La questione Donnarumma-Milan sta diventando un gran casino, e nel marasma di questi giorni ne stanno succedendo veramente di tutti i colori. La situazione, già intricata di suo, ce la sta mettendo tutta per creare l'ennesimo polverone mediatico, e siccome manca veramente poco alla fine della stagione sportiva (Europeo escluso) occorre fermarsi un attimo e provare a fare un minimo di ordine.
Il nodo di questo scontro nasce dal contratto che lega le prestazione del bimbo prodigio alla società rossonera. La scadenza dell'accordo è fissata per il 30 giugno 2021, ma il rinnovo è ancora distante anni luce. Intorno alla trattativa si respira un'aria già vissuta nell'estate del 2017, quando alcuni tifosi del Milan Club Polonia, durante l'Europeo U-21, insultarono Donnarumma lanciandogli dei dollari falsi e appellandolo come Dollarumma - anche all'epoca si parlava di un mancato rinnovo.Sabato mattina una delegazione di tifosi rossoneri si è presentata a Milanello per chiedere a "Gigio" di rimanere. "Hai tutto per essere il Totti del Milan: che cosa ti manca?", la domanda. Il portierone ha garantito di non aver parlato con la Juventus e di non essersi pre-accordato con nessun club, ma la sua situazione mentale non è serena. Anzi, sta riversando proprio nella condizione opposta.
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Poi, come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato l'indiscrezione lanciata da "Il Giornale". Nel caso dell'addio di Donnarumma - secondo il quotidiano - Raiola arriverebbe a guadagnare una cifra vicino a 20 milioni di euro in commissioni. Per ora tra domanda (10mln/anno) e offerta (7+1mln) ballano circa due milioni di euro, ma nessuno dei due sembra intenzionato a fare un passo indietro. Al 30 giugno mancano meno di due mesi: come si risolverà questa vicenda?

Raiola o non Raiola

In questa condizione di impasse contrattuale, la soluzione del thriller la conosce solo il giocatore - che non la sta vivendo bene ed è scoppiato il lacrime nel viaggio di ritorno da Roma dopo Lazio-Milan. Da un lato c'è Raiola: la sicurezza di un presente e un futuro tra i top club, gli ingaggi faraonici e la possibilità di vincere alcuni trofei nel breve-medio periodo. Dall'altra invece c'è il Milan: la società che lo ha lanciato, l'amore d'infanzia, la grande chance di crescere insieme e una maglia baciata e rispettata come poche altre. Scegliere un lato della medaglia, per quanto doloroso, vorrebbe dire escludere l'altro.
Se il Milan dovesse perdere il giocatore a zero, i rapporti con Raiola scalerebbero da pessimi a irrimediabili, ma se il club riuscisse a rinnovare Gianluigi, trattenendolo a Milano, allora per il nativo di Castellamare di Stabia potrebbe iniziare una nuova vita senza la presenza del procuratore italo-olandese. D'altronde, in passato è già successo. Marek Hamsik, Pavel Nedved e Lorenzo Insigne sono esempi virtuosi di come si possa sopravvivere nel proprio club nonostante la forte pressione d'uscita esercitata da Raiola. I due "napoletani" sono andati molto vicino a lasciare la città del sole, ma entrambi hanno saputo dire no alle lusinghe italiane ed europee rompendo poi l'accordo con l'agente. Stesso discorso per il pallone d'oro 2003, trascinato nelle onde del mercato nella parte centrale della sua parentesi juventina ma sempre il padrone del proprio destino.
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AGENTECONTRATTI (in dollari)COMMISSIONI (in dollari)
Scott Boras (Baseball)3,2 miliardi161,1 milioni
Jonathan Barnett (Calcio)1,4 miliardi142,3 milioni
Jorge Mendes (Calcio)1 miliardo104 milioni
Mino Raiola (Calcio)847,7 milioni84,7 milioni
Jeff Schwartz (Basket)1,8 miliardi73 milioni
Però, questi tre giocatori rappresentano l'eccezione alla regola, eil modus operandi del calcio moderno assomiglia sembra di più a quello di Raiola rispetto a quello romantico dei calciatori-bandiera. Quanti giocatori "alla Totti" - per rimanere sul paragone fatto dai tifosi del Milan - vedete nel calcio di oggi? Oltre a bloccare il flusso di mercato che organizza il mondo del pallone, non consentono a questi grandi agenti (che controllano quasi tutto) di creare un rapporto diretto con i club. La Juventus, ad esempio, negli ultimi 10 anni ha fatto (e sta facendo) parecchi affari con il nativo di Nocera, sigillando alla base di questo rapporto una sorta di patto di reciproco rispetto. Tu ci porti i "tuoi" campioni e noi non ti facciamo la guerra quando poi ce li porti via.Paul Pogba è stato il punto di partenza, con 35 milioni di euro di commissioni nelle casse dell'agente per l'operazione United-Juve-United, e Matthijs de Ligt è solamente un'ulteriore conferma di questo modo di comportarsi - con cui Raiola ha guadagnato altri 10,5 milioni in commissioni.
Il nuovo Milan invece ragiona in maniera diametralmente opposta rispetto alla dittatura dei grandi procuatori, preferendo le piste libere rispetto a quelle già calpestate da questi draghi del mercato. Per ora la dirigenza ha congelato tutte le trattative sui rinnovi, per consentire alla squadra di concentrarsi solo sulle questioni di campo, ma nel frattempo avrebbe opzionato le prestazioni del portiere francese Mike Maignan del Lille al prezzo di 15 milioni di euro. La priorità resta il rinnovo di Donnarumma, ma nel caso dovesse saltare l’accordo i rossoneri si sarebbero tutelati.

Chi ne ha bisogno?

E proprio seguendo il filo conduttore che vorrebbe Maignan titolare a Milano e Donnarumma in viaggio verso l'ignoto, è interessante chiedersi a quali club potrebbe servire un talento generazionale come quello classe 1999. Se ad una prima occhiata potremo dire "tutti", andando più nello specifico non è che ci sia poi tanto spazio nell'Europa che conta. In Champions League, per esempio, almeno tre delle prime quattro sono già ben coperte. Barcellona, Bayern Monaco, Liverpool e Atletico Madrid idem. L'unico dubbio può riguardare la posizione del Chelsea, ma la posizione di Mendy è in netta risalita rispetto a quella che occupava qualche mese fa. Quindi, chi rimane?
Sicuramente la Juventus - di cui si parla con una grande insistenza - e appena dietro il Manchester United: un club con cui Raiola ha già fatto diversi affari importanti in passato (Pogba, Ibra). Nella città degli Oasis, de Gea sta facendo tanto turnover con il classe 1997 Dean Henderson, mentre a Torino la legge delle plusvalenze potrebbe trovare in Wojciech Szczęsny l'ennesimo sacrificio sull'altare dell'equilibrio economico. Da settimane le voci parlano con insistenza di una cessione sicura, mettendo sempre più sale su questa ferita piuttosto profonda, ma le volontà del gigante-in-maglia-99 potrebbero cambiare le carte in tavola. Staremo a vedere.

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