Un fiume in piena, un treno in corsa, un'esplosione di energia. Tutto questo e tanto altro per descrivere lo strabiliante momento che sta vivendo Leylah Annie Fernandez, fresca neo-semifinalista agli US Open. Già, perchè la 19enne nata a Montreal continua ad incantare New York facendo girare sempre più teste verso il suo tennis. Per testimonianze dirette chiedere a Elina Svitolina, l'ultima a cadere sotto i colpi della canadese, che dopo aver eliminato Konjuh, Kanepi, Osaka e Kerber si prende un altro prestigioso scalpo al termine di una battaglia durata 2 ore e 24 minuti e chiusa col punteggio di 6-3 3-6 7-6(5).

Fernandez cade in lacrime, è semifinale! Rivivi il tie-break

Due istantanee per fotografare la sua quinta serata di gloria a Flushing Meadows: il dritto lungolinea, già colpo di culto e fonte inesauribile di punti e quel pugnetto stretto al cielo newyorkese, per esultare dopo ogni 15 sotto gli occhi in un Arthur Ashe estasiato. Leylah vince di colpi, ma anche di nervi una sfida che Svitolina ha contribuito a rendere appassionante. Brava l'ucraina a reagire dopo aver perso un primo set in cui la differenza era stata più netta di quanto avesse raccontato il punteggio; ancor più capace nel minare le sicurezze della giovane avversaria, ritrovare aggressività e mettere in saccoccia il secondo parziale sotto gli occhi attenti del marito Gael Monfils; formidabile, infine, nel riaprire un match che nel terzo set sembrava dovesse finire prima del tempo a casa Fernandez.
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Fernandez: "Boom del tennis canadese? Sarà lo sciroppo d'acero..."

Sì, perchè nel parziale decisivo è proprio la canadese ad allungare due volte, tornando a spingere come nei momenti migliori del primo set. Svitolina ha il merito di non mollare mai. Controbreak immediato dopo 1-3 e soprattutto sul 3-5, quando Fernandez serve per l'incontro. Qui l'ucraina si fa aggressiva come non mai nella partita e rimette tutto in discussione dopo oltre due ore di gioco. Un match dalla mostruosa intensità, di scambi devastanti e interminabili, di muscoli, bordate e ribaltoni si decide così al tiebreak. Fernandez scappa ancora via (4-1), Svitolina rientra per l'ultima volta (4-4). Poi è tripudio canadese: ennesimo dritto lungolinea, con benedizione del nastro, e risposta lunga di Svitolina. Leylah non si ferma più.

Per Fernandez semifinale con Sabalenka

Fernandez che non può certo rilassarsi ora, con un tabellone che dal primo turno alla semifinale le ha messo di fronte ostacoli tostissimo. Il prossimo sarà un altro banco di prova di un certo spessore: la testa di serie n°2 del torneo, Aryna Sabalenka. Nella notte infatti la bielorussa ha spazzato via la “resistenza” – virgolettato d’obbligo – di una Krejcikova a tratti irriconoscibile. La ceca infatti si è approcciata al primo set con due pessime caratteristiche: non mettere una prima in campo; non mettere una risposta in campo. Difficile fare così contro ‘pungiball’ Sabalenka, che ha chiaramente colpito a tutta sulle seconde della ceca e si è fatta forza prendendosi i giusti rischi al servizio. Una ‘modalità’ tennistica di Krejcikova che non ha regalato una partita di conseguenza equilibrata. Almeno per un set e mezzo. Un 6-1, 2-0 che ha permesso a Sabalenka di costruirsi il cuscinetto di sicurezza di questo match. Quando la ceca ha infatti provato a mettersi un po’ di più in partita, era ormai troppo tardi. 6-1 6-4 il finale con la Sabalenka così a sfidare le ambizioni della stellina Fernandez.

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