Nicolò Melli il preolimpico l'ha già giocato. E perso, suo malgrado. Cinque anni fa, a Torino, in quella maledetta finale che mandò poi la Croazia a Rio, infliggendo un colpo durissimo a quella che, in quel momento, veniva considerata una delle nazionali azzurre più forti e talentuose della storia. Ora si ritrova nella stessa situazione del 2016, con un nuovo preolimpico da giocare, ancora più complicato, a Belgrado, contro la Serbia di Milos Teodosic. Ma lo farà con un'esperienza e una consapevolezza differenti, e, soprattutto con un ruolo nuovo, quello di capitano, ereditato dall'assente Gigi Datome. Reduce da una stagione giocata in NBA tra New Orleans e Dallas con meno spazio del previsto, Melli è ora il giocatore più rappresentativo della squadra azzurra, l'unico grande veterano ad aver risposto alla chiamata di coach Meo Sacchetti nella Nazionale del ricambio generazionale.
"Il gruppo è buono - ha rassicurato Melli durante la conferenza stampa tenuta presso l'Hotel Sheraton di via Caldera, a Milano -. Stiamo bene insieme anche se abbiamo avuto poco tempo per prepararci e la squadra è cambiata molto in questi giorni. Purtroppo non avremo una partita vera di preparazione prima di volare a Belgrado, ma abbiamo ancora qualche giorno per lavorare e vedremo di riuscire a fare delle belle cose. Sappiamo di non essere i favoriti ma, per un certo verso, è meglio così. Tutti parlano della Serbia, e presumibilmente sarà la squadra da battere per qualificarsi a Tokyo, ma vorrei ricordare che, prima, dovremo affrontare altre avversarie. Dunque, prima di pensare alla Serbia e ai suoi punti deboli, cerchiamo di concentrarci sulla fase iniziale del preolimpico, a Senegal e Porto Rico".

Primo tempo imperiale di Nik Melli con 17 punti

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La forza della "giovane Italia": affiatamento, orgoglio, attenzione

"Il ricambio generazionale fa parte del gioco ed era qualcosa che sarebbe dovuto succedere. Abbiamo diversi giocatori con esperienza all'estero, e questo sarà un plus. Vedo grande affiatamento nel gruppo e attenzione ai dettagli. L'obiettivo sarà uscire dal campo a testa alta ed essere orgogliosi di noi stessi: abbiamo grandi qualità e speriamo di riuscire a esprimerle".

Trasformarsi giocando all'estero: formazione e responsabilità

"L'esperienza in NBA mi sta dando grande voglia di giocare (ride, ndr). Scherzi a parte, è un campionato di altissimo livello, contro i talenti più forti al mondo, ed essere lì non può far altro che migliorarti. Nonostante le difficoltà, non mi sono mai arreso, mi sono sempre allenato per migliorare, ogni giorno. Fare un'esperienza all'estero è molto importante, è formativa. All'estero sei tu lo straniero, e senti in maniera maggiore la pressione, quindi è un qualcosa che ti responsabilizza maggiormente. Tutti quelli che si sono allontanati dall'Italia hanno fatto un percorso vincente. L'ultimo è Simone Fontecchio, che si è appena aggregato alla Nazionale dopo aver vinto il campionato in Germania con l'Alba Berlino".

Fa tutto Melli: prima la stoppata, poi la schiacciata

Capitano ad interim ora, ma capitano vero a Los Angeles 2028?

"Il ruolo di capitano è ad interim. Lo terrò finché non tornerà Datome. In questo momento mi sento più responsabilizzato, perché fungo da anello tra staff e squadra. In due anni mi sono ritrovato dall'essere uno dei più giovani del gruppo al più vecchio e capitano: è un po' strano, ma per me è un onore enorme, ne sono molto orgoglioso. Il mio obiettivo sarà riuscire ad arrivare a Los Angeles 2028 con i gradi di capitano. Tengo a quelle Olimpiadi perché anche mia mamma le ha disputate proprio a Los Angeles nell'edizione del 1984".

NBA, Europa o Italia: che futuro per Nicolò Melli?

Il contratto firmato due anni fa sulla porta d'ingresso della NBA è scaduto, e Melli si è trasformato in un uomo-mercato ambitissimo in Europa. Sono tante le squadre di Eurolega che lo stanno seguendo, e in Italia i rumors che lo legano a Olimpia Milano e Virtus Bologna si inseguono ormai da mesi. Quale sarà la sua scelta? Testare la free-agency NBA o chiudere la carriera oltreoceano per rientrare in una big del Vecchio Continente?
"Prenderò una decisione sul mio futuro quando troverò una situazione che mi convincerà, la situazione giusta, capace di stimolarmi al massimo. Potrebbe arrivare tra una settimana o tra un mese, ancora non lo so. Dico una cosa banale e che potrebbe sembrare scontata, ma in questo momento sto realmente pensando soltanto alla Nazionale".

Guarda tutti gli highlights del Torneo di Amburgo

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