Virtus Segafredo Bologna - UNAHOTELS Reggio Emilia 67-77

A cura di Marco Arcari. Era da quasi 5 anni che Reggio Emilia non espugnava il parquet della Virtus Bologna (ultimo successo reggiano il 3 gennaio 2016, peraltro con punteggio finale identico a quello di oggi). Ci riesce oggi, con una prova corale molto convincente e con tante individualità in evidenza, ma soprattutto confermandosi come squadra rivelazione di questo inizio di LBA 2020-21. Coach Antimo Martino stupisce fin dall’inizio, lanciando Federico Bonacini, guardia classe 1999, in quintetto titolare, così come sorprende Giampaolo Ricci, autore del 7-0 che apre il match. Reggio Emilia si sblocca solamente dopo oltre 3’, ma quasi contemporaneamente lo show di Ricci (12 punti con 5/5 al tiro) ha già lanciato la Virtus sul +14 (18-4) a metà 1° quarto. Gli ospiti, dopo 5 bombe sbagliate consecutivamente, si sbloccano con la coppia Taylor-Kyzlink e, beneficiando anche dell’ingresso di Filippo Baldi Rossi (ex di turno), riescono ad accorciare le distanze (18-12). I padroni di casa si affidano a Milos Teodosic e al gioco interno, con Vince Hunter capace di bruciare la sirena del quarto col canestro che vale il 24-18.

Serie A
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18/10/2020 A 11:56

Milos Teodosic è un mago, che finta e che assist per Gamble!

Baldi Rossi diventa il tuttofare biancorosso, lavorando bene a rimbalzo offensivo e risultando anche ottimo rifinitore, e trascina gli ospiti al -5 (29-24) al 14’ di gioco. È però la bomba di Brandon Taylor a impensierire ulteriormente coach Djordjevic, il quale ricorre prontamente al timeout per evitare danni ben peggiori del -2 avversario (31-29). La difesa a zona 2-3 di Reggio Emilia continua a mettere in crisi l’attacco bianconero, ma è ancora Taylor (8 nel 2° quarto) a lanciare la UNAHOTELS al primo vantaggio (38-39) quando mancano 120 secondi al termine del 1° tempo. Nei giri di lancette restanti, la formazione di coach Martino riesce a mantenere il vantaggio nonostante le giocate di Teodosic e così all’intervallo lungo è 42-44.

Joshua Bostic mette k.o. la Virtus Bologna con un 10-0 tutto personale

Ricci, letteralmente incontenibile nei primi 20’ di sfida, inaugura anche la ripresa, mentre Taylor continua a bombardare da oltre l’arco dei 6.75 (arrivando a un sontuoso 4/5). Col passare del tempo aumentano gli errori, sia in spot-up shooting sia nelle penetrazioni, da parte di entrambe le squadre, ma Reggio Emilia sembra averne di più, specie nell’intercettare palle vaganti. La Segafredo lascia sui ferri avversari qualche libero di troppo e fatica molto a trovare punti su azione, rimanendo a secco per oltre 3 minuti e mezzo. Proprio dalla lunetta, i padroni di casa riescono però a rimontare il provvisorio -4, fino al buzzer da 3 di Josh Adams che chiude il 3° quarto sul 57-56. Lo stesso Adams prova a non far rimpiangere i due play serbi della Virtus, entrambi sicuramente non alla miglior prova in carriera, ma sbaglia un po’ troppo dalla distanza. Non sbaglia invece Joshua Bostic, il quale piazza un gioco da 4 punti e poi altre 2 triple in successione, per un break personale di 0-10 che lancia Reggio sul +11 (59-70) a 4’ dalla fine dei tempi regolamentari. La sfida si chiude con l’espulsione, per veementi proteste, di Teodosic, e col 2 k.o. casalingo consecutivo delle V-Nere. MVP Bostic, per quel parziale tutto personale che sostanzialmente decide la sfida, ma ottimi anche Baldi Rossi (18 e 7 rimbalzi) e Taylor (19 con 5 assist). A Bologna non basta un Ricci in grande spolvero (18).

