Per molti dovevano essere delle NBA Finals in tono minore, con due squadre senza blasone e senza quelle star planetarie alla LeBron James, Kevin Durant o Stephen Curry del caso... Invece si stanno rivelando delle finali bellissime, incerte e spettacolari, e gara 5 ha rispettato ancora una volta le attese, un turbillon di emozioni e "strappi" che al suono dell'ultima sirena hanno visto prevalere i Milwaukee Bucks, bravi e capaci di far saltare il fattore campo per la prima volta in queste Finals. E chi lo avrebbe mai detto dopo un primo quarto da 37-21 in cui i padroni di casa hanno segnato qualsiasi cosa (11 canestri di fila ad un certo punto) e avrebbero potuto far canestro anche di tacco, bendati, da metà campo... Ma questo è il basket, queste sono le Finals, tra le più belle degli ultimi anni, e se Dio vuole non sono ancora finite.

Finalmente Jrue Holiday: Milwaukee vola coi Big Three

Le critiche non era mancate, dopo le prime due partite c'era addirittura chi rimpiangeva lo scambio con Eric Bledsoe, la scorsa notte però Jrue Holiday ha cambiato letteralmente marcia e ha dimostrato perchè è una delle guardie più apprezzate dell'intera NBA e perchè Milwaukee lo abbia blindati con un contratto da quasi 140 milioni di dollari per i prossimi 4 anni!
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In gara 5 l'ex Pelicans è stato semplicemente sontuoso: 27 punti con 12 su 20 al tiro, 4 rimbalzi, 13 assist, 3 rubate e appena 2 palle perse, senza dimenticare l'enorme difesa su Chris Paul e Devin Booker a tratti, roba che non va nel box score. La fiducia con cui Holiday ha aggredito da subito la partita fa capire che razza di giocatore sia, bravissimo a capire l'importanza del match e ad alzare un livello che comunque era già eccellente, al netto di percentuali non positive (veniva da una gara 4 da 4 su 20 e 0 su 5 da tre, oltre all'11 su 35 delle due sfide di Phoenix a inizio serie).
Sugli spalti, per gara 5, c'erano i suoi genitori, papà Shawn e mamma Toya, e Jrue parla così a fine partita: "Mio padre pensa che sono il migliore al mondo, crede che io possa fare qualsiasi cosa, giocare 48 minuti, senza mai uscire e prendermi una pausa, continuando a essere aggressivo".
E poi quella giocata decisiva alla fine, uno dei tre recuperi, quello che potrebbe valere addirittura il titolo, il furto a Devin Booker sul 120-119 che ha portato all'alley-oop con la schiacciata irreale di Giannis Antetokounmpo, una "Gioconda" che va dritta nella storia delle Finals NBA. "Onestamente è stata una grande difesa di squadra. Sapevamo che quel tiro lo avrebbe preso Booker e sapevamo che dovevamo difendere forte contro di lui, lo abbiamo forzato a girarsi e io ero lì. Semplicemente mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto", ha raccontato Jrue con la solita modestia dopo aver citato anche l'ottimo lavoro fatto prima da Tucker e poi da Giannis in rotazione.
Molto più schietto Pat Connaughton, ancora una volta molto efficace con 14 punti, 6 rimbalzi e 4 bombe: "Una giocata da primo quintetto difensivo NBA, anzi, da difensore dell'anno". Opinione che ci sta assolutamente, avallata anche dai numeri: per Second Spectrum, in 268 possessi in cui Holiday ha difeso direttamente su Paul e Booker, li ha tenuti a 22 punti su 100 possessi di media, mentre contro gli Bucks le due stelle di Pheonix stanno viaggiando a quasi 40 punti per 100 possessi, quasi il doppio!
Holiday, ma anche Giannis e Middleton: 32 punti, 9 rimbalzi, 6 assist e 0 perse per il greco, 29 punti, 7 rimbalzi, 5 assist con 12 su 23 al tiro per Khris. Sono il quinto trio nella storia delle Finals a firmare una gara da almeno 25 punti col 50% al tiro: gli ultimi furono Kareem, Worthy e Magic Johnson nel 1985! Inoltre la rimonta da -16 del primo quarto è la seconda più grande nella storia delle Finals dopo quella dei Celtics da -21 contro i Lakers nel 2008.

Booker e i Suns: la gara dei rimpianti

Terza sconfitta di fila in queste Finals per i Suns che ora vedono l'inerzia andare totalmente dalla parte di Milwaukee. Dopo il primo periodo sembrava tutto in discesa e invece Phoenix deve incassare una delusione cocente, anche perchè nel quarto periodo era riuscita a ritornare da -14 a -1, e aveva anche la palla in mano per il sorpasso con Devin Booker, purtroppo scippato da Holiday.
Un peccato perchè il figlio di Melvin è stato ancora una volta pazzesco: dopo i 42 punti di gara 4, la scorsa notte ne ha messi 40 con 17 su 33 al tiro, ma non sono bastati, ed è diventato suo malgrado il quinto giocatore a segnare due quarantelli di fila nei playoff e a perdere (dopo Jordan, Magic, West e LeBron), soprattutto è il primo a firmare questo record negativo alle Finals.
Più in generale Phoenix si è dovuta arrendere contro dei Bucks troppo più performanti perchè i numeri dicono che la squadra di Monty Williams ha fatto tutt'altro che male: i Suns sono infatti la prima squadra nella storia playoff ad aver perso una partita tirando con almeno il 55% dal campo e il 60% dall'arco di squadra, inoltre hanno perso per la prima volta in questa post season dopo aver avuto un margine in doppia cifra (13-0 prima di stanotte).
Ora Phoenix è con le spalle al muro, anche perchè le statistiche danno ovviamente favorita Milwaukee: infatti le squadre sotto 3-2 nel punteggio alle NBA Finals hanno poi conquistato il titolo nel 19.6% dei casi (9-37 il record). Negli ultimi 25 anni ci sono riusciti soltanto i Lakers nel 2010 contro Boston, i Miami Heat nel 2013 contro gli Spurs e i Cleveland Cavaliers nel 2016, da 1-3 contro i Warriors. Nella notte tra martedì e mercoledì ci sarà gara 6 al Fiserv Forum: sarà titolo per i Bucks oppure i Suns avranno la forza di riportare il carrozzone in Arizona?

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