Una giornata no. Forse il primo grande passaggio a vuoto della sua fin qui eccellente stagione. Per un giorno Jannik Sinner si riscopre tennista 19enne e non riesce a venire a capo di una partita negativa. Al secondo turno del Masters 1000 di Madrid il tennista altoatesino si arrende infatti ad Alexei Popyrin, australiano n°76 al mondo, col punteggio di 7-6 6-2.
Un peccato per Sinner che nonostante tutto, questa partita, forse, avrebbe potuto portarla su un binario diverso. Sì perché il match era iniziato tutt’altro che in maniera negativa. Sinner aveva aperto con un break in avvio e aveva ben condotto il parziale fino al 5-4 e servizio. Da lì, all’improvviso e senza precedenti avvisaglie degne di nota, si è spenta la luce. Un po’ come era successo nella finale di Miami con Hurkacz, Sinner non è riuscito a chiudere il primo parziale, incappando in un game veramente brutto: con 4 errori – di cui 3 col dritto – è stato di fatto l’azzurro a regalare il 5-5 a Popyrin.
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Da lì, o meglio, dal 15-40 dell’undicesimo game, l’australiano ci ha messo un po’ del suo. E’ risalito annullando quelle due palle break e ha iniziato a colpire con più coraggio. Al tempo stesso, Sinner, ha nuovamente “buttato” le chance del tie-break. Jannik infatti era salito avanti di due mini-break anche nel parziale decisivo del primo set, ma come accaduto in precedenza si è come impiantato sul più bello. Un doppio fallo, un errore col dritto – troppo ballerino nel momento chiave – e la partita è sfuggita via.
Da lì infatti Sinner non ha più ritrovato il bandolo della matassa; caratteristica invece per cui aveva e ha impressionato fin qui nella sua giovanissima carriera. Non è successo oggi, con Sinner che di fatto dal momento di chiudere il primo set in poi ha perso 4 dei suoi 5 turni di servizio. Popyrin, dal canto suo solido e galvanizzato dopo il primo set, ha concesso le briciole, portandosi via un ghiotto - e in un certo senso poco pronosticabile alla vigilia - 7-6 6-2.
Una vittoria che vale all’australiano un terzo turno sul centrale contro Rafael Nadal. Peccato per Sinner. Il remake di quella bella sfida ai quarti di finale al Roland Garros dello scorso ottobre era già apparecchiata sulle tavole degli italiani. Bisognerà invece aspettare giorni migliori; come ci insegna la natura di questa disciplina, con ogni giornata - escluse rarissime eccezioni - che fa sé stante.

Nadal spietato, Sinner a testa alta: il match in 180 secondi

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