Segnali allarmanti in arrivo da parte di Lorenzo Musetti. Sembrava in corso una ripresa dagli US Open in avanti, e invece all’Armeec Arena di Sofia, nell’ATP 250 bulgaro, arriva una sconfitta ben al di là del sorprendente contro il padrone di casa Dimitar Kuzmanov (numero 226 del mondo). Quest’ultimo non solo, ATP Cup 2020 a parte, non aveva vinto che una volta (contro Laslo Djere a inizio anno ad Antalya) in un torneo del circuito maggiore, ma aveva già partecipato con una wild card per cinque volte senza mai passare il primo turno. Stavolta è lui a sorridere per 6-7(4) 7-6(3) 6-3 in poco più di 3 ore. Sfiderà il polacco Kamil Majchrzak, che ha preso il posto, da lucky loser, del kazako Alexander Bublik, che si è defilato all’ultimo momento dal tabellone.

La cronaca

Nei primi due game Musetti non riesce a trovare lo spunto decisivo: non sfrutta una palla break in apertura di set e poi, nel suo turno di servizio iniziale, lo perde con un doppio fallo ai vantaggi. Ci sono poi tre chance di immediato recupero per il toscano: il primo dritto lo manda fuori lui, poi è Kuzmanov a trovare due buone soluzioni a rete e di dritto. Musetti spreca anche sull’1-3, quando se ne vanno altre tre palle break. Due doppi falli consecutivi del bulgaro, però, regalano all’azzurro il controbreak. Il livello di gioco di Kuzmanov, già non alto, scende, mentre inizia a salire quello dell’italiano, ma il 4-3 non arriva. Quel che giunge è invece il 5-4, su un bruttissimo errore vicino alla rete del bulgaro: Musetti però non ringrazia, e tra un doppio fallo e un dritto sparato fuori restituisce il favore, per di più con la battuta. Si arriva al tie-break, che viene inizialmente dominato dal diciannovenne di Carrara. Sul 6-1, però, tre set point non li sfrutta, di cui uno in modo grossolano: serve una prima al centro con annesso urlo liberatorio per definire il 7-4.
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Una smorfia di Lorenzo Musetti

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Il secondo set inizia senza particolari problemi per entrambi, ma nel prosieguo c’è spazio soltanto per tanta lotta in quasi ogni game. Musetti ha tre chance per allungare, ma non le sfrutta. Kuzmanov finisce spesso in difficoltà al servizio, salvando palle break anche nel sesto (una) e ottavo (due) gioco, in buona parte per suoi meriti, ma talvolta anche perché continua a non esserci il Musetti della prima parte di 2021. L’azzurro deve anche cancellare due opportunità per l’avversario sul 5-5, sfruttando con abilità il servizio, e nel secondo tie-break sale sul 2-0. Sembra in discesa, invece è l’inizio del momento del bulgaro, che porta a casa sette dei successivi otto punti e allunga la partita dopo quasi due ore e mezza.
Il terzo parziale ha un unico, ma decisivo momento di svolta: la fase centrale. In questa, Kuzmanov non solo riesce a trovare più ritmo rispetto a Musetti, ma piazza anche un filotto di 12 punti a 0 dal 2-2 al 5-2, dal quale l’italiano non ha il tempo e nemmeno la forza di risalire. Il bulgaro, con l’ultimo passante di rovescio lungolinea, si getta a terra per la felicità, mentre al numero 5 d’Italia rimane una prestazione molto sottotono. Ci sono cose che vanno al di là dei numeri, del 68%-64% per Kuzmanov in fatto di prime in campo, del 41% di punti vinti con la seconda dall’italiano, e per certi versi anche del 2/19 nelle palle break trasformate da quest’ultimo. Il fattore mentale è evidente, e resta da capire l’evoluzione della situazione.

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