La sconfitta in overtime contro la Francia vice-campione olimpica ha fermato ai quarti di finale il cammino dell'Italia a Eurobasket 2022. È stato un ko doloroso per il modo in cui è maturato, specialmente se rapportato all'impresa contro la Serbia di tre giorni prima. Ma, come lo scorso agosto alle Olimpiadi di Tokyo, gli Azzurri ci lasciano con una valigia colma di ricordi indelebili. Proviamo a trasformarli in valutazioni.
#0 Marco Spissu 7.5 - Una prima fase complessa, in cui sembra soffrire per mancanza di fisicità ed esperienza. Poi due partite pazzesche contro Serbia e Francia, in cui reincarna sul parquet le sembianze del suo grande mentore, Gianmarco Pozzecco. Giocate folli e geniali, che raccontano di un giocatore ormai maturatissimo dopo la sua prima annata in Eurolega.
Europei
Il sogno dell'Italia si spegne 93-85 in overtime: Francia in semifinale
14/09/2022 ALLE 17:23
#1 Nico Mannion 6 - L'anno scorso, a Tokyo, era andato oltre qualsiasi aspettativa. Oggi, dopo una stagione difficile con la Virtus, fatica a ritrovare i suoi vecchi guizzi. Inizia da sesto uomo di lusso, leader offensivo del secondo quintetto per tamponare l'assenza di Gallinari. Finisce come terzo playmaker, scalzato da Pajola e limitato a sprazzi per chiudere i quarti. L'1/21 da tre fa male.
#6 Paul Biligha 6.5 - In campo per qualche manciata di minuti a partita, ma sempre pronto a mettere fisico, intensità, atletismo e qualità difensiva. Una presenza fondamentale nel substrato meno visibile del gruppo.
#7 Stefano Tonut 6 - A livello fisico e caratteriale è irreprensibile. Mette tutto quello che ha. In ogni azione. Sputando sangue. Ma, tolto l'exploit nel finale contro la Grecia, manca la dimensione realizzativa, quel supporto che può dare ai veterani con la sua duttilità come tiratore, penetratore e costruttore di gioco. 4/20 da tre.
#9 Nicolò Melli 9 - Gianmarco Pozzecco lo ritrae come una star. Allo stesso livello di Jokic, Doncic e Antetokounmpo. E non sono parole di circostanza. Sono parole che rispecchiano un torneo giocato da leader su entrambi i lati del campo. Marmoreo in difesa. Impeccabile nelle letture. Produttivo in attacco. Intelligenza, carisma e qualità impareggiabili. Giocatore unico.
#13 Simone Fontecchio 8.5 - Senza quello 0/2 in lunetta contro la Francia sarebbe stato da 10. Vero MVP del torneo. Ma, nel complesso, conferma quanto già visto lo scorso anno a Tokyo, palcoscenico della sua esplosione a livello internazionale. Ormai è una star fatta e finita del basket europeo, pronta a lanciarsi nella sua personalissima avventura in NBA. Difesa, attacco, atletismo, tiro da tre, penetrazione, letture. #Simofonte ha tutto.
#16 Amedeo Tessitori 6 - Il suo profilo da big-man puro non si incastra con gli equilibri di una squadra dinamica, versatile e leggera. In questo Eurobasket non ci sarebbe dovuto essere. Lo sa. Si mette a disposizione. Gioca poco, pochissimo. Senza fiatare. Professionista esemplare.
#17 Giampaolo Ricci 7 - Lanciato come primo cambio nel front-court dopo l'infortunio di Gallinari, con un ruolo e un'importanza nel sistema molto più pesanti di quelle previste. Risponde da veterano consumato, quale ormai è dopo l'ultimo anno di crescita ed esperienza fra Tokyo e il debutto in Eurolega con Milano. Lotta, combatte, difende, ci mette la faccia, e anche qualche canestro estemporaneo. Chapeau.
#25 Tommaso Baldasso 6 - Dodicesimo uomo oggi. Ma potenzialmente importante nel prossimo futuro. Bagna la sua prima grande esperienza in Nazionale con un paio di comparsate in garbage-time, ma lo fa con la faccia tosta di chi tiene a questa maglia come pochi altri al mondo.
#33 Achille Polonara 8 - Una sicurezza fatta e finita. Un top-player europeo. Se la caratteristica primaria del basket moderno è la versatilità, Polonara la incarna come pochissimi nel suo ruolo. Giocatore all-around impressionante: rimbalzi, difesa, atletismo, lavoro vicino al ferro, triple, carattere. Ad Aki, ormai, non manca più nulla. La Serbia se lo ricorderà a lungo...
#54 Alessandro Pajola 7 - L'uomo perfetto per incrinare le sicurezze di qualsiasi allenatore. Lasciato sul fondo della panchina nelle prime tre gare, ha il merito di convincere coach Pozzecco a trasformarlo nella prima opzione sul perimetro dalla panchina. Lo fa a modo suo, portando in campo quella dose incalcolabile di energia, passione, grinta, difesa e fisicità. Non segna, è vero (1 solo punto tra Serbia e Francia), ma la sua capacità di distruggere il gioco e le star avversarie è senza eguali.
#70 Luigi Datome 7 - Il fisico non gli permette più un utilizzo prolungato come un tempo. Deve esprimersi e colpire a folate, con minutaggio concentrato. Essere il classico microwave d'esperienza in uscita dalla panchina, pronto a piazzare il graffio decisivo quando serve. Senatore in panchina, cinico e cecchino sul parquet. Gigi non sbaglia.
All. Gianmarco Pozzecco 9 - Geniale e intuitivo, empatico e psicologo, istrionico e folle. Il Poz è tutto questo, e anche più. Un mix esplosivo di qualità e caratteristiche profonde, ma anche controverse e discordanti. Eppure, in un'Italia senza megastar a roster, è lui la vera stella. Nessuno sa rapportarsi con i giocatori come lui. Costruire legami personali forti e veri. Insistere su quel concetto di gruppo diventato ormai l'arma primaria della nostra Nazionale. C'è chi lo definisce un clown. Per noi, è un artista unico.

Pozzecco: "Amo i giocatori stravaganti. Basta che siano forti..."

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