Novak Djokovic conquista il 18° Slam della carriera, nove di questi nella sua città adottiva: Melbourne. La finale contro Daniil Medvedev dura solo un set, giocato ad alto livello da entrambi, per poi diventare la passerella del campione, un tennista in grado di sgretolare mentalmente i suoi avversari. Un destino toccato a tutti e il russo non si sottrae alla legge. Il Djoker si avvicina al record di major (20) condiviso da Roger Federer e Rafa Nadal. Per la concorrenza l'appuntamento è rimandato, ancora una volta. Djokovic l'aveva detto.

Djokovic sbaglia lo smash a rimbalzo, Medvedev rientra nel set

La Rod Laver Arena è casa sua e il numero 1 del mondo mette le cose in chiaro fin dall'inizio, con un break e il 3-0 che aveva caratterizzato anche le sue ultime tre finali australiane (Murray 2016, Nadal 2019 e Thiem 2020 le vittime). Medvedev restituisce al serbo il parziale di 12 punti a 3 assorbendo la velocità del Djoker e giocando profondo. Il campione mette, però, la freccia nel dodicesimo gioco, con un passante di rovescio mortifero quanto il dritto affossato in rete dal russo: 7-5.
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Djokovic, il passante è il punto più bello del 1° set

Medvedev trova il break in avvio di secondo set, ma è solo un'illusione contro il più forte giocatore in risposta di questa disciplina. Il contro-break viene seguito da un 4-1 dal sapore di sentenza con la testa di serie numero 4 che inizia a sbagliare decisamente troppo. Un crollo verticale a livello mentale contro chi fa della testa la sua principale qualità. Djokovic serve divinamente - per la gioia di coach Goran Ivanisevic in tribuna - e il primo 6-2 è il preludio all'apoteosi.

Medvedev spacca la racchetta: che frustrazione!

Medvedev ha due palle-break a inizio terzo parziale, Djokovic le cancella e allunga definitivamente. Il settimo gioco è l'ultimo tentativo di ribellione del russo a un destino già scritto. Il serbo suona la nona sinfonia in un'ora e 53 minuti respingendo l'assalto della generazione classe '90 esattamente come aveva predetto alla vigilia. Il Djoker si toglie perfino lo sfizio di chiudere con lo smash, l'unico colpo che l'ha tradito più volte nella sua favolosa carriera.

Djokovic, il match point è uno smash! L'apoteosi del serbo

Medvedev perde la seconda finale Slam su due (la prima agli US Open 2019 contro Nadal) uscendo però questa volta distrutto dal confronto mentale. Sarà comunque numero 3 del mondo da lunedì, pur vedendo interrotto il suo filotto di 20 partite vinte consecutivamente. Novak Djokovic si avvicina agli altri due totem della nobile arte ed è pronto al sorpasso su Roger Federer per il primato di settimane in vetta al ranking mondiale (saranno 311), cosa che accadrà il prossimo 8 marzo. Not too bad.

Djokovic, 18° Slam: tutto il meglio della finale in 3 minuti

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