Lorenzo Musetti alla Gazzetta: "Nel 2026 voglio essere più continuo e colmare la distanza con Sinner e Alcaraz. E Perlas può aiutarmi nella crescita"

TENNIS - In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Musetti fissa gli obiettivi per la nuova stagione e torna sui motivi che lo hanno spinto ad inserire nel team di coach Josè Perlas: "A breve termine la missione è raggiungere la seconda settimana già in Australia. Poi essere più continuo e colmare la distanza con Sinner e Alcaraz, finora sono sempre uscito battuto ma...".

Musetti: "Io tra Sinner e Alcaraz, l'obiettivo del 2026 sarà questo"

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Natale in famiglia a godersi insieme alla compagna Veronica, il calore dei suoi due figli Ludovico (2 anni e mezzo) e Leandro, il secondo genito nato il 29 novembre 2025, poi Lorenzo Musetti volerà ad Oriente per il 2026 che inizierà il 5 gennaio con l’ATP 250 di Hong Kong, tappa di avvicinamento per preparare al meglio l’Australian Open 2026 (LIVE ed in esclusiva dal 18 gennaio al 1 febbraio su Eurosport e Discovery +), il primo torneo dello Slam di un’annata in cui il carrarino sarà atteso al varco da tanti avversari. Già perché dopo un 2025 chiuso da numero 8 del mondo, confermarsi e perché no provare a migliorare ulteriormente la classifica diventa la missione principale per il classe 2002 che aspira a colmare il gap che lo separa dai due riferimenti del tennis mondiale, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner come ammette in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.
"È stato un anno ricco di prime volte che mi hanno reso orgoglioso e consapevole. Nei miei highlights inserirei sicuramente la finale di Montecarlo, le due semifinali di Roma e Madrid, il debutto in top 10, la prima semifinale a Roland Garros, i quarti all’US Open. Poi, anche se arrivata con un po’ di fatica, non posso non mettere l’approdo alle Finals. Peccato che fisicamente sia arrivato un po’ bollito ma le emozioni vissute a Torino sono state incredibili. L’urlo avvolgente del tifo in casa mi ha dato i brividi e mi ha permesso di andare anche oltre la fatica, quella stanchezza che ti prende le gambe e il cervello e che si supera solo con l’adrenalina. La vittoria su De Minaur è un ricordo che resterà sempre con me".
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La novità Perlas e come funzionerà la convivenza con Tartarini

"Come è maturata l’idea di affiancare Perlas a Tartarini? La volontà di aggiungere una figura alla squadra è nata nella settimana di Parigi, al Roland Garros. Venivo da un ottimo periodo, però sentivo l’esigenza di qualcosa di diverso, che potesse dare qualcosa di nuovo a me, a Simone, a tutto il team. Qualcuno che potesse portare esperienza: José da questo punto di vista ne ha parecchia. Sta andando tutto molto bene, il lavoro sta proseguendo e credo che ci stia dando tanti spunti per cercare di colmare un po’ il gap con i primi al mondo. Ci muoveremo tutti insieme in questi due mesi e poi si alterneranno Josè e Simone nel resto della stagione. Però questi due mesi, specialmente all’inizio, secondo me è molto importante che ci sia un lavoro congiunto. Per amalgamarci sempre di più".

L’obiettivo per il 2026 e cosa si attende dal primo Slam

"Nel 2026 l’obiettivo è essere sempre più continuo per colmare la distanza con i primi due. Durante la stagione ho avuto l’occasione di affrontare sia Sinner che Alcaraz e sono sempre uscito battuto. Ma l’importante è stato portare a casa informazioni, e io ho capito su cosa potrei crescere. A breve termine la missione è raggiungere la seconda settimana già in Australia: questo è un obiettivo di partenza. L’anno scorso ci ero andato vicino, poi avevo perso una partita che poteva girare diversamente e si sarebbe un po’ aperto il tabellone. E poi se tutto andrà come spero, giocare le Finals arrivandoci senza otto settimane di rincorsa per il mondo. Il tennis, come la vita, è fatto di episodi".
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L’attenzione dei media crescente e gli impegni con la Nazionale

"Non è il primo anno che faccio buoni risultati ma sicuramente c’è stata molta più visibilità. Anche il fatto di essere stato l’atleta più cercato su Google è una cosa che mi ha sorpreso positivamente: sono contento che ci siano stati così tanti tifosi e appassionati dello sport in generale che abbiano ricercato il mio nome. Quello sì, è stato un bel passo avanti. Se nel 2026 c’è l’azzurro fra i miei programmi? Certo. Mi è dispiaciuto rinunciare alle Finals di Bologna ma sono stato il primo tifoso davanti alla tv mentre i miei compagni si giocavano l’Insalatiera. In futuro spero di essere protagonista e ritagliarmi quel ruolo decisivo in azzurro, che ancora non sono riuscito ad avere fino in fondo".
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