Medvdev 2, Zverev 0. Due settimane dopo il successo in finale al Masters 1000 di Parigi Bercy, il tennista russo replica sul tedesco. Un successo “migliore” per Medvedev, dove per “migliore” si può intendere l'accezione “più semplice”. Dopo l’avvio di partita piuttosto scorbutico e deludente in termini qualitativi da entrambi i lati del campo, infatti, il russo ha rimesso le cose in ordine nel suo tennis: rendimento al servizio, solidità dal fondo, attenzione nei lunghi scambi prolungati. E così, dal penultimo turno di servizio di Medvedev del primo set, ovvero quello del break confermato sul 5-2, non c’è stata sostanzialmente più storia in questa partita.

Zverev, infatti, ha proseguito la sua partita confusa e contraddistinta dal solito, preoccupante, rendimento sulla seconda di servizio. Seconda che resta un autentico mistero per questo ragazzo, in grado nelle giornate migliori di fare i buchi per terra e di battere tutti i migliori, così come di ‘incartarsi’ senza apparenti motivi in momenti di prolungato e ingestibile buio totale. E’ stato il caso di questa sera, ad esempio, dove Zverev è stato disastroso soprattutto nel primo set – il break decisivo del 4-2 è arrivato con due doppi falli consecutivi – e dove più in generale il tedesco ha chiuso con il 21% di punti vinti sulla seconda. Percentuale ingestibile per pensare di poter fare match alla pari contro uno come Medvedev.

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E così, appunto, nonostante la partenza un po’ contratta anche del russo, che per più di mezzo set è stato tutt’altro che convincente, dal finale di primo parziale in poi Medvedev ha però messo a posto il suo tennis, trovando così, contro questo Zverev, un terreno sostanzialmente fertile. Il tedesco è rimasto impantanato infatti nei suoi problemi e in una strategia di poco senso: scambiare prolungatamente ben dietro la linea di fondo in attesa dell’errore dell’avversario. Errori che invece sono arrivati via-via in maniera sempre più rara nel conteggio punti di Zverev, che si è ritrovato così sotto la doccia con una sconfitta pesante in ottica qualificazione: 6-3 6-4.

Non aver strappato nemmeno un set infatti, in questo che da molti era già considerato un po’ come uno spareggio, non lascia che al tedesco una sola strada: battere prima Schwartzman, mercoledì, nella sfida tra gli sconfitti della prima giornata; e poi fare la stessa cosa venerdì prossimo contro Novak Djokovic. E potrebbe anche non bastare.

Di contro Medvedev si mette ovviamente in una buona posizione: al comando con una vittoria in due set esattamente come Djokovic, il russo è alle spalle di Nole soltanto nel differenziale di due game (5 quelli concessi da Djokovic, 7 quelli da Medvedev). Sarà dunque un autentico spareggio quello col serbo; per un Gruppo Tokyo 1970 che pare però, dopo una sola giornata, aver dato precise indicazioni sulle proprie gerarchie.

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