Tanta confusione in Australia in merito ai 47 giocatori messi in isolamento, poi saliti a 72, e impossibilitati ad allenarsi perché sui loro voli charter sono stati riscontrati dei casi positivi. In questo senso, i tennisti hanno evidenziato una disparità di trattamento evidente tra le due bolle create dall’organizzazione, ovvero a Melbourne e ad Adelaide. Da questo punto di vista, il direttore del torneo dello Slam Craig Tiley ha risposto in un’intervista a Channel 9, emittente ufficiale dell’evento, in merito alle criticità descritte: “Al momento abbiamo 643 test negativi e purtroppo due positivi. Fin dal primo momento sapevamo che c’era questo tipo di rischio, con questa pandemia non possiamo mai dare nulla per scontato. Tutti coloro che sono venuti in Australia hanno dovuto fare un test negativo 72 ore prima dell’imbarco. Appena arrivati sono stati isolati fino a quando non fosse stato fatto un nuovo controllo, ma dobbiamo sempre mettere in conto che qualcosa di diverso possa accadere“, ha sottolineato Tiley.
Il direttore del torneo, dunque, ha affrontato direttamente la problematica: “Dispiace che 47 giocatori non possano allenarsi come gli altri, ma la decisione su questo tipo di situazione è stata presa dalle autorità sanitarie, che vogliono salvaguardare la salute di tutti. E’ una situazione difficile, dobbiamo fare il possibile per rendere questa situazione la più equa possibile per tutti i tennisti, soprattutto per quelli che sono isolati. La ragione principale per cui sono venuti prima del torneo è proprio per avere quel margine nel caso accadesse una cosa del genere. Se il risultato del test è positivo, ci sono ancora 8-9 giorni per prepararsi agli Australian Open. Ci concentreremo a lasciare attrezzature di allenamento per tutti i giocatori in modo che possano prepararsi correttamente nelle loro stanze e monitoreremo da vicino la situazione“.
In un contesto così complicato, il n.1 del mondo Novak Djokovic, che si trova ad Adelaide, si sarebbe comunque attivato per sostenere l’interesse di tutti i giocatori e favorire un trattamento giusto per la collettività. Stando a quanto riportato da puntodebreak.com, il serbo avrebbe inviato una lettera a Tiley per chiedere pari condizioni per tutti i tennisti che prenderanno parte al torneo. Di seguito alcune delle proposte:
Australian Open
Un positivo sul volo Doha-Melbourne: 72 giocatori in quarantena
17/01/2021 A 13:56
  • Attrezzature per l’allenamento in tutte le camere
  • Cibo adeguato
  • Ridurre i giorni di isolamento per i 47 giocatori isolati, effettuando un maggior numero di test e garantendo che tutti siano negativi
  • Autorizzare la visita del proprio allenatore o fisioterapista, purché entrambi abbiano superato il test
  • Far sì che il giocatore e l’allenatore alloggino nello stesso piano dell’hotel
  • Fare in modo che il maggior numero di giocatori abbiano in corrispondenza del proprio alloggio un campo su cui allenarsi
Queste sono le intenzioni manifestate dal balcanico, ma difficilmente saranno accolte proprio perché le decisioni prese da Tennis Australia sono legate a quelle dell’asset governativo, come chiarito dal citato Tiley.

Francesca Jones oltre il limite: dal no dei medici a Melbourne

Australian Open
Tennisti in quarantena? Spopolano gli allenamenti in camera
17/01/2021 A 10:59
Australian Open
Covid in aereo, 47 giocatori in isolamento a Melbourne
16/01/2021 A 08:38