"Se me l’aveste detto prima del torneo, non vi avrei creduto”. Sono state queste, a caldo, le prime parole del nuovo campione del torneo di Indian Wells, penultimo appuntamento Masters 1000 della stagione. Cameron Norrie non ha usato grandi metafore e con estrema schiettezza – e altrettanta lucidità – ha confessato quanto in tanti, alla vigilia di questo torneo, (non) avevamo pensato.
Il mancino di passaporto britannico ma di formazione tutt’altro che ‘made in England’ – nato in Sudafrica, cresciuto in Nuova Zelanda, completatosi a livello tennistico al college negli Stati Uniti – si è invece preso la scena portando a termine due settimane di pregevole tennis, culminate con il successo in rimonta su Basilashvili col punteggio di 3-6 6-4 6-1.
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Una finale in cui il vero Norrie – ovvero un giocatore solido, capace di variare, manovrare e giocare profondo – è uscito alla distanza. Dopo un buon avvio, infatti, il britannico, si era perso. Con più errori rispetto all’avversario e un tennis non sufficientemente intelligente per i suoi standard, Norrie aveva permesso alla potenza di Basilashvili di fare la differenza. Dall’1-3 sotto, infatti, il georgiano aveva piazzato lì un parzialone a suon di bordate capace di portargli il primo set per 6-3.
Cinque giochi consecutivi che sembravano aver messo all’angolo l’inglese anche a inizio secondo set, quando il break nel terzo game a favore di Basilashvili dava la sensazione di aver delineato, per questa finale, una strada ben determinata. E invece...
Il sopraggiungere della sera e insieme a quella di discrete folate di vento, lasciava Basilashvili in difficoltà nel ritrovare le misure del suo dritto. Controbreak immediato ma soprattutto improvviso plot-twist della partita, con Norrie, piano piano, a ritrovare il suo tennis.
Un repentino cambio di scena salito in cattedra palese poi dal decimo game del secondo set, ovvero sul 5-4 Norrie. Si perché Basilashvili perdeva servizio – e conseguente set – con un brutto turno di battuta ‘a zero’ (tre gratuiti del georgiano), lasciando a Norrie una relativa rapida autostrada verso la gloria. Parziale di 5 giochi a 0, diventati poi 8 giochi a 1 da lì al traguardo finale, con Basilashvili alla ricerca di una costanza mai più trovata e Norrie a muovere le sue trame.

Norrie mette nei guai le speranze di Sinner per le ATP Finals

Norrie ha centrato così il successo più importante della sua carriera al termine di un 2021 semplicemente da favola, specie se consideriamo gli sfortunati sorteggi negli slam.
Il britannico infatti, oltre alla gloria del trofeo, si porta via 1000 punti ATP decisivi nella corsa alle ATP Finals. Il successo vale il sorpasso a Sinner al 10° posto della Race a Torino; il che significa che l’azzurro, ora, oltre a uno tra Ruud e Hurkacz, avversari diretti fin prima dell’inizio di questo torneo, dovrà provare a sorpassare nuovamente anche Norrie, lontano adesso 245 punti.
  • 7 Ruud 3015
  • 8 Nadal 2985 (non parteciperà alle ATP Finals per infortunio)
  • 9 Hurkacz 2955
  • 10 Norrie 2840
  • 11 Sinner 2595
Insomma, Sinner, iscritto ad Anversa, dovrà provare a vincere il torneo. Solo così potrebbe rifarsi sotto su Norrie e mettere nuova pressione a Hurkacz e Ruud, non iscritti a nessun torneo in questa settimana. Consapevoli tutti che poi, la differenza, verrà fatta nella settimana di Vienna (ATP 500) e nella successiva a Parigi Bercy, ultimo appuntamento Masters 1000 della stagione. Il calendario è settato. E Jannik Sinner, verso Torino, ha un nuovo “nemico”.

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