Il finale di gara-2 è stato antologico. Quello di gara-3 demoralizzante per la grande chance fuggita via a dispetto del -12 conclusivo. Quello di gara-4, se possibile, ancora più frustrante. Perché maturato, in fotocopia, a quello di 48 ore prima. Tra il sogno e l'inferno ballano cinque minuti e ventisei secondi. Il tempo che corre dai tiri liberi di Sergio Rodriguez per il +4 (64-68) alla rasoiata dal mezzo angolo di Gigi Datome sull'ultimo possesso della partita, per un ininfluente -3 a 9" dalla sirena. Nel mezzo, una lunga serie di errori, palle perse, ferri scheggiati. Milano, sul più bello, si blocca ancora. Falciata dalle assenze. Schiacciata dalla pressione mentale di una partita senza domani. Spenta da fatica e stanchezza che annebbiano i suoi veterani. Ma anche tremante e insicura davanti al bersaglio grosso. Come una grande squadra non dovrebbe essere.
Il 13-12 del quarto periodo fa gridare di rabbia. Così come i 27 punti complessivi dell'intero secondo tempo. E, se vogliamo andare oltre, i 38 che si raggiungono aggiungendo anche gli 11 di un primo periodo striminzito. Numeri che contrastano con l'exploit da 32 del secondo quarto. Una vampata improvvisa nel buio di Istanbul che permette all'Olimpia di mangiare uno svantaggio in doppia cifra e di presentarsi all'intervallo lungo con la testa avanti, anche se in misura minima (42-43). Una vampata che dà la chiara e netta impressione che, nonostante una serie di sfortune irripetibili, Milano abbia concrete chance di forzare gara-5. Impressione ribadita da uno stordente 14-0 costruito tra i due periodi conclusivi, ancora una volta in risposta a un deficit di 10 punti. Ma che si trasforma in mistero inspiegabile in un finale, ancora una volta, impossibile da consolidare.

L'Anadolu Efes Istanbul festeggia la vittoria in gara-4 dei playoff contro l'AX Armani Exchange Milano che vale la qualificazione alla Final Four, Eurolega 2021-22

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Eurolega
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Shavon Shields, eroe di gara-2, appassisce in una partita nervosa e viziata da tanti errori. Ultimo, la tripla che scheggia appena il primo ferro per il possibile pareggio a 12" dalla sirena. L'Efes lo ingarbuglia con una difesa attenta, pronta a riempire l'area togliendogli le sue zone preferite d'azione nel mid-range. E a Sergio Rodriguez, spremuto per altri 22 minuti su una gamba sola con una straordinaria dedizione alla causa, mancano in maniera evidente quella brillantezza e quei colpi di genio che possono scaturire dalle sue mani soltanto quando il fisico è vicino al 100%.
Così, Milano si deve aggrappare con continuità all'uomo meno atteso. Dopo i 136 secondi di puro cameo di gara-3, Gigi Datome sembra un giocatore rinato. Spinto da un fuoco sacro che le grandi notti di Istanbul gli accendono sempre nel cuore. È una sentenza. Per importanza e tempismo dei (tanti) canestri realizzati. Chiuderà con 21 punti, suo massimo in una stagione in cui aveva registrato, prima d'ora, soltanto altre otto doppie cifre. Al suo fianco, troneggia l'altro "grande vecchio". Kyle Hines gioca una partita commovente, lottando come un leone che non vuole abdicare sotto entrambi i canestri. Il suo box-score riporta una doppia-doppia da 10 punti e 12 rimbalzi, 8 dei quali offensivi, suo massimo in carriera. Un massimo toccato a 35 anni abbondanti di età.

Gigi Datome al tiro contro Vasilije Micic in gara-4 dei playoff tra Anadolu Efes Istanbul e AX Armani Exchange Milano, Eurolega 2021-22

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Ma la mancanza di gioco interno con un vero punto di riferimento in post-basso e le difficoltà nel rompere la prima linea di una difesa attenta, pronta a riempire l'area con gli ottimi lavori tattici dei lunghi, rendono l'Olimpia poco aggressiva. Quasi monotematica sulla lunga distanza. Il tiro pesante torna a essere l'arma principale. Un'arma di cui si vive e si muore, ballando sulla roulette russa delle percentuali (9/32, 28% alla fine).
L'Efes si adatta alla partita e all'avversario, come fatto in tutte le partite della serie. Il sistema difensivo è super-solido se confrontato alle maglie blande della regular-season. E questo è già sufficiente per depotenziare una Milano dall'attacco claudicante. Il gioco dei campioni d'Europa non brilla. Le assenze di Kruno Simon e Rodrigue Beaubois costringono coach Ergin Ataman ad andare all-in sull'alternanza delle invenzioni dal palleggio di Vasilije Micic (20 punti, 4 assist) e Shane Larkin (7 assist, 8 falli subiti, ma 8 punti con 1/9 dal campo).
La variabile impazzita, come in gara-3, è ancora Tibor Pleiss, vero MVP della serata. I suoi 221 cm proteggono il verniciato come il miglior Walter Tavares per il Real Madrid. Ma, soprattutto, domina con la sua bidimensionalità. Il tedescone non sbaglia un colpo, trasformandosi in macchina da canestri letale per la difesa biancorossa sui raddoppi e gli aiuti mandati per ostacolare Micic e Larkin. Spara 25 punti (season-high) in oltre 33 minuti straordinari, con 5/6 da due, 3/3 dall'arco e 6/6 in lunetta. Troppo per questa Olimpia senza Nik Melli e Dinos Mitoglou.

Anadolu Efes Istanbul - AX Armani Exchange Milano 75-70

  • Efes: Larkin 8, Micic 20, Bryant 6, Moerman 4, Pleiss 25; Singleton 3, Tuncer 2, Anderson 5, Dunston 2. N.e.: Petrusev, Gazi, Beaubois. All.: Ataman.
  • Milano: Rodriguez 7, Hall 9, Shields 8, Bentil 6, Hines 10; Grant, Tarczewski 4, Ricci 5, Datome 21. N.e.: Baldasso, Biligha, Daniels. All.: Messina.
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