Il comportamento di Benoit Paire continua a far discutere e anche agli Internazionali d’Italia il tennista francese si è reso protagonista in negativo. Nel secondo set del match contro Stefano Travaglia, il transalpino ha deciso di prendere il cellulare e fotografare il campo, convinto che la sua palla avesse toccato la riga. Ovviamente Paire si è preso la multa e questa è stato solo l’ultimo bizzarro comportamento del francese, che ha discusso a lungo con l’arbitro Carlos Bernardes, ricevendo il warning e poi commettendo tre doppi falli, che hanno regalato il break a Travaglia. L’azzurro si è così imposto per 6-4 6-3, qualificandosi per il secondo turno, mentre il francese è apparso totalmente disinteressato al risultato del match.
Una situazione che il nativo di Avignone ha spiegato in conferenza stampa ai giornalisti francesi: “Intanto, per cominciare, mi hanno vaccinato due giorni fa. Ho chiesto dunque di poter giocare il più tardi possibile perché per me il vaccino è una cosa molto importante e penso che lo sia per tutti quanti. Per questo sono potuto arrivare a Roma solo ieri sera. Mi fa ancora un po’ male il braccio dopo l’iniezione del vaccino, è un po’ complicato alzarlo ma lo sapevo. Ho chiesto di giocare tardi e alla fine mi sono trovato a giocare stamattina alle 10. Questo vuol dire che non ho neanche potuto palleggiare un po’ qui e non ho potuto allenarmi gli ultimi giorni”.
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Paire continua a sostenere la tesi che per lui questo non sia vero tennis e che lui non riesca ad esprimersi in questo tipo di contesto, senza pubblico e con tutti gli obblighi dovuti alla pandemia: “Il risultato alla fine non è molto importante, ciò che importa è aver ritrovato il campo, aver giocato un po‘. Come ho detto già altre volte, per me si tratta soprattutto di un allenamento finché ci sono gli stadi vuoti”.
Il francese ha parlato anche della sua classifica e di come gli interessi veramente poco cercare di ottenere dei punti nei vari tornei: “Non bisogna dimenticare che dopo tutte queste settimane, e nonostante abbia vinto due match in due anni, ho una buona classifica. Sono n. 35 del mondo. Ho conservato un po’ di punti di Marrakech, Lione e Roland Garros. Anche se scendessi al n. 50, non importa. Spero che la pandemia passi e che possa ritrovare un po’ di piacere ad essere in campo. L’avevo ritrovato un po’ a Madrid con i tifosi, ma non sono preoccupato per la classifica. Per me la Race non significa nulla, a parte per il Masters di fine anno. Per il resto sono abbastanza contento, ecco tutto. Ho ancora il doppio da fare e poi andrò a Ginevra con la mia famiglia, sono tranquillo”.

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