tedesco che saputo mantenere lungo tutto il corso della partita; anche quando, con quel break subito quasi a sorpresa nel nono game del secondo set, sembrava aprire alla più classica delle trame già viste in passato, a quei complimenti tipici del “sì, bravo, ci sei andato vicino... Ma sul più bello ha vinto Novak Djokovic”.
Non è stato così. Il set visto sfuggire via per 4-6 non ha scalfito la concentrazione del tedesco, che impeccabile non solo ha ricominciato fin da subito a servire come un treno, ma ha messo spesso in difficoltà Djokovic nei suoi game di battuta. 0-30 nel primo; 15-30 nel secondo; e poi il break, sul 3-1, consolidato poi nel game successivo. Un allungo che ha steso Djokovic, il cui margine di palleggio dal fondo contro il n°2 e il n°3 del mondo – appunto Medvedev e Zverev – si è andato da mesi ormai assottigliando, come dimostrano i casi alle Olimpiadi, allo US Open, a Parigi Bercy e qui alle ATP Finals.

Medvedev-Zverev, la finale è un remake a pochi giorni

Ci sono sempre stati di mezzo loro sulla strada del serbo; e non a caso saranno loro a sfidarsi, di nuovo, nell’ultimo atto di domenica sera. In settimana ne era venuto fuori un match di altissimo livello, concluso solo al tie-break decisivo del 3° set. Zverev deve però prova a invertire una tendenza: non vince con Medvedev da 2 anni; ovvero il round robin di questo torneo nella sua versione londinese 2019. Da lì 5 vittorie consecutive di Medvedev in altrettanti incontri. L’ultima, appunto, qualche giorno fa. Che sia di buon auspicio per il pubblico? Sulla carta la lotta è apertissima. Solo ci sarà da valutare il recupero di Zverev. Oggi Medvedev, nel pomeriggio, ha passeggiato. E quando la differenza la possono fare davvero pochi punti, va valutato anche quello.

L'IMPRESA DI ZVEREV, L'INCUBO DI DJOKOVIC: GLI HIGHLIGHTS IN 90''

Australian Open
Papà Djokovic: "Perché Nole a queste condizioni non farà l'Aus Open"
30/11/2021 A 08:41
Australian Open
Papà Djokovic: "AusOpen? Sotto ricatto del vaccino Nole non giocherà"
29/11/2021 A 11:39