Certe partite fanno parte della crescita e bisogna solo stringere la mano all'avversario riconoscendo la sua superiorità. Lorenzo Musetti viene battuto da Marin Cilic in un'ora e 14 minuti: 6-3 6-4 il verdetto di un match che servirà all'azzurro per migliorare al termine di un torneo comunque positivo. I bookies davano addirittura favorito il carrarino: in sede di presentazione avevamo spiegato come fosse esagerata questa previsione perché parliamo pur sempre di un campione Slam (US Open 2014) e finalista a Wimbledon 2017 e Australian Open 2018 (sempre sconfitto da Federer) come Cilic. Un giocatore in netta ripresa, insomma, che ha giocato più di 800 partite nel circuito maggiore: per Musetti quella di oggi era la 15esima (10-5 il suo bilancio comunque notevolissimo).
Musetti paga la pesantezza e la profondità della palla dell'ex numero 3 del mondo, ma paga soprattutto la sua posizione in risposta (quattro metri di distanza dalla riga di fondo sulla prima e quasi cinque sulla seconda). Eppure, non si tratta di una partita a senso unico perché le chance arrivano nel quinto game: il numero 94 del mondo conquista due palle-break ma Cilic è bravo ad annullarle e a non regalare nulla. Anzi, il croato capisce che è il momento di indirizzare la sfida e strappa il servizio alla prima occasione, nel sesto gioco.
Musetti s'innervosisce, cerca qualche soluzione estemporanea per togliersi dalla scambio ma la fretta si rivela cattiva consigliera così come le palle corte, poco redditizie. Nel secondo set, il classe 2002 ha, però, il merito di restare aggrappato alla partita e di rimanere avanti nel punteggio fino al 4-3 sperando in un passaggio a vuoto che questo ritrovato Cilic non concederà mai. Lo strappo finale arriva nel nono game e il croato stacca il pass per gli ottavi dove attende il vincente del match tra Rublev e Fucsovics. Cilic, vincitore in carriera del Masters 1000 di Cincinnati 2016, non gioca un quarto in un 1000 da Madrid 2019: a Miami non si è mai trovato a suo agio e il quarto del 2013 resta il suo miglior risultato. Chissà che non possa spingersi oltre.
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Dal canto suo, Musetti mette in cascina nel suo giovane bagaglio altra esperienza di cui fare tesoro: dopo la semifinale di Acapulco, questi due turni superati a Miami, con altre pillole di talento sparse qua e là, lo proiettano alla 90esima posizione del ranking mondiale. E, cosa molto più importante, assaggiare il tennis dei veterani non può che portargli beneficio, ora che inizierà la stagione sulla sua amata terra battuta.

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