Undici volte consecutive tra le prime quattro d'Europa. Sette in finale. Tre gli ori già messi in bacheca, e potrebbero diventare quattro in caso di successo sulla Francia domenica sera, remake della finale vinta nel 2011. La Spagna giocherà la sua decima finale nella storia degli Europei, la quinta negli ultimi sette anni. Numeri che evidenziano, nella loro semplicità e naturalezza, un vero e proprio dominio nella storia recente. Gli anni passano, le generazioni si susseguono, ma la Roja resta una costante nell'elite della pallacanestro europea. Anzi. La Spagna, Rudy Fernandez e Sergio Scariolo.
La vittoria che silenzia la Mercedes-Benz Arena, pronta a festeggiare il colpaccio casalingo, porta la firma tattica del coach della Virtus Bologna, geniale nel neutralizzare un devastante Dennis Schröder (30+8 assist) utilizzando a ripetizione la difesa box-and-one negli ultimi 12 minuti di partita. Il mastino scelto è Alberto Diaz. Rabbioso, eroico. Lo insegue, faccia-a-faccia sugli interi 28 metri. E il parziale-lampo iniziale di 7-0 con cui la Germania sembra deridere la difesa mista avversaria non intacca l'animo della Roja. Si lavora sul lungo periodo. E il cronometro darà ragione a Scariolo.
Europei
La Francia tritura la Polonia 95-54, terza finale negli ultimi 11 anni
16/09/2022 ALLE 17:21
Mentre il nervosismo fagocita lentamente la stella tedesca, la Spagna torna ad esprimere un basket offensivo guizzante, lo stesso con cui sembrava poter indirizzare rapidamente la partita in un primo quarto e mezzo sfolgorante. L'artista di riferimento è Lorenzo Brown. Già mattatore della Lituania negli ottavi di finale, il neo-acquisto del Maccabi Tel Aviv spacca la prima linea difensiva avversaria con letture splendide dal palleggio. Finirà con 29 punti e 6 assist. Letale. Al suo fianco esplodono gli Hernangomez, pronti a mostrare i muscoli quando si alza al massimo il livello di fisicità e intensità. Willy è un martello in vernice (16+4 rimbalzi). Juancho si scalda col trascorrere dei minuti, ma il suo eclettismo è tremendo (13, 6/10 al tiro). E, dalla panchina, Usman Garuba si trasforma nel giocatore-totale per eccellenza. I 4 punti sono un accessorio. La sua partita si traduce soprattutto nei 7 assist con cui dà una seconda dimensione all'attacco di Scariolo, fungendo da creatore di gioco aggiunto con scelte e visioni di passaggio da playmaker purissimo.
La Germania si perde nella sua eccessiva dipendenza da Schröder, incapace di trovare un'alternativa allo stop della sua prima punta offensiva. Daniel Theis (10) scompare dopo un buon inizio. Franz Wagner (15 dalla panchina) non ha ancora carattere ed esperienza per essere decisivo nei momenti topici. Andreas Obst (15 con 5/8 dall'arco) viene soffocato dopo un secondo periodo da cecchino imperiale. Nick Weiler-Babb si spreme in compiti essenzialmente difensivi. E Maodo Lo (9), mai in partita, non incide mostrando segni evidenti di incompatibilità sul perimetro con Schröder.

Spagna-Germania 96-91

  • Spagna: Brown 29, J. Fernandez, W. Hernangomez 16, Lopez-Arostegui 7, Pradilla 4; Brizuela 5, Diaz 10, R. Fernandez 6, Garuba 4, J. Hernangomez 13, Saiz 2. N.e.: Parra. All.: Scariolo.
  • Germania: Obst 15, Schröder 30, Theis 10, Voigtmann 2, Wagner 15; Giffey, Lo 9, Thiemann 2, Weiler-Babb 4, Wohlfarth-Bottermann. N.e.: Sengfelder, Hollatz. All.: Herbert.

Pozzecco, la mia Nazionale: da giocatore a CT una vita in azzurro

Basket
Scariolo: "Gruppo batte talento: siamo stati più squadra degli altri"
21/09/2022 ALLE 15:04
Europei
Il capolavoro di Sergio Scariolo: vincere attraverso due generazioni
19/09/2022 ALLE 15:36