Lo spettacolo, prima del risultato. Se ci fosse una fotografia del Fognini tennista, sarebbe stata spesso questa nel corso della sua lunga carriera. Colpi in grado di esaltare il pubblico, momenti di grande tennis; ma spesso, poi, alla fine, gli avversari a prendersi il passaggio del turno. Almeno nei momenti più importanti dei tornei dello slam.
E’ stato così anche oggi, dove per due orette e mezza su tre Fognini se l’è giocata alla pari contro Andrey Rublev, regalando al pubblico un match dall’alto contenuto tecnico e spettacolare. Poi, però, come nei 5 precedenti in carriera, si è dovuto arrendere ancora al 3° turno: con la seconda settimana che resta un tabù in quel di Wimbledon.
Peccato. Perché la differenza, sul campo, non è sembrata poi molta. O meglio: non lo è stata quando si è iniziato a scambiare. La discriminante infatti, ancora una volta, è arrivata al servizio: in troppi momenti Rublev si è levato d’impaccio grazie alla battuta; mentre Fabio, questa capacità, non l’ha (quasi) mai avuta.
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Andrey Rublev

Credit Foto Getty Images

E’ girato così un match molto equilibrato, in cui gli unici momenti di reale ‘gap’ sono stati il finale di primo set e il finale di partita. Fognini, nel primo parziale, aveva avuto le occasioni migliori: 4 palle break spalmate in due game che non era riuscito a sfruttate. Subìto il break, dunque, aveva leggermente staccato la spina, con i 12 punti a 2 di parziale degli ultimi 3 giochi che avevano consegnato al russo il primo set.
Poi, però, la reazione. Per giunta in un momento di difficoltà. Sotto 2-4 anche nel secondo, il ligure era riuscito a rientrare nella partita, insinuando qualche tarlo nella testa di un Rublev fin lì lanciato a tutta. Il parziale di 3 giochi consecutivi per rientro e sorpasso; un set point già sul 5-4; il tutto prima dello splendido 12° game, costruito da 3 fantastiche soluzioni vincenti che riportavano la partita sul più bello.
E’ stato così il terzo set a fare da spartiacque; con quel servizio sottolineato qualche riga più sopra a fare da discriminante tra gli applausi per un buon match e il pass per la seconda settimana. Con un Fognini che sembrava lanciato sulle ali dell’entusiasmo, Rublev si è in più occasioni salvato grazie alla sua prima. Cosa che Fognini non è riuscito a fare sulle prime chance di break dell’avversario. Rublev si è così preso l’allungo alla prima opportunità buona e l’ha tenuto fino al 6-4 finale; e questo nonostante un ultimo game in cui Fabio è arrivato alle effettive chance di controbreak, non sfruttate anche per un pizzico di sfortuna, prima che il russo poi effettivamente mettesse la freccia.
E così, al quarto, l’equilibrio non è durato poi molto. Tre game, prima che Rublev prendesse nuovamente il largo grazie al suo tennis sempre aggressivo – un leitmotif sulla seconda di Fabio – e in grado di rubare il tempo alla costruzione del punto di Fognini. Morale della favola, Fabio, si è dovuto accontentare degli applausi del pubblico per 3 ore di gradevolissimo spettacolo offerto e dell’abbraccio di consolazione del proprio avversario a fine partita. Passa, alla fine, il giocatore semplicemente più “completo”. Peccato. Ma all’Italia restano altre due cartucce: Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini.

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