  • Virtus Bologna: Tessitori 4, Abass 4, Pajola, Alibegovic 7, Markovic 0, Ricci 18, Adams 6, Hunter 4, Weems 2, Nikolic n.e., Teodosic 9, Gamble 13. All. Djordjevic.
  • Reggio Emilia: Bostic 17, Candi 7, Baldi Rossi 18, Porfilio n.e., Taylor 19, Giannini n.e., Elegar 3, Johnson 3, Bonacini, Diouf, Blums, Kyzlink 10. All. Martino.

Highlights: Virtus Bologna-Reggio Emilia 67-77

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AX Armani Exchange Milano-Virtus Roma 93-71

Di Daniele Fantini. A meno di 48 ore dalla grande impresa contro il Real Madrid, l'Olimpia torna in campo per risolvere in maniera agevole la questione Virtus Roma e mantenersi, ancora imbattuta, in vetta alla classifica con un record di 4-0. La partita vera dura una manciata di minuti, il tempo necessario a Milano per scavare un break importante già nel primo periodo grazie a una difesa attenta, concentrata, fisica e a un attacco che scorre in maniera fluida con grande alternanza di protagonisti (53% da due, 50% da tre con 11/22): coach Ettore Messina utilizza rotazioni molto ampie per risparmiare i veterani Rodriguez, Datome e Hines, ma ottiene risposte molto positive dal resto del gruppo, capace di mantenere il piede sull'acceleratore per tre quarti abbondanti e toccare anche il +34 (81-47) prima di accusare un calo fisiologico nel finale.

Sergio Rodriguez alza per Tarczewski: la connection funziona sempre

Shavon Shields si conferma sui livelli di eccellenza delle scorse uscite disputando una partita senza sbavature e con grande padronanza di gioco: chiuderà con 12 punti, 4 rimbalzi e 7 assist, con letture sempre perfette. Interessante il pomeriggio di Davide Moretti, il più utilizzato in casa biancorossa (29'): il prodotto di Texas Tech approccia la gara con enorme spirito competitivo e segna canestri importanti per spezzare definitivamente la resistenza avversaria prim'ancora dell'intervallo lungo. Sarà top-scorer con 15 punti, 4 triple a bersaglio e la conferma di poter evolvere in un tiratore mortifero di alto livello. Da premiare anche il lavoro dei big-men: Kaleb Tarczewski domina fisicamente il verniciato in un primo tempo di grande sostanza (11 punti, 5 rimbalzi), mentre Zach LeDay macina lentamente fino ad arrivare a quota 14 per mantenersi sugli stessi livelli delle prime, ottime, gare di campionato.

Davide Moretti top-scorer di Milano-Roma: 15 punti e 4 triple

La Virtus incappa invece nella terza sconfitta consecutiva ma, nonostante il rientro di Anthony Beane (9 punti dalla panchina), la distanza da Milano in termini di organico, organizzazione, fisicità e intensità, è stellare anche in una partita in cui l'Olimpia è costretta a rinunciare per infortunio a 3/5 del quintetto base (out Delaney, Punter e Micov). A livello di energia, si salva il solo Dario Hunt (14 punti, 4 rimbalzi, 6/8 al tiro), risvegliatosi nella ripresa dopo un primo tempo complicatissimo nel reggere il peso della front-line avversaria. Jamil Wilson (11, 4/12) è ancora evanescente, Gerald Robinson (13) poco incisivo, e anche Tommaso Baldasso, reduce dai suoi career-high in punti e assist nella sconfitta contro Brindisi, viene ben contenuto dalla difesa biancorossa. La Virtus viene schiacciata a rimbalzo 39-27, ammassa 13 palle perse, tira con scarse percentuali dall'arco (5/19, 26%) e, prima del lungo garbage-time del quarto periodo, fatica in maniera quasi esasperante nel creare vantaggio contro la prima linea dell'Olimpia. Archiviato il ko del Forum, la testa dovrà andare rapidamente al prossimo match contro Pesaro, avversaria più abbordabile per interrompere la striscia negativa.

