Sanciti i primi quarti di finale nella parte alta del tabellone, il day 8 di Melbourne ha emesso verdetti anche per quanto riguarda la parte bassa. Avanti Collins, Cornet e Swiatek. Cadono Mertens, Halep e Cirstea. Qui di seguito la breve cronaca delle 3 partite.

Cirstea vende carissima la pelle, ma passa Swiatek

Una grande capacità di problem solving, come si direbbe in un colloquio di lavoro. Questa la caratteristica principale oggi di Iga Switaek, che riesce a uscire da un match tostissimo, in rimonta, contro Sorana Cirstea. La romena è una tennista che passa sempre sotto traccia, ma dal post-Covid in poi, se così possiamo definirlo – nel suo caso da US Open 2020 a oggi – Cirstea era riuscita a vincere 9 delle 14 partite giocate contro giocatrici Top20. Nomi del calibro di Konta, Bencic, Mertens, Kvitova, Andreescu, Azarenka e Pavlyuchenkova. E’ andata vicino in qualche modo anche a fare lo scalpo di Iga Swiatek, ma ha trovato nella polacca una giocatrice pronta a reagire. Dopo un primo set tiratissimo e concluso da Cirstea per 7-5, la romena è a lungo rimasta in scia, reagendo anche con il controbreak a inizio secondo set al vantaggio che si era presa subito la Swiatek. Poi però la polacca ha trovato il modo di disinnescare le traiettorie della romena, con una partita che dal 4-2 in poi del secondo set è girata a favore della Swiatek. La testa di serie n°7 chiude così per 5-7 6-3 6-3 centrando il primo quarto di finale in carriera all’Australian Open.
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Collins ribalta Mertens

Nel match d’apertura sul Centrale, uno dei più lottati del torneo, l’americana Danielle Collins ha prenotato il primo slot di giornata per i quarti di finale. La numero 27 del seeding ha firmato l’upset sulla numero 19 Elise Mertens in 2 ore e 51 minuti. Un 4-6 6-4 6-4 di rimonta, in cui la racchetta a stelle e strisce ha battagliato non solo con la belga (che ha imposto ben 8 ace nel match), ma soprattutto con se stessa (41 errori non forzati a fronte di 45 vincenti) e con un dolore alla schiena accentuatosi a partire dal secondo set.
Il fatto che l’americana abbia avviato la rimonta proprio in questo parziale è indicativo della supremazia tecnica riversata in campo: Collins ha mantenuto calma glaciale in qualsiasi fase del match tranne che a servizio (debole il 53% delle prime tenute in campo), riuscendo a insidiare la battuta della belga con ben 18 palle break nel match. Di certo, la sua condizione fisica sarà la variabile principale da monitorare in un matchup ostico contro Cornet.

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Una commovente Cornet vince il braccio di ferro con Halep

Sarà proprio la francese a sfidare la Collins: la favola da late bloomer di Alizé Cornet continua ai quarti di finale, dopo una vittoria di muscoli su una Simone Halep decisamente fuori fase. La 32enne sta giocando il suo miglior tennis, e il 6-4 3-6 6-4 finale è un attestato di solidità ed euforia allo stesso tempo. Certo, la Cornet non ha vinto solo col fisico: la francese passa in vantaggio due volte nel primo set, salvo poi farsi recuperare al game successivo dalla rumena. Ingiocabile per gran parte del match, Cornet ha messo in ginocchio la Halep grazie ad intensità e variazioni sorprendenti per il suo grado di ranking. Alla fine del 1° parziale, ad Halep trema il polso: un errore clamoroso a rete propizia il sorpasso decisivo della francese, che sigilla il 1° set sul 6-4.
Visibilmente accaldata e sofferente sulle gambe, la visione di Halep rischia di annebbiarsi irrimediabilmente nel secondo set: prima un suo break a freddo del primo game poi il ritorno di Cornet, che a un certo punto si trova per le mani la palla di un clamoroso 4-1. Ma proprio sul più bello, il fattore caldo decide di colpire anche la francese. L’effetto degli integratori permette ad Halep di sopravvivere e di sperare nella ribalta: la rumena infila 5 game consecutivi su una Cornet infragilita dalla fatica.

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Il terzo set è l’unico a giocarsi con armi pari: le due tenniste battagliano in duelli prolungati, dai quali la tignosa francese emerge vincitrice sulla lunga. Lo strattone decisivo arriva al settimo game, quando Cornet si guadagna una palla break con un chirurgico dritto lungolinea; Halep consegna il break colpendo il nastro, e da lì non riesce più a rialzarsi. Cornet approda per la prima volta in carriera al quarto di finale di uno Slam: era alla 63esima presenza in un major!

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Kaia Kanepi si salva nella bottega degli orrori

È iniziata come sfida di tennis muscolare fra due colpitrici che amano comandare lo scambio da fondo. Due giocatrici che per ragioni lontane d’età e d’attuale spessore di ranking non avevano niente da spartirsi oltre alla posta in gioco sull’altalena emotiva. La Kanepi, estone trentaseienne e vecchia frequentatrice dei quarti dappertutto, eccetto che qui. La Sabalenka, numero 2 WTA e semifinalista 2022 di Wimbledon e dello US Open, celebre a ventitré anni per le occasioni già sprecate.
Ultima oggi, dopo aver vinto di forza il primo set (nonostante 3 doppi falli solo nell’undicesimo game) e sprecato tutto il resto nei vuoti di tennis, con statistiche impietose fra colpe condivise dalla Kanepi: tipo sfondare la linea con 14 punti in battuta consecutivi nel terzo set prima d’uno psicodramma di palle break, contro-break e un doppio fallo su uno dei 4 match point.
Ebbene sì, dopo aver incontrato così facilmente la battuta della Sabalenka per un’ora nutrita da risposte vincenti, la Kanepi ha servito quattro volte il punto del match già nel decimo game prima di ritrovarsi a rincorrere un super tie-break… Che deve pur sbrigare le fittissime masse mentali d’una partita solamente illogica.
E nel super tie-break degli orrori arrivano il quindicesimo doppio fallo della Sabalenka e una risposta senza senso prima dell’ultima mezza rimonta bielorussa, da 2/5 a 6/5 e poi basta: chiudono prendendosi a pallate, nel senso di tirandosele addosso, e vince Kaia Kanepi 5-7 6-2 7-6 (7).
Una sciagurata, l’altra sopravvissuta: Kaia Kanepi torna per la settima volta, ma a distanza di 4 anni dall’ultima, ai quarti di finale di uno Slam. Nel mentre, allo scoccare della mezzanotte australiana, Taylor Fritz perde il quinto set contro uno Tsitsipas dimezzato, disastrando il suo ultimo turno di servizio. E come dice Riccardo Bisti in telecronaca, è stata a modo suo un’esperienza mistica.

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