Innamorarsi del tennis di Lorenzo Musetti è molto facile. In una disciplina sempre più dominata dal fisico - un'esigenza dettata dall'evoluzione di questo sport e da un calendario logorante - è automatico produrre tanti esemplari più o meno simili in serie, ma è altrettanto facile perdere la bellezza del gesto tecnico. Il tennista di Carrara, nato il 3 marzo 2002, non è più quel progetto di giocatore che abbiamo raccontato agli Australian Open 2019, quando vinse il torneo junior. E' maturato conservando al contempo la ricchezza del suo repertorio. Le due partite di qualificazione contro Velotti e Ferreira Silva ad Acapulco, seguite da quella contro Schwartzman (primo successo su un Top 10), quindi su Tiafoe e per ultimo (ma speriamo di no) il successo in due set su Dimitrov, hanno riacceso i riflettori sull'enfant prodige. Sarà un caso ma il bulgaro è uno degli ultimi superstiti con cui Musetti condivide la bellezza del gesto e il rovescio a una mano. E, per uno scherzo del destino, in semifinale (non prima delle 5, ora italiana), ne sfiderà un altro: Stefanos Tsitsipas.
Lorenzo incarna la bellezza tipicamente italiana, quella che ti lascia a bocca aperta, quella che ti può sorprendere in ogni momento
La frase è di Patrick Mouratoglou, uno che di talenti ne ha maneggiati parecchi. Ben prima, infatti, del celebre exploit di Melbourne, la Nike aveva fatto un contratto al carrarino, proponendogli qualche settimana di allenamento nell'accademia di Mouratoglou e di entrare a far parte di una fondazione, la Champ Seed Foundation, che già aiutava alcuni giovani di belle speranze tra cui un certo Stefanos Tsitsipas. Già, di nuovo lui. Del ragazzo che dallo Junior Tennis Club di Carrara seguì Simone Tartarini al Circolo Tennis Spezia abbiamo detto quasi tutto, così come di quella passione ereditata da papà Francesco, dei sacrifici di mamma Sabrina e della racchetta trovata nello scantinato della nonna. A volte, però, le promesse vengono disattese e allora ci interessa di più capire come sta crescendo Musetti.
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Testa e fisico: talento in costruzione

La maturazione al centro tecnico federale di Tirrenia non è stata facile. Come in tutti i circoli c'è aria di sfida e tanta competizione. Immaginatevi in un ambiente dove questa viene amplificata dalla bontà del materiale umano a disposizione. La crescita sul piano fisico, grazie all'aiuto di Francesco Cerrai e Stefano Barsacchi prima e di Roberto Petrignani poi, è stata impressionante - si pensi a quanta massa magra ha messo su quel ragazzino esile - ma non va sottovalutato nemmeno il lavoro importante fatto dal mental coach Lorenzo Beltrame. "Mi succedeva spesso di non riuscire a respirare bene, col risultato che finivo per contrarmi troppo con influenze negative sul mio gioco. Quindi ho lavorato molto sulla respirazione", raccontava il carrarino in una vecchia intervista. Anche su Skype durante il lockdown c'è stato modo di lavorare sull'aspetto psicologico: "La FIT ha messo a disposizione di Musetti un mental coach di grande esperienza come Lorenzo Beltrame. Il lavoro prosegue bene e quando non c’è modo di vedersi dal vivo si sentono via Skype. Anche quello psicologico è un percorso lungo, ma Lorenzo sa che è l’unica strada percorribile. L’head coach sarò sempre io, ma sono molto contento di potermi avvalere dell’ausilio di Umberto Rianna, grande amico e ottimo allenatore". Simone Tartarini, un secondo padre per Lorenzo, tempo fa spiegava così questo ulteriore tassello di un puzzle che vede sempre lui come figura di riferimento per il ragazzo: "Un suo sguardo o una sua parola possono dare una svolta a un match o a un intero torneo". Anche perché la pandemia - per via della quale è consentito il supporto di un solo membro del team (casta dei top player a parte) - ha bloccato un po' tutto e Tartarini ha dovuto di fatto indossare lui i panni del mental coach passando con Lorenzo intere giornate.

Il club dei predestinati

Musetti nel 2019 è arrivato in semifinale a Milano e ha vinto ad Antalya mentre i primi squilli ATP sono del 2020: le qualificazioni di Dubai prima di una sconfitta onorevole con Rublev (6-4 6-4) e la marcia su Roma dove dalle qualificazioni si è spinto agli ottavi battendo Stan Wawrinka e Kei Nishikori. Nel mezzo altri Challenger per mettere fieno in cascina e misurarsi con altri giovani di livello: in semifinale a Trieste è stato piegato da Carlos Alcaraz. Alti e bassi normali come il trionfo di Forlì e le semifinali dell'ATP 250 giocato in Sardegna. Restano impressi, però, i primati di precocità, quelli per intenderci di Sinner come 2001 e dello stesso Alcaraz come 2003. Musetti è stato il primo 2002 a qualificarsi per un torneo ATP e sulla terra rossa del Foro Italico è stato il primo 2002 a vincere un match del circuito maggiore (quello contro Wawrinka). Prima del 2020 nessun italiano aveva mai battuto un Top 10 prima di compiere 20 anni. Poi Sinner ha steso Goffin (Rotterdam), Tsitsipas (Roma) e Zverev (Roland Garros). Musetti ad Acapulco, al primo confronto con un Top 10, ha superato Schwartzman a 19 anni e 14 giorni.

Jannik Sinner vincitore su Lorenzo Musetti a Roma agli Internazionali d'Italia

Credit Foto Getty Images

Numeri da Top 100

Musetti deve ancora acquisire tanta esperienza nel circuito maggiore ma i numeri fanno ben sperare. Il carrarino ha giocato quattro tie-break a livello ATP chiusi con questi punteggi: 7-2 a Wawrinka (Roma 2020), 7-4 a Cuevas (Pula 2020), 7-1 a Tiafoe (Acapulco 2021) e 7-3 a Dimitrov (Acapulco 2021). Il livello di un tennista si misura nei momenti importanti e questi sembrano esaltare le sue doti.
I Top 100 battuti da Musetti
2020 Roma
No.17 Wawrinka
No.35 Nishikori
2020 Forli
No.67 Tiafoe
No.97 Seppi
No.96 Harris
No.89 Monteiro
2020 Sardegna
No.64 Cuevas
2021 Acapulco
No.9 Schwartzman
No.56 Tiafoe
No.16 Dimitrov
Bilancio di Musetti contro Top 100: 10-10
Bilancio contro i tennisti tra le posizioni 1-63: 6-1
Bilancio contro i tennisti tra le posizioni 64-100: 4-9

Il difficile

Musetti ha bisogno di avere maggiori certezze e di diventare solido: ha un bagaglio tecnico molto importante e spesso, paradossalmente, ha troppe scelte a disposizione. La solidità e la sicurezza arriveranno nel corso delle stagioni. E da qui passa ora la ricerca più difficile: la continuità. "In questo momento è difficile descrivere come mi sento", ha esordito Lorenzo in conferenza. "Sicuramente sono stanco, quasi esausto, ma davvero felice. Finalmente una semifinale; sarò in Top 100 da lunedì, ho realizzato un sacco di obiettivi stanotte. Sono davvero fiero di me stesso, ho giocato molto bene". La stanchezza non è però in grado di oscurare l’ambizione: "Mi sembra di poter fare tutto questa settimana. Non voglio perdere. Anche stanotte ho fallito alcuni match-point prima di vincere, sono stato sopra e sotto di un break; il tennis è un gioco mentale e la chiave è rimanere sempre in partita".
Il tennis è così importante per me che mi sono fatto tatuare un battito cardiaco insieme a una racchetta
La sua undicesima apparizione a livello di circuito maggiore è valsa già il terzo successo ai danni di un Top 20. La crescita atletica è stata cruciale: "Vengo da un lavoro di preparazione molto intenso, sono cresciuto tanto dal punto di vista fisico. Sono stato un po' un diesel, ho dovuto un attimo carburare ma adesso mi sento veramente bene fisicamente, molto sciolto e flessibile in campo (il lavoro sull'elasticità ha pagato, ndr). Mi sto muovendo molto bene, il lavoro ha dato i suoi frutti. In carriera ho sempre avuto alti e bassi finora. Ad esempio, a inizio stagione non giocavo bene ma ho ottenuto risultati grazie all’atteggiamento. Ora sto giocando molto bene invece. Penso di aver giocato una partita quasi perfetta e sono ancora più contento. Con il ranking congelato non è facile salire. È stato uno scoglio veramente duro, ho dovuto fare i miracoli per entrare in Top 100 ma finalmente ci sono riuscito. Le porte degli Slam si aprono, ho la possibilità di fare più punti e scalare la classifica sarà più facile...anche se non sarà facile! Però ci saranno più tornei accessibili".

Lorenzo Musetti esulta ad Acapulco, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Le prospettive in Top 100 cambiano per il numero 94 virtuale della classifica. Se invece del ranking congelato fosse adottato quello tradizionale (che considera solo l'ultimo anno), Musetti sarebbe già in Top 50. Insomma, se la race è tinta d'azzurro, ci godiamo anche nove italiani in Top 100 (bentornato Seppi). Lorenzo Musetti ha le carte in regola per farci battere il cuore e quelle variazioni così preziose, unite a un rovescio a una mano in via d'estinzione, devono ora tradursi nei risultati che tutti ci auguriamo. Trasformare quel repertorio così ricco di soluzioni in un tennis vincente nel tempo è la ricetta dei campioni, come quel poster di Federer era solito ricordargli da bambino...
Race ATP Live 2021
9 Berrettini: 495 punti
12 Fognini: 425
16 Sinner: 395
23 Musetti: 340

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