  • Milano: Moraschini 5, Roll 3, Shields 12, Brooks 2, Tarczewski 11; LeDay 14, Moretti 15, Rodriguez 8, Biligha 7, Cinciarini 10, Hines 2, Datome 4. All.: Messina.
  • Roma: Baldasso 9, Robinson 13, Campogrande 1, Wilson 11, Hunt 14; Hadzic 4, Biordi 2, Beane 9, Cervi 8. N.e.: Telesca, Farley. All.: Bucchi.

Highlights: Olimpia Milano-Virtus Roma 93-71

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Acqua S.Bernardo Cantù-Umana Reyer Venezia 67-75

Di Daniele Fantini. Con una gragnuola di triple e una decina di minuti di grandissima intensità difensiva a cavallo dei due quarti iniziali, la Reyer Venezia dimentica la brutta battuta d'arresto della scorsa settimana, espugna il PalaDesio e resta ancorata con Sassari e Brindisi (3-1) al gruppetto inseguitore della capolista Milano (4-0). La partita si decide con il maxi-break di 2-19 con cui Venezia doppia gli avversari al 17' (18-36), cuscinetto che la Reyer potrà poi amministrare per il resto del match resistendo al generoso tentativo di rimonta di una Cantù che, da parte sua, ha il merito di provare a tenere viva la contesa fino alle battute conclusive.

Mitchell Watt box-to-box: schiacciata e stoppata contro Cantù

Controllo del ritmo, vantaggio di peso ed esperienza sotto canestro, percentuali dall'arco (11/25, 44%): sono queste le carte che Venezia gioca in maniera sapiente ed efficace ritrovando lunghi tratti della sua pallacanestro tradizionale fatta di coesione e coralità, come dimostrato anche dai cinque uomini in doppia cifra. Il top-scorer è Mitchell Watt con 15 punti e 7 rimbalzi, ingaggiato da Sha'Markus Kennedy in uno splendido scontro generazionale e di stili di gioco tra centri in cui la solidità e la tecnica del primo hanno la meglio sull'esplosività e la vivacità del secondo. Molto concreta la regia di Andra De Nicolao, autore di 14 punti, 6 assist e una serie di canestri importanti per forgiare il break nel primo tempo e respingere poi i tentativi di rientro canturini nella ripresa, così come sono esiziali Stefano Tonut (13 punti, 8 rimbalzi) e Michael Bramos (11 punti, 3/4 dall'arco), determinanti con le loro giocate nel riaprire la forbice nel quarto periodo, quando l'Acqua San Bernardo riesce a rientrare in maniera minacciosa fino al -5 in due occasioni. Lodevole Austin Daye, in campo per 22' nonostante un problema al ginocchio: le sue mani restano fatate, così come riportano gli 11 punti con un perfetto 3/3 dall'arco arricchito anche da 6 rimbalzi e 4 assist.

Sha'Markus Kennedy pazzesco! Stoppata paurosa in recupero su Casarin

Cantù, da parte sua, soffre l'assenza di un generale come Jaime Smith (ancora out per la positività al coronavirus), paga le percentuali basse dal perimetro (4/15, 27%), una leggerezza fisica diffusa e la minor profondità della panchina, vero punto di rottura tra le due squadre. La formazione di Pancotto riesce a frenare Venezia quando, ormai con le spalle al muro dopo il -16 dell'intervallo (27-43), comincia a giocare con quell'energia e quella leggerezza mancate a lungo nel primo tempo. E allora possono emergere segnali interessanti per il prosieguo del campionato: dai balzi di Sha'Markus Kennedy (14 punti, 7 rimbalzi e ben 5 stoppate), alla pulizia tecnica di James Woodard (14 punti, vera anima della squadra nel terzo periodo), alle accelerazioni di Jazz Johnson (15, ma con tanta corrente alternata), alla garra di Andrea Pecchia (12), tra gli ultimi ad alzare bandiera bianca.

Che forza, Sha'Markus Kennedy! Schiaccia mandando due avversari a terra

  • Cantù: Johnson 15, Woodard 14, Pecchia 12, Leunen 3, Kennedy 14; Thomas 4, Procida 1, La Torre 4, Bayehe. N.e.: Lanzi, Caglio, Baparapè. All.: Pancotto.
  • Venezia: De Nicolao 14, Tonut 13, Chappell 5, Mazzola, Watt 15; Casarin 2, Bramos 11, Daye 11, Vidmar, D'Ercole, Cerella, Fotu 4. All.: De Raffaele.

Highlights: Cantù-Reyer Venezia 67-75

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Happy Casa Brindisi - De' Longhi Treviso 99-83

A cura di Davide Fumagalli. Gara a due facce al PalaPentassuglia e gran vittoria della Happy Casa Brindisi per 99-83 contro la De'Longhi Treviso nella quarta giornata di Serie A. Una sfida in altalena, con un primo tempo dominato da Treviso, avanti 53-38 all'intervallo, e una ripresa tutta di marca brindisina che segna 61 punti dopo l'intervallo e si assicura con merito il successo, il terzo di fila in campionato dopo quelli con Roma e Reggio Emilia. Per la De'Longhi è invece il terzo ko consecutivo ed è pesata l'assenza di un uomo di rotazione dato che il polacco Michal Sokolowski, arrivato per rimpiazzate Tyler Cheese, sbarcherà in Italia soltanto la prossima settimana. Alla Degli ospiti non bastano 23 punti di Logan e 22 di Mekowulu, mentre stecca nettamente Dewayne Russell, 8 punti con 3 su 12 al tiro, 5 assist e -28 di plus-minus. Per la Happy Casa invece spiccano le prestazioni di Harrison, 27 punti, di Perkins, 18, e di Derek Willis, 17 punti, 10 rimbalzi e tante giocate per chiudere il divario e lanciare l'allungo.

Che spettacolo Derek Willis! Schiacciata e assist da Top 10

La gara del PalaPentassuglia è equilibrata nel primo periodo, la Happy Casa tocca il +5 sfruttando la fisicità dei vari Bell, Harrison e Perkins vicino a canestro, e al 10' conduce 26-23. Il secondo quarto è invece tutto della De'Longhi Treviso: la squadra di Max Menetti oppone un muro difensivo efficace e in attacco trova ottime soluzioni muovendo la palla con Imbrò e Russell, e trovando tiratori come Logan (12 nei primi due periodi) e Carroll sul perimetro, e soprattutto un indemoniato Mekowulo nei pressi dell'area. Proprio il nigeriano è immarcabile, segna 14 punti nella prima frazione e firma il massimo vantaggio sul +16 (37-53): all'intervallo è 53-38 per Treviso.

D'Angelo Harrison demolisce Treviso con 27 punti

Nella ripresa è tutta un'altra Brindisi e tutta un'altra sfida. La squadra di Vitucci attacca con maggior decisione il ferro, Treviso deve subito fare a meno di Mekowulu e Vildera per problemi di falli, e la Happy Casa va a nozze: i padroni di casa rimontano gradualmente e alla fine sorpassano sul 64-63 con una bomba dell'indemoniato Harrison. Al 30' è 68-67 per Brindisi ma la De'Longhi di fatto non c'è più: gli ospiti infatti non segnano per i primi 4' dell'ultimo quarto e la Happy Casa scappa via fino al +15 spinta soprattutto da Derek Willis, letale da fuori, a rimbalzo e attaccando il ferro. E' Zanelli a mettere la parola fine con la tripla dell'88-71, +17. Nel finale Treviso rimonta con orgoglio fino a -12 con Logan e Mekowulu ma il match è in archivio da diversi minuti e al suono della sirena possono esultare Harrison e soci.

  • Happy Casa Brindisi: Krubally 7, Zanelli 3, Harrison 27, Visconti, Gaspardo 6, Thompson 10, Cattapan ne, Guido ne, Udom, Bell 11, Perkins 18, Willis 17. All. Vitucci.
  • De' Longhi Treviso: Russell 8, Logan 23, Vildera 8, Bartoli, Imbrò 3, Chillo 4, Mekowulu 22, Carroll 10, Akele 5, Piccin ne. All. Menetti.

Highlights: Brindisi-Treviso 99-83

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Germani Brescia - Allianz Pallacanestro Trieste 75-63

A cura di Marco Arcari. 2° successo consecutivi in LBA per la Germani Brescia, che, pur dovendo fare i conti con un caso di posività al COVID-19 (annunciato a poche ore dalla palla a due), riscatta subito il k.o. maturato a Bar nel turno di EuroCup. Partita caratterizzata da moltissimi parziali e da differenti volti, con blackout e pause da entrambe le parti. Partono meglio i padroni di casa, subito capaci di trovare un break di 5-0 con la coppia Chery-Crawford. Dusan Ristic, lanciato in quintetto da coach Esposito, fa la voce grossa sotto i tabelloni e lancia Brescia sul +9 (16-7) a metà 1° quarto, costringendo la panchina dell’Allianz al timeout. Milton Doyle è sostanzialmente l’unico terminale offensivo affidabile degli ospiti, tanto da segnare 7 dei 9 punti complessivi di Trieste nella frazione. Brescia però non fa sconto alcuno, continua a bombardare dalla distanza e, grazie al dinamismo di Christian Burns e ai 5 in fila di Giordano Bortolani, tocca il +20 (29-9) al 10’ di gioco. Gli ospiti chiudono il 1° quarto con un incredibile 4/17 su azione e -1 di valutazione complessiva (contro il 46 della Germani). L’Allianz sembra davvero rimasta sul pullman ed è capace di incassare uno 0-7 anche in apertura di 2° quarto. Brescia si rilassa forse un po’ troppo e matura una serie di turnovers che consente agli ospiti di replicare con uno 0-9 propiziato dalle triple di Davide Alviti (38-20). Neanche il tempo di pensare a una concretizzazione della rimonta, che i biancorossi incassano però un altro parziale e vedono la formazione di coach Esposito ritoccare il massimo vantaggio (48-20) al 18’ della sfida.

Fernandez inventa, Grazulis inchioda: showtime Trieste

Andrejs Grazulis inizia alla grande il 2° tempo, piazzando un break personale di 0-6. Nonostante la buona fase di non possesso degli ospiti, quello di Brescia è un blackout che porta a 3 turnovers e nessun canestro in oltre 5’ della ripresa. Il parziale dell’Allianz si allunga fino all’11-0 e Trieste rientra così sul -10 (48-38), ma Drew Crawford, nel giorno del suo compleanno, è fondamentale nel trovare 5 punti consecutivi e spezzare il ritmo avversario. Tommaso Laquintana, ex di turno, si scatena con una serie di canestri che rilanciano Trieste e la portano sul provvisorio -5 (53-48) al 28’ del match. La Germani segna solamente 8 punti nel 3° quarto (5 su azione, tutti di Crawford) e solo i tiri liberi le consentono di chiudere sul 56-48 la frazione. Doyle continua a martellare dalla distanza, arrivando al personale 4/9, e la squadra di coach Dalmasson trova perfino il -3 (56-53) grazie alla schiacciatona dell’esordiente Marcos Delia. Brescia risponde con un 11-0 propiziato soprattutto da Burns e suggellato dalla bomba di Brian Sacchetti, volando nuovamente verso il successo (67-53 al 35’). Nei minuti restanti Doyle e Laquintana tentano un’altra, disperata, rimonta, ma ormai è troppo tardi. MVP Burns, protagonista nel parziale decisivo e autore di una doppia-doppia da 17 punti e 11 rimbalzi, mentre Crawford, oltre ai 19 punti, aggiunge anche 5 rimbalzi e 4 assist. A Trieste non bastano le iniziative di Laquintana (13) e la verve di Alviti (14, con 6 rimbalzi e 4 recuperi).

  • Brescia: Vitali 2, Parrillo, Chery 14, Bortolani 5, Ristic 4, Crawford 19, Burns 17, Moss 5, Sacchetti 5, Ancellotti 4. All. Esposito.
  • Trieste: Coronica n.e., Mussini, Upson, Fernandez, Arnaldo n.e., Laquintana 13, Delia 8, Da Ros, Grazulis 8, Doyle 18, Alviti 14, Cebasek 2. All. Dalmasson.

Highlights: Brescia-Trieste 75-63

Serie A
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Eurolega